Il programma de Il Cinema in Piazza 2026. Roma torna a guardare il cinema sotto le stelle 

Da Bellocchio a Thom Yorke, da Jane Campion a Nicolas Winding Refn: la dodicesima edizione del festival della Fondazione Piccolo America trasforma ancora una volta l’estate romana in una sala cinematografica a cielo aperto tra San Cosimato, Parco della Cervelletta, Monte Ciocci e Cinema Troisi

C’è qualcosa di profondamente romano nel ritrovarsi seduti su una sedia pieghevole, o direttamente su un plaid, davanti a uno schermo montato in piazza mentre il cielo si fa blu scuro. È un rito collettivo che negli anni Il Cinema in Piazza ha trasformato in identità culturale, fino a diventare uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate capitolina. Dal 28 maggio al 12 luglio, la manifestazione ideata e promossa dalla Fondazione Piccolo America torna per la sua dodicesima edizione riaccendendo i tre schermi di San Cosimato, della Cervelletta e di Monte Ciocci, con 95 proiezioni gratuite e 34 incontri speciali.

La dodicesima edizione di “Cinema in Piazza 2026” a Roma

Dopo le oltre 120mila presenze dello scorso anno, il festival conferma la sua natura libera, popolare e insieme cinefila, costruendo un programma che attraversa epoche, linguaggi e immaginari differenti. Non solo classici e retrospettive, ma un dialogo continuo tra il cinema del passato e quello contemporaneo, tra cult generazionali e autorialità radicali, tra blockbuster emotivi e sperimentazione underground. L’apertura del 28 maggio a San Cosimato porta subito il tono dell’edizione: Marco Bellocchio presenta i primi episodi di Portobello, serie dedicata al caso Enzo Tortora, accompagnato da Stefano Nazzi e M¥SS KETA, mentre Fabrizio Gifuni chiuderà la serata con una lettura dedicata al dramma giudiziario del presentatore. Un inizio che intreccia cinema, cronaca, televisione e memoria collettiva.

Il Cinema in Piazza 2026: tutti gli appuntamenti

Il cuore del programma si muove però in molte direzioni contemporaneamente. Alla Cervelletta si celebra David Lynchcon una proiezione speciale di Blue Velvet e una maratona dedicata a Twin Peaks, mentre Monte Ciocci ospita il cinema visionario di Edgar Wright e quello anarchico di Takashi Miike. San Cosimato, invece, alterna il rigore politico di Elio Petri alle emozioni pop di Gabriele Muccino, passando per il mondo poetico di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli. Anche quest’anno il festival riesce a portare a Roma ospiti che sembrano appartenere a costellazioni lontanissime ma che, sotto lo stesso schermo, trovano una sorprendente continuità. Isabella Rossellini presenterà Casablanca insieme alla figlia Elettra Rossellini Wiedemann, Jane Campion introdurrà Il giardino dei Finzi Contini, Oliver Stone arriverà con Ogni maledetta domenica, mentre Jacques Audiard accompagnerà Emilia Pérez, uno dei titoli europei più discussi degli ultimi anni.

Incontri, omaggi e rimandi cinematografici a Roma

E poi ci sono gli incontri che sembrano già destinati a diventare immagini simbolo dell’estate romana: Thom Yorke che dialoga su Children of Men, Ian McKellen che presenta Jacques Tati a Monte Ciocci, Josh O’Connor che rende omaggio a Pasolini con Accattone, Nicolas Winding Refn che attraversa l’universo dark e sensuale di The Hunger. Senza dimenticare Léa Seydoux, Matteo Garrone, Pablo Larraín, Olivier Assayas e Alice Rohrwacher, protagonisti di un cartellone che tiene insieme cinema d’autore internazionale e grandi nomi italiani.

Il Cinema in Piazza 2026: un ponte tra Roma e Manhattan

Tra le novità più significative dell’edizione 2026 c’è anche la collaborazione con il Film Forum di New York. Lo storico direttore artistico Bruce Goldstein ha curato una selezione di film pensata come un ponte ideale tra Roma e Manhattan: da Lo sceicco bianco a The Naked City, passando per Risate di gioia e The Taking of Pelham One Two Three. Non una cartolina turistica, ma due città raccontate nella loro anima più autentica, disordinata e vitale.

Nel frattempo il Cinema Troisi continua a funzionare come estensione naturale del festival, ospitando proiezioni speciali e appuntamenti paralleli, dal cinema queer di Fr*cinema alle incursioni più sperimentali. La forza de Il Cinema in Piazza, però, resta soprattutto nel suo modo di abitare Roma. Non come semplice contenitore scenografico, ma come spazio condiviso da attraversare insieme. Ogni sera, gratuitamente, con film in lingua originale, sottotitoli e pubblici diversi che si mescolano tra famiglie, studenti, appassionati e curiosi. In una città spesso frammentata, il festival continua a costruire una delle cose più rare: una comunità temporanea raccolta intorno a uno schermo acceso.

Margherita Bordino

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https://ilcinemainpiazza.it

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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