L’ICA di Miami raddoppia: apre una nuova sede nel Design District con l’architettura dello studio Gensler

Sarà pronto per la fine del 2027 l’ampliamento dell’Institute of Contemporary Art di Miami, reso possibile dall’acquisto di un edificio adiacente alla sede inaugurata nel 2017 nel Design District. Un tempo sede della De la Cruz Collection, la struttura sarà riprogettata dal celebre studio californiano

L’intenzione di raddoppiare i propri spazi, concretizzata con l’acquisto di un edificio situato al 23 NE 41st Street (già sede della De la Cruz Collection), a breve distanza dalla sede principale del museo, era nota da tempo.

Il raddoppio di ICA Miami al Design District

Alla fine del 2024, l’Institute of Contemporary Art di Miami festeggiava il suo decimo anniversario annunciando l’espansione: un progetto finanziato attraverso un investimento da 25 milioni di euro – interamente da fondi privati – per dotare il museo di ulteriori 3.000 metri quadri di spazi espositivi, potenziando così la programmazione di mostre temporanee e allestendo, per la prima volta nella sua storia, una serie di gallerie dedicate alla collezione permanente.

Il progetto di Gensler per il nuovo ICA

Già nel 2017, l’ICA, fondato nel 2014 e ospitato fino a quel momento all’interno del Moore Building, si dotava di una nuova sede (3.500 metri quadri complessivi) nel Miami Design District, firmata dallo studio madrileno Aranguren + Gallegos Arquitectos e finanziata dalla coppia di collezionisti Irma e Norman Braman. E l’operazione di ampliamento rappresenterà “un passo naturale nel percorso del museo, fornendo lo spazio necessario per condividere il lavoro di artisti importanti e ampliare la nostra portata educativa”, spiegava nel ’24 il direttore artistico Alex Gartenfeld. Si ipotizzava, allora, di poter inaugurare la seconda sede entro la fine del 2025. Ma i tempi si sono dilatati, e solo oggi ICA annuncia di aver affidato il recupero e la progettazione dell’edificio acquistato due anni fa allo studio Gensler, con l’obiettivo di inaugurare tra un anno, verso la fine del 2027, probabilmente in concomitanza con l’Art Week di Miami nei giorni di Art Basel.

Gli spazi interni del nuovo ICA Miami, render. Courtesy Gensler
Gli spazi interni del nuovo ICA Miami, render. Courtesy Gensler

Come sarà la seconda sede di ICA Miami

Secondo il progetto dello studio californiano – fondato a San Francisco nel 1965, tra le più importanti realtà internazionali di architettura, noto per aver progettato celebri impianti sportivi e aver supervisionato i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nel 2016, ma anche per aver partecipato all’ampliamento del MoMA di New York e alla realizzazione del polo The Broad, a Los Angeles, in entrambi i casi con Diller Scofidio + Renfro – il primo e il secondo piano dell’edificio ospiteranno ciascuno quattro nuove gallerie, tra cui gli spazi dedicati alla collezione permanente, le sale per mostre temporanee e la Knight Foundation Gallery for New Media, piattaforma destinata agli artisti che sperimentano con le nuove tecnologie (la Fondazione ha stanziato in favore dell’ICA 5 milioni di dollari, per potenziare la ricerca nel campo dell’innovazione digitale). Il terzo piano riunirà invece spazi per conferenze, performance e aree destinate ai servizi e alle attività per il pubblico.

Gli obiettivi del raddoppio di ICA

La facciata dell’edificio sarà ripensata per creare un forte impatto visivo, e i visitatori accederanno innanzitutto in uno spazio vetrato pensato in continuità con l’esterno, dove saranno realizzati cortili ombreggiati e aree verdi dedicate al ristoro e all’incontro, creando una connessione con la sede principale di ICA e un nuovo polo urbano di aggregazione: “Lo studio Gensler ha fatto propri gli obiettivi del progetto, rispondendo alle esigenze operative e programmatiche che andranno a integrare le nostre strutture e la nostra offerta attuale”, sottolinea Gartenfeld. Gensler ha lavorato sull’idea di un museo “rigoroso, generoso, lungimirante e solidamente all’avanguardia”: “Oltre ad ampliare gli spazi, questo intervento di ristrutturazione rafforzerà la capacità dell’ICA Miami di sostenere gli artisti, accrescere le opportunità di divulgazione e formazione e creare una vera piattaforma di scambio in una delle città culturalmente più dinamiche al mondo”.

Livia Montagnoli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati