Flop al box office per l’ultimo Star Wars. Ma al suo pubblico “The Mandalorian and Grogu” piace
Diretto da Jon Favreau e co-prodotto da Dave Filoni, il nuovo blockbuster con Pedro Pascal non incassa come sperato. Ma riaccende una scintilla di speranza in una fanbase stanca dei passi falsi
Disney ci riporta nell’universo di Star Wars, tornando al cinema dopo anni di solo streaming, e lo fa investendoci molto: a dirigere ha chiamato il regista di Iron Man 1 e 2 Jon Favreau, come co-produttore c’è il beniamino dei fan di Star Wars, Dave Filoni, a cui si devonole serie The Mandalorian, Ashoka, i cult animati The Clone Wars e Rebels e il celebre Avatar di Nickelodeon. Una scommessa che però non paga, o meglio, non con il pubblico generalista.
“The Mandalorian and Grogu” è l’ultimo film di Star Wars
The Mandalorian and Grogu inizia dove era finita la terza stagione di The Mandalorian, serie un po’ sci-fi e un po’ western di Disney+ che ruota attorno al rapporto tra uno degli ultimi cacciatori di taglie del pianeta Mandalore (appunto, il Mandaloriano) e una delle sue vittime (Grogu, un piccolo della stessa razza di Yoda), destinata a diventare il suo apprendista.
Protagonista del nuovo lungometraggio è sempre Pedro Pascal, che insieme al piccolo Grogu è al servizio della Nuova Repubblica: l’Impero Galattico è stato appena sconfitto da Luke Skywalker e compagni, e a lui tocca smantellare ciò che resta del vecchio regime. La missione chiave è recuperare il figlio di Jabba the Hutt, il lumacone-mafioso che un tempo spadroneggiava su Tatooine, così da scoprire l’identità di uno dei più importanti gerarchi dell’Impero. Le cose sono destinate a non andare per il verso giusto, mettendo in moto il debole cuore narrativo del film, così come l’introduzione dell’unico nuovo personaggio rilevante per l’universo di Star Wars e la nascita di nuovi legami per i protagonisti.
Cosa c’è di buono in The Mandalorian: un nuovo Grogu
Una delle critiche principali mosse all’universo de The Mandalorian è da sempre quella secondo cui Grogu non è mai stato un vero personaggio perché costretto a oscillare tra la macchietta e il deus ex machina. Favreau e Filoni hanno cercato di progredire in questo senso, senza tradire lo spirito del personaggio “bambino”: Grogu diventa un vero co-protagonista, come suggerisce il titolo, grazie a una (piccola) sezione quasi in solitaria in cui viene messo alla prova. Una delle poche novità del film.
“The Mandalorian and Grogu”, un film prevedibile
Come per il resto del film, le aspettative vanno tenute basse: più si sta in salapiù l’effetto “lista della spesa” inizia a farsi sentire. Tutti quegli aspetti che negli anni hanno reso Star Wars divertente e appassionante, fatta eccezione per i duelli con le spade laser, fanno la loro comparsa quasi in processione: il bar malfamato con scazzottata, la lotta con la creatura aliena, il combattimento tra astronavi, la sparatoria a colpi di laser e una serie di altre scene classiche. Nessuno di questi momenti risulta noioso o girato pigramente, ma si attiene così rigidamente agli stilemi della saga che è perfettamente intuibile cosa succederà e come finirà.
L’approccio didascalico, purtroppo, accompagna gli spettatori anche sotto altri aspetti: molti dialoghi risultano piatti, ci sono troppe spiegazioni troppo vicine tra loro e alcune performance, come quella di Sigourney Weaver nel ruolo di comandante della Nuova Repubblica, non comunicano nulla.
La tecnica di “The Mandalorian and Grogu” non basta a redimerlo
Punto d’onore del film sono i suoi effetti speciali. Dagli interni scalcagnati delle astronavi post-imperiali ai burattini manovrati con esplicita goffaggine (per sottolineare la loro autenticità), Disney sa che non può fare scivoloni quando si tratta di computer grafica e che, per far uscire un fan contento dal cinema, serve che anche gli occhi più inesperti siano in grado di distinguere cosa è stato realizzato dagli artigiani dei set, e cosa è stato fatto in digitale. Ma non basta a redimerlo: The Mandalorian and Grogu non si inventa nulla di nuovo e non porta avanti l’universo di Star Wars quasi per niente. L’incasso al box office globale potrebbe battere al ribasso quello di Solo, dando al film il titolo di meno redditizio dell’era Disney di Star Wars.
Un nuovo inizio per una saga morente?
Quello che fa, però, potrebbe essere fondamentale per il futuro della Galassia Lontana Lontana: fermare l’emorragia, e lo fa pensando alla demografica target di Disney, cioè le famiglie. The Mandalorian and Grogu vanta un punteggio del pubblico dell’89% su Rotten Tomatoes, il migliore per un film di Star Wars da quando la Disney ne ha acquisito i diritti, e un punteggio altrettanto elevato su PostTrak, soprattutto tra i bambini. I maschi sotto i 13 anni, in particolare, sono entusiasti e, nella loro demografica, il film ha ottenuto un punteggio CinemaScore di 5/5. Il pregio di The Mandalorian and Grogu è questo: ricordare agli appassionati perché questo universo li ha conquistati, e prepararli al grande cambiamento che lui non incarna, ma che forse arriverà nei prossimi anni.
Riccardo Lichene
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati