Mimmo Jodice in mostra al nuovo Museo del Tesoro di San Gennaro a Napoli. Rare foto ‘barocche’ a colori
Fino al 10 gennaio 2027 il grande fotografo napoletano appena scomparso è in mostra al Museo del Tesoro di San Gennaro con una esposizione che rende omaggio con un progetto che racconta un passaggio meno noto della sua sperimentazione. In uno spazio rinnovato
Mimmo Jodice moriva alla fine di ottobre 2025, all’età di 91 anni, dopo un’incessante attività di sperimentazione nella fotografia, fuoco di una fortunata carriera durata oltre sessant’anni. E Napoli, la città che gli diede i natali nel 1934, si è subito mobilitata per ricordarlo e valorizzare la sua arte. Così, al Museo di Capodimonte è stata allestita la sala per esporre le sue fotografie più note, mentre si attende per il 2027 la realizzazione di una Casa della Fotografia, dedicata proprio a Jodice, che nascerà nel complesso, all’interno del Cataneo, grazie a un investimento di 3 milioni e mezzo di euro.
La mostra “I colori di Mimmo Jodice” al Tesoro di San Gennaro di Napoli
L’idea risale all’ex direttore del museo, Sylvain Bellenger, che intanto cura per il Tesoro di San Gennaro, al Duomo di Napoli, la mostra appena inaugurata per rendere omaggio al fotografo partenopeo condividendo una produzione meno nota del suo lavoro. L’esposizione ospitata al Museo del Tesoro di San Gennaro e visitabile fino al 10 gennaio 2027 presenta, infatti, l’unico progetto a colori di Jodice, dedicato ai capolavori pittorici del Seicento napoletano: un corpus raro e in parte inedito di opere, oggi nuovamente prodotto grazie all’iniziativa e all’intervento di D’Uva srl – che produce e organizza la mostra in collaborazione con Mimmo Jodice Studio – da un’idea di Francesca Ummarino e Ilaria D’Uva.

Mimmo Jodice a confronto con il Tesoro di San Gennaro
L’allestimento delle foto, ideato da Bellenger e progettato da WorkinArt, segue l’intero percorso del Museo, dalle sale del Tesoro alle Sacrestie, mettendo in dialogo fotografia, pittura e opere del museo. In Allo scopo sono stati realizzati tessuti e velluti antichizzati di ispirazione barocca, site-specific, cheagevolano il confronto: la progettazione tessile dei velluti è stata curata da Maddalena Marciano, docente di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, e la pittura dei tessuti realizzata in collaborazione con Giuseppe Ambrosio. A partecipare anche gli studenti del corso di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ne deriva un dialogo immersivo tra il cromatismo acceso degli oggetti del Tesoro e l’esplorazione della pittura barocca attraverso lo sguardo e la macchina fotografica di Mimmo Jodice.
Inoltre, la mostra coincide con un importante rinnovamento per il Museo del Tesoro di San Gennaro che inaugura i nuovi spazi di accoglienza appena ristrutturati da D’Uva, secondo il progetto di Vanni del Gaudio e realizzati da Lavaggi&Montella, per ospitare la nuova biglietteria e il bookshop, ridefinendo l’accesso al complesso museale. Un intervento che si inserisce nel più ampio processo di riqualificazione dei portici di via Duomo. Mentre il percorso museale beneficia di un nuovo impianto illuminotecnico.

Mimmo Jodice e la fotografia a colori ispirata dalla pittura del Seicento
Noto per la sperimentazione continua sul bianco e nero, Jodice realizzò il ciclo di immagini a colori ora in mostra negli Anni Ottanta,in occasione delle visite alMuseo di Capodimonte alla mostra La Civiltà del Seicento a Napoli, curata da Raffaello Causa. E si concentrò sulle grandi tele seicentesche di Jusepe de Ribera, Francesco Guarini, Caravaggio, Luca Giordano, Filippo Vitale, Battistello Caracciolo e Artemisia Gentileschi, mettendo in risalto particolari spesso marginali — frammenti di volti, uno sguardo, una mano, una piega di tessuto — dettagli poco visibili, isolati e restituiti in una dimensione sospesa, fuori dal contesto originario. Il colore, in queste opere, non è elemento descrittivo ma strumento analitico ed emotivo, capace di restituire la materia pittorica come esperienza contemporanea. “Al centro di questo eccezionale confronto tra la fotografia a colori, ancora poco conosciuta, di Mimmo Jodice e il lusso, se non addirittura lo sfarzo, delle collezioni del Museo del Tesoro di San Gennaro, si confrontano due visioni del mondo” spiega Bellenger “La visione barocca si afferma come una totalità avvolgente, una lettura globale del reale. Al contrario, la visione moderna, quella di Mimmo Jodice, più vicina al nostro sguardo contemporaneo, procede per frammenti, decostruisce, isola, privilegia il dettaglio, il singolare”.

Il restauro delle fotografie a colori di Mimmo Jodice
Le rare fotografie a colori esposte, stampe da diapositive già presentate nel 1985 a Villa Pignatellinella mostra Un secolo di furore, sono state oggetto per l’occasione di un importante intervento di restauro curato da Barbara Jodice – “in questi lavori fotografici di mio padre ritrovo la sua capacità unica di vivere la luce restituendo alle opere una presenza intensa e contemporanea” – e Marco Spatuzza, che ha anche riportato alla luce alcuni scatti inediti della serie. “In questi lavori fotografici che saranno esposti al Tesoro di San Gennaro, ritrovo la sua capacità unica di vivere la luce restituendo alle opere una presenza intensa e contemporanea.
Per visitare la mostra, il pubblico potrà optare anche per un itinerario speciale, promosso nell’ambito del progetto culturale di visite solidali SCINTILLARTE, che prevede untour guidatodai giovani con disabilità de La Scintilla, associazione che fa parte della rete del Pio Monte della Misericordia. Il progetto prevede, inoltre, un biglietto unico per visitare entrambi i musei (prenotazione online obbligatoria). Accompagna la mostra il catalogocoedito da D’Uva e Paparo Editore, che raccoglie i testi di Luca Massimo Barbero, Sylvain Bellenger, Stefano Causa, Erri de Luca, Ilaria D’Uva, Angela Jodice, Maddalena Marciano, Mario Martone e Francesca Ummarino.
Livia Montagnoli
I colori di Mimmo Jodice // dal 17 maggio 2026 al 10 gennaio 2027
MUSEO DEL TESORO DI SAN GENNARO
Via Duomo 149, Napoli
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