Sono sempre più numerose le mostre che si servono degli strumenti digitali per far conoscere l’arte e i suoi protagonisti al grande pubblico. Ne sono un esempio le tante iniziative realizzate a Madrid nell’arco degli ultimi mesi

Nella capitale spagnola, dove i capolavori della pittura antica e moderna sono davvero a portata di mano, nelle sale di alcuni fra i musei più belli al mondo, sembra strano vedere la gente affollare una stanza dove si proiettano gigantografie di opere d’arte, accompagnate da una colonna sonora a effetto. Un’esperienza immersiva di una sessantina di minuti, tra l’altro, può costare come, e a volte anche più, trascorrere un’intera giornata al Museo del Prado, circondati da autentiche “grandi bellezze”.

Klimt Inmersiva, prod. Madrid Artes Digitales, Matadero, Madrid 2022
Klimt Inmersiva, prod. Madrid Artes Digitales, Matadero, Madrid 2022

A MATADERO NASCE IL CENTRO PERMANENTE PER L’ARTE DIGITALE

Nella recente corsa alla cultura in formato multimediale ‒ che in un futuro, chissà, punta a competere con le mostre d’arte tradizionali ma che, per ora, tende a emulare gli effetti del maxischermo in 3D –, Madrid sembra giocare un ruolo di primo piano. Negli spazi di Matadero ‒ l’ex mattatoio, il luogo più adatto in città per questo tipo di eventi di grande formato – è nato da poco MAD, acronimo di Madrid Artes Digitales. Si tratta del primo centro permanente in Spagna dove si lavora per mettere gli ultimi ritrovati della tecnologia digitale al servizio della cultura. Un pool di imprese private porta, in uno spazio pubblico, l’esperienza immersiva che si può ottenere con proiezioni audiovisive, realtà aumentata, realtà virtuale e olografia. Il proposito, avvallato dall’assessore alla Cultura del Comune di Madrid che ha presentato l’iniziativa, è quello di instaurare una nuova relazione tra società e arte. È dedicato a Gustav Klimt il primo dei progetti “popolari” che MAD presenta al pubblico: un viaggio di 90 minuti nella Vienna della Secessione attraverso immagini proiettate su pareti e pavimento della Nave 16 di Matadero, una superficie totale di duemila metri quadrati (e di 12 metri di altezza) che è fra i più vasti spazi in Europa riservati a questo tipo di produzioni immersive.

Vida y Obra de Frida Kahlo, prod. Acciona Ingegneria Cultural, Fondazione El Instante, Madrid 2022 © Vida y Obra de Frida Kahlo
Vida y Obra de Frida Kahlo, prod. Acciona Ingegneria Cultural, Fondazione El Instante, Madrid 2022 © Vida y Obra de Frida Kahlo

IMMERGERSI NEI CAPOLAVORI DI GOYA E FRIDA KAHLO

Il pubblico di Madrid, del resto, negli ultimi tempi ha già accolto con interesse altre esperienze multimediali simili, dedicate ai grandi nomi della pittura. È piaciuto molto, per esempio, il progetto #InGoya, proposto al Centro culturale Fernán Gómez nell’autunno scorso. Una mostra itinerante (ideata da Yolanda Bergareche e Juan Delcán), che punta sull’emozione del trovarsi dinnanzi a dettagli sorprendenti della meravigliosa pittura di Goya, attraverso il racconto animato della sua vicenda artistica al ritmo della musica di De Falla e Granados, Mozart e Boccherini. Inutile dire che molti di quegli stessi meravigliosi capolavori si trovano proprio nei principali musei della città.
Altrettanto successo sta riscuotendo la pittura di Frida Kahlo in versione digitale. Acciona Ingegneria Cultural, importante azienda spagnola del settore infrastrutture e costruzioni, ha disegnato e prodotto la mostra (se così la vogliamo chiamare) Vita e opere di Frida Kahlo: una messa in scena multisensoriale, a metà fra il cinema e il videogioco, pensata per gli spazi della Fondazione El Instante, ex rimessa d’auto a due passi dal Museo Reina Sofía. L’interesse da parte di un pubblico magari non avvezzo a frequentare le sale dei classici musei è innegabile. Dal mese di aprile 2022, lo show andrà in tournée in Spagna e poi nel resto d’Europa, per raccontare a una platea sempre più ampia l’affascinante storia della pittrice messicana.

Velázquez Tech Museum, Madrid
Velázquez Tech Museum, Madrid

LAS MENINAS IN VERSIONE HIGH TECH

Già nella primavera del 2021 era nato, un po’ in sordina, un nuovo spazio espositivo in città, che qualcuno della stampa estera ha definito un autentico “gioiello nascosto”. Il Velázquez Tech Museum è un’esperienza sensoriale a 360 gradi dedicata esclusivamente a Las Meninas: otto sale con videomapping, ologrammi e montaggi in 4D per interagire con i personaggi ritratti nel capolavoro del pittore spagnolo del Seicento, addirittura entrando nel suo dipinto più celebre. La silhouette delle meninas, del resto, si è trasformata negli ultimi tempi nell’immagine “commerciale” di Madrid, non solo ma anche grazie alla Meninas Madrid Gallery, un’autentica invasione urbana di 200 statue colorate, promossa dal Comune e creata da Antonio Azzato, lo stesso designer venezuelano inventore del Tech Museum.

Do humans need humans, prod. Farnesina Art Experience, Conde Duque, Madrid 2021
Do humans need humans, prod. Farnesina Art Experience, Conde Duque, Madrid 2021

VERE EMOZIONI NEI VIDEOMAPPING D’ARTISTA

In generale, però, questi show non sembrano oltrepassare la soglia dell’esperienza didattica e interattiva, che diverte famiglie intere e permette di scattare qualche selfie inedito. Altro è, invece, restando nell’ambito delle nuove tecnologie applicate all’arte, assistere a un videomapping creativo come quelli promossi dalla Farnesina Art Experience. Sorprendente il montaggio di Do humans need humans, proposto a Madrid lo scorso dicembre sulla facciata monumentale del Centro d’arte Conde Duque (una ex caserma, in pieno centro città), per iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia. Una riflessione artistica sul tema della connessione dinamica tra materia naturale e artificiale, tra realtà e illusione, tra rappresentazione e riflesso, realizzata da un gruppo di artisti e collettivi scelti tra il meglio della scena digitale italiana. Un evento davvero emozionante ma che, purtroppo, è durato solo un weekend.

Federica Lonati

www.madridartesdigitales.com
www.velazqueztech.com

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AutoriFrancisco Goya, Frida Kahlo, Diego Velàzquez, Gustav Klimt
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Federica Lonati
Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca, ma anche di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 al 2005 ha lavorato nella redazione di Lombardia Oggi, supplemento settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero della stessa Prealpina, occupandosi delle pagine di arte, moda e classica. Dalla Spagna ha scritto articoli per Libero, Qui Touring, Corriere del Ticino e Sole 24 ore. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con Agrisole, supplemento settimanale del Sole 24 ore, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola. Oggi scrive articoli, interviste e reportage raccontando la Spagna contemporanea, la sua cultura e il suo mondo artistico. Come freelance, oltre all’impegno costante con Artribune (iniziato nel 2014), collabora con testate come Bell’Europa e Bell’Italia, Il Gambero Rosso, Interni e D di Repubblica.