New York. Una passeggiata tra le gallerie di Chelsea

Tornato in auge grazie alla presenza del Whitney Museum progettato da Renzo Piano, il quartiere newyorchese di Chelsea sta attraversando una nuova fase di vitalità. Complici le numerose, e affermate, gallerie della zona.

Cindy Sherman, Untitled, 2016 - Metro Pictures, New York
Cindy Sherman, Untitled, 2016 - Metro Pictures, New York

OCCHI PUNTATI SU CHELSEA
Situata a Midtown Manhattan, Chelsea è uno dei tanti mix che rendono unica New York. La zona, tornata all’attenzione dei newyorchesi per il restyling della vicina High Line (parco lineare di New York realizzato su una sezione in disuso della ferrovia sopraelevata) e per i nuovi palazzi, che con i loro bar/ristoranti, boutique e spazi d’arte, fanno di Chelsea la destinazione ideale non solo per i turisti, ma anche per gli appassionati d’arte contemporanea. Infatti, la presenza del Whitney Museum of American Art, firmato da Renzo Piano, e delle numerose gallerie d’arte contemporanea rende questa parte della città un luogo culturalmente vivo dal punto di vista artistico e produttivo.

KAPOOR IN MOSTRA ALLA GLADSTON GALLERY
Il tour tra le proposte offerte da alcune delle gallerie di Chelsea parte dagli spazi di Barbara Gladstone, tra la 24esima e la 21esima Strada.  Entrambe le sedi espositive propongono, fino all’11 giugno, l’importante progetto Today You Will Be In Paradise dell’artista Anish Kapoor (Bombay, 1954), con i suoi lavori più recenti, nei quali, l’esplorazione continua della forma e dei materiali lo portano ad analizzare processi di costruzione più viscerali e organici. La sala principale del primo spazio della Gladstone, ospita il lavoro Internal Objects in Three Parts (2013-15) – già esposto, lo scorso aprile, alla Galleria d’Onore al Rijksmuseum di Amsterdam – composto di tre porzioni di carni “sanguinolente”, muscoli, viscere e grasso, che trasportano il fruitore in un mood perturbante, determinato da “rilievi carnosi” in silicone e vernici rosse e bianche molto realistici.  In questi lavori, la ricerca degli “spazi corporei e mentali” di Anish Kapoor si allaccia alla tradizione pittorica di Rembrandt, ma anche di Soutine e Bacon, sollevando temi come la violenza, l’inquietudine e gli scontri sociali e politici dell’umanità.
Il secondo spazio della galleria ospita She Wolf, (2016), un arco monumentale in resina e terra, poggiato su un grande piedistallo di marmo bianco scavato, che contrasta con il colore scuro della resina dalle tonalità terrose e granulose dell’arco.

anet Cardiff & George Bures Miller, The Marionette Maker, 2014
anet Cardiff & George Bures Miller, The Marionette Maker, 2014

I CREATORI DI MARIONETTE
Sempre sulla 24esima Strada, la galleria Luhring Augustine propone – fino all’11 giugno – le spettacolari installazioni realizzate da Janet Cardiff (Bruxelles, Ontario, 1957) e George Bures Miller (Vegreville, Alberta, 1960).  La mostra, dal titolo The marionette maker è composta da un caravan, con cima una singolare antenna/strumento di trasmissione ed espansione dei suoni.  Il vecchio mezzo di trasporto è tramutato dagli artisti in un vero teatro viaggiante, con marionette, antichi velieri, cieli stellati, animali e fabbricanti, tutti animati da movimenti meccanici, congegni sonori e immagini video, che restituiscono a ogni oggetto energia e vitalità e conducono l’osservatore in un mondo immaginario, misterioso e onirico. Anche gli elementi audio, provenienti dalla registrazione dei suoni dei tanti esseri che popolano le foreste o dei temporali, si mescolano alle immagini e avvolgono ulteriormente il pubblico in ambiente immersivo e voyeuristico.
La mostra si completa con una seconda installazione sonora, costituita da una serie di casse acustiche azionate dal passaggio dei visitatori, che con il loro movimento determinano composizioni musicali inaspettate, in un gioco di suoni fatto di consonanze e discordanze.

Richard Serra, Every Which Way, 2015 - Gagosian Gallery, West 24th Strada, New York
Richard Serra, Every Which Way, 2015 – Gagosian Gallery, West 24th Strada, New York

SERRA E GAGOSIAN
Nei due spazi espositivi della Gagosian Gallery, Richard Serra (San Francisco, 1939), uno dei più grandi scultori viventi di astrazione minimalista, presenta fino al 29 luglio quattro opere scultoree di grandi dimensioni.  Entrando nello spazio della galleria, posta sulla 24esima strada, impressionano le dimensioni delle lastre d’acciaio sottomesse alla forma labirintica dell’installazione Every Which Way (2015) e il peso di 80 tonnellate della lastra metallica sul pavimento della seconda sala dal titolo Il silenzio (per John Cage) (2015). Infine, nella terza stanza, l’installazione Through (2015), percorribile dal pubblico, è composta di tre monoliti metallici posizionati verticalmente. Le tre installazioni invitano il fruitore a compiere un’esperienza dentro l’opera, generando una simbiosi visiva e tattile, capace di proiettarlo in una dimensione mistica e simbolica suggerita dalle forme labirintiche della composizione.
Il concetto di labirinto è esplorato anche nel secondo spazio della Gagosian, sulla 21esima Strada, con l’imponente installazione d’acciaio arrugginito NJ-1.  L’opera permette non solo di muoversi tra le pareti curve della struttura ferrosa, ma anche di attivare una sorta di rituale partecipativo, in cui il cammino incerto del visitatore diviene metafora della vita e della realtà quotidiana.

Cindy Sherman, Untitled, 2016 - Metro Pictures, New York
Cindy Sherman, Untitled, 2016 – Metro Pictures, New York

INSTANCABILE CINDY
A pochi passi dalla Gagosian, la Metro Pictures, con il suo spazio appena ristrutturato, accoglie la personale di Cindy Sherman (Glen Ridge, 1954), artista concettuale che da sempre punta l’obiettivo della macchina fotografica su di sé, per creare autoritratti dedicati alle infinite sfumature della sua personalità.  La mostra, aperta fino al prossimo 11 giugno, sottolinea l’interpretazione/identificazione dell’artista con donne/attrici degli Anni Venti. Le donne sono ritratte con una particolare “espressione aristocratica”, un trucco caricaturale e un abbigliamento seducente tipico di quegli anni. Inoltre, i lavori della Sherman sono un omaggio alla femminilità, alla bellezza dell’età che avanza e al fascino della maturità creativa dell’artista stessa.

Giovanni Viceconte

New York // fino all’11 giugno 2016
Anish Kapoor – Today You Will Be In Paradise
GLADSTONE GALLERY
 24th Street 21st Street
+1 (0)212 2069300
[email protected]
www.gladstonegallery.com

New York // fino all’11 giugno 2016
Janet Cardiff and George Bures Miller – The Marionette Maker
LUHRING AUGUSTINE
531 West 24th Street
+1 (0)212 2069100

www.luhringaugustine.com

New York // fino al 29 luglio
Richard Serra
GAGOSIAN GALLERY
555 West 24th Street
+1 (0)212 7411111
[email protected]

www.gagosian.com

New York // fino all’11 giugno 2016
Cindy Sherman
METRO PICTURES
519 West 24th Street
+1 (0)212 2067100
[email protected]

www.metropictures.com

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Giovanni Viceconte
Giovanni Viceconte (Cosenza, 1974), è giornalista e curatore d’arte contemporanea. Si laurea presso l’Accademia di Belle Arti, nel 2004 consegue il Master in Organizzazione Eventi Culturali e nel 2005 il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha collaborato negli ultimi anni con diverse testate nazionali di settore (Flash Art, Julietart Magazine, Segno) e scritto testi critici su cataloghi e pubblicazioni. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati, seguendo il lavoro di artisti italiani e internazionali, specificamente delle ultime generazioni legate al linguaggio video e performativo. Attualmente si occupa de progetto 2video undo.net e dell’archivio ArtHub.it.