Tutti i nostri lavori, compresi quelli di grafica, si fondano sull’idea che le persone sono creature sociali che interagiscono tra loro grazie a ciò che noi architetti produciamo. Ci interessa promuovere l’interazione tra diversi gruppi di persone.” Queste le parole con cui l’architetto Craig Dykers aveva spiegato il metodo di lavoro dello studio Snøhetta – di cui è cofondatore – in un’intervista concessa ad Artribune durante il suo programma di residenza all’American Academy di Roma, poco meno di due anni fa.
Con sedi a Oslo e New York e importanti commesse negli Stati Uniti – come l’estensione del museo SFMOMA e il National September 11 Memorial Museum – Snøhetta lega ancora fortemente il proprio nome a un celebre intervento in Norvegia. Ultimato 5 anni fa a Hjerkinn, ai margini del Dovrefjell National Park, il padiglione della Wild Reindeer Foundation viene utilizzato come punto di osservazione. Un edificio unico, capace di favorire il legame tra i visitatori e il paesaggio e, certamente, anche tra le persone che casualmente si trovano ad occuparlo.

Questa architettura continua a sorprendere, oggi come nel 2011, per la capacità di rivelare, all’interno di volume rigoroso in acciaio e vetro, un nucleo avvolgente, scultoreo, ligneo, sul quale sembrano aver agito proprio le forze della natura. Le stesse che hanno campo libero all’esterno. Il fotografo e filmmaker Alejandro Villanueva non si è sottratto a questa intensità e ha deciso di narrarla in un nuovo lavoro. Attraverso un’esperienza durata 5 giorni che ha descritto come “intensa, mistica, frustrante e a tratti paurosa” , ha raccolto il materiale poi confluito in Snøhetta Viewpoint 4K . In due minuti – la versione completa è costituita da oltre 10.000 fotogrammi – e impiegando la tecnica del time-lapse, ha provato a condensare l’assoluta magia del luogo, mostrando il ruolo della luce naturale, nelle diverse ore del giorno e per effetto dei frequenti cambiamenti del meteo. E catturando anche alcune presenze d’eccezione…

– Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.