L’affascinante storia di John Sheperd, un uomo che per trent’anni, chiuso nella sua casa in Michigan, ha tentato di mettersi in contatto con gli alieni. Costruendo l’attrezzatura necessaria da solo, investendo tutti i propri soldi, il proprio tempo e le proprie risorse, con la passione immutata di un bambino che insegue un sogno irrealizzabile. È questo il tema del documentario John Was Trying To Contact Aliens, scritto e diretto da Matthew Killip e disponibile in questi giorni su Netflix. Un viaggio breve ma intenso nella storia di un uomo fuori dal comune, che ha trasmesso nello spazio musica di ogni genere, sperando di farla arrivare a qualche forma di vita sconosciuta: “la musica è un linguaggio universale”, spiega.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.