Esperienze immersive. Arriva a Madrid #INGOYA: meraviglie pittoriche a 360 gradi

Una grande mostra immersiva a Madrid celebra uno dei più importanti artisti spagnoli di tutti i tempi, per un’esperienza che coinvolge oltre alla vista anche l’udito. Ecco le immagini della mostra #INGOYA

#INGOYA Madrid, Foto Jesús Varillas
#INGOYA Madrid, Foto Jesús Varillas

Un omaggio a uno degli artisti più importanti di tutti i tempi, in occasione del 275esimo anniversario dalla sua nascita: #INGOYA è la nuova “immersive experience” appena inaugurata al Fernán Gómez – Centro Cultural de la Villa a Madrid, un progetto che permette ai visitatori di immergersi completamente nel cuore dei dipinti dell’artista, attraverso l’utilizzo di proiettori all’avanguardia che rendono delle opere fruibili ogni dettaglio con estrema precisione. Un’esperienza speciale non solo per la vista, ma anche per l’udito: le immagini sono accompagnate dalle musiche di Falla, Albéniz e Boccherini, per una mostra che per la sua realizzazione ha visto la collaborazione di più di venti musei internazionali.

LA TECNOLOGIA UNITA ALL’ARTE PER FUIRE I DIPINTI DI GOYA

Computer grafica, post-produzione e correttori di colore “curano” finemente la tavolozza originale dei dipinti di Goya, trasformandoli così in un’esperienza immersiva. Per comprendere lo sforzo dell’operazione, basta considerare alcuni numeri: 40 proiettori laser di ultima generazione; quasi 200 dipinti, disegni e incisioni dell’artista; una colonna sonora composta da 18 pezzi musicali combinati e fusi insieme per “toccare” le corde emotive dei visitatori su più livelli sensoriali. Dopo Madrid, #INGOYA si sposterà poi a Valencia, Malaga e Saragozza, prima di fare il salto internazionale in Europa, Asia e America Latina.

LA MOSTRA #INGOYA

L’esperienza è suddivisa in diverse sezioni per rendere omaggio all’artista più rappresentativo dell’epoca moderna, pioniere di una rivoluzione artistica che tocca la Spagna e approda in tutto il mondo, con lavori indimenticabili: tra tutti, La maja desnuda e La maja vestida; le 82 incisioni I disastri della guerra; il 3 maggio 1808; la raccolta dei Capricci – tra i quali spicca Il sonno della ragione genera mostri – che si contraddistingue per la squisita indagine fisiognomica, per il carattere grottesco e caricaturale, per l’abilità di creare un affresco caustico e tagliente del degrado, dei vizi, delle follie e degli errori umani; Saturno che divora i suoi figli.

– Giorgia Basili

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AutoreFrancisco Goya
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.