Accompagnata da luci stroboscopiche e da un’incalzante musica techno, una bambina – disegnata in computer graphic – ci guarda con i suoi occhioni sgranati (in stile Disney Pixar) e improvvisa un balletto: i passetti che muove coincidono con l’inizio di una storia, della sua storia.
Comincia così Bébé Colère, l’ultimo cortometraggio del duo francese composto da Caroline Poggi e Jonathan Vinel: un nuovo tuffo malinconico all’interno del personalissimo mondo della coppia di registi. Giocato su contrasti forti (l’inserimento di elementi in 3D all’interno di ambienti reali e il mood della protagonista, tanto innocente quanto colma di disperazione), il video ci riporta immediatamente a tematiche molto care agli autori, come il sentirsi inadeguati o non voluti, il bisogno di appartenere a qualcosa, e un forte senso di collera nei confronti della vita stessa. Un sentimento che ci rende tutti dei “bambini arrabbiati”.

IL PROGETTO FINITE RANTS

Dopo la presentazione del loro primo film, avvenuta a Milano il 15 luglio del 2019, Poggi e Vinel tornano a collaborare con la Fondazione Prada grazie a una commissione molto particolare. Curato da Luigi Alberto Cippini e Niccolò Gravina, il progetto online Finite Rants si configura come una rassegna di otto video-saggi realizzati da diversi artisti e intellettuali, tra i quali spiccano il regista/scrittore tedesco Alexander Kluge e il fotografo giapponese Satoshi Fujiwara, il regista francese Bertrand Bonello, l’attore statunitense Brady Corbet, l’economista svizzero Christian Marazzi e il regista argentino Eduardo Williams. L’intera iniziativa nasce dalla volontà di sondare la versatilità del format video-essay nel riuscire a esprimere un pensiero tramite delle immagini saldamente legate al nostro tessuto visivo contemporaneo. Ma cos’è esattamente un video-saggio?

IL GENERE DEL VIDEO-ESSAY

Con video-saggio, saggio visuale o video essay, si intende un’opera video che è tanto ibrida nella forma quanto chiara negli intenti. Si avvale infatti di tutta una serie di linguaggi cinematografici (dalla fiction al documentario, passando per il found footage) con l’ottica di restituire un prodotto a cavallo tra il narrativo e il didattico, capace di aprire delle riflessioni su argomenti ben precisi. Usando le parole del famoso regista Dada Hans Richter: “Il film, o video-saggio, è una forma espressiva capace di creare ‘immagini per nozioni mentali’ e di ‘ritrarre concetti‘”.
Illustri maestri e innovatori del video-saggio si possono ritrovare in autori come Chris Marker, con il suo celebre e distopico La Jetée (1962), Harun Farocki, Hito Steyerl, Oliver Laric, Cecile B.Evans e Jon Rafman, solo per citarne alcuni.

– Valerio Veneruso

Dati correlati
Spazio espositivoFONDAZIONE PRADA
IndirizzoLargo Isarco 2 20139 - Milano - Lombardia
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.