Gianfranco Maraniello è il nuovo direttore del Mart. Dopo anni al Mambo di Bologna succede a Cristiana Collu a Rovereto

A metà novembre Cristiana Collu aveva inaspettatamente annunciato il suo addio alla direzione del Mart, il museo d’arte contemporanea di Trento e Rovereto. Dietro la scelta di non rinnovare l’incarico triennale, scaduto lo scorso 31 gennaio, un’insofferenza per la mancanza di una visione definita e precisa di museo, come dichiarò la stessa Collu ai media. Oggi, dopo poco più di tre mesi e 128 candidature pervenute, arriva la notizia che il […]

Gianfranco Maraniello
Gianfranco Maraniello

A metà novembre Cristiana Collu aveva inaspettatamente annunciato il suo addio alla direzione del Mart, il museo d’arte contemporanea di Trento e Rovereto. Dietro la scelta di non rinnovare l’incarico triennale, scaduto lo scorso 31 gennaio, un’insofferenza per la mancanza di una visione definita e precisa di museo, come dichiarò la stessa Collu ai media. Oggi, dopo poco più di tre mesi e 128 candidature pervenute, arriva la notizia che il Cda ha deliberato il nome del nuovo vertice del grande polo museale trentino per l’arte contemporanea: si tratta di Gianfranco Maraniello, 44 anni, proveniente dall’esperienza alla direzione del Mambo, il Museo d’arte moderna di Bologna.
Dopo una selezione precedentemente effettuata dalla cacciatrice di teste GEA S.p.a., nota società milanese esperta in recruitment, il nome di Maraniello è arrivato sul banco del comitato di selezione, composto dalla presidente del museo, Ilaria Vescovi (la figura con cui la Collu aveva diversità di vedute e con la quale ora Maraniello dovrà avere a che fare), il vicepresidente, Matteo Lunelli e l’ex presidente del Mart, Pietro Monti.
Abbiamo scelto un professionista le cui competenze sono indiscusse sia sul fronte manageriale sia sul fronte scientifico“, ha dichiarato Lunelli, “Gianfranco Maraniello è una figura completa, solida e collaborativa che con entusiasmo ha accettato di accogliere le sfide del Mart e di aiutarci a costruirne il futuro. Il Mart è un museo che ha sempre guardato avanti e che vuole avere una forte proiezione internazionale ma anche la capacità di dialogare con il territorio”.
Figlio dell’artista Giuseppe Maraniello, il nuovo direttore del Mart è stato scelto all’unanimità dal consiglio di amministrazione del museo. Maraniello, che potrà contare su un contratto di 5 anni (quello della Collu era per tre anni), lascia Bologna dopo ben 10 anni di direzione prima della vecchia Gam e poi del Mambo.
Un giro di valzer che dunque non interrompe il valzer dei direttori: sistemato il Mart ora tocca a Rivoli. E poi ci sarà da decidere chi rimpiazzerà Maraniello stesso al Mambo di Bologna.

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  • Forza Napoli bravo queste si che sono persone anzi direttori , complimenti

  • Roberto

    saranno state sicuramente tantissime le candidature internazionali (…)

  • Givone

    Ahh e questo sarebbe il frutto sofferto di mesi di ricerca con un’agenzia cacciatrice di teste? Ma la Vescovi non diceva che bisognava avere più occhio perl ‘aspetto dei numeri? E quali sono le caratteristiche manageriali superiori? E quali sarebbero i numeri maggiori rispetto a Cristiana Collu che il vincente può vantare?? Non scherziamo per favore, questa scelta porta dietro l’orogio di qualche anno quando Maraniello veniva dato scontato vincitore. Invece a vincere fu la competente e discreta Collu. Che ha sviluppato un programma straordinario in tempo di tagli. Alla quale si fece un contratto di soli tre anni, rispetto ai 5 di oggi e del passato. Evviva l’Italietta!!

  • Rovina

    La mediocritá paga. Ma non era meglio lasciarlo continuare nell’opera di smantellamento dell’ex gloriosa Bologna: un museo con una collezione ragguardevole (per l’Italia) ridotto a ripetere ossessivamente
    gli spazi chiusi evasivi destoricizzati morandiani, imperniato nelle proposte piú opportuniste e disimpegnate con le asfittiche ininfluenti repliche di Carroll e Guerzoni? Avremo la stessa robaccia al Mart?
    Un paese in declino con una paura terribile dell’attualitá, mezzo mondo instabile e crisi economiche senza sbocco e la piccola professionalitá
    dei senza talento rifugiata nella neutralizzazione estetica tipica dei figli di degli amici di , di una classe imprenditoriale ignorante .

    • Maria Chiara Moretti

      Concordo pienamente, ha portato il sistema Bologna Arte ai minimi termini, con mostre piccole piccole. Non ha saputo manco sfruttare la liason con ArteFiera. Un minimalismo costato caro alla città. Il contrario di Cristiana Collu a Rovereto, che ha offerto un eccellente programma in soli tre anni. Una identità straordinaria, fresca e convincente. Ogni centrimento del museo veniva usato. Una dignità inclusiva di tutti e tutto. Risultati più che buoni e finale classico con cacciata ad opera di un managment miope che stà all`arte come le nuvole al sole. La nostra classe imprenditoriale, specie le nuove generazioni conoscono solo la voce profitti. Il fatto è che vengono usati nel pubblico per presunte competenze che non hanno. questo è il (tragico) risultato.

  • Gianni Morgan Usai

    Panini, wurstel &….? ( Futurismo not included..)