Da musei digitali a esperienze immersive: come cambierà l’esperienza di visita?

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I nuovi musei digitali presto saranno incubatori di nuove forme artistiche: esperienze interpersonali che nascono dall’interconnessione tra arti, esperienze, tecnologie e persone. Così cambia l’esperienza di visita, sempre più immersiva, sociale, emotiva, interattiva e condivisa.

Oggi la ricerca di connessioni, di intenzioni ed emozioni da parte di artisti e creativi e dei visitatori forgia i pilastri sui quali si ergono nuovi tipi di esperienze creative che stanno ridefinendo sia il profilo degli artisti – sempre più artefici di esperienze interattive ‒ sia un nuovo disegno progettuale dei musei del futuro, dove lo storytelling, l’immersività, l’evocazione emotiva, la partecipazione ludica e l’interattività sono le parole chiave che guidano la creazione dei nuovi “musei del futuro”.

PAROLA D’ORDINE CONNESSIONE

Il concetto di connessione, oggi, evolve verso una nuova modalità di contatto con le opere d’arte, una modalità le cui versatili sfaccettature ben si racchiudono nell’idea di creazione di presenza. Presenza fatta di empatia, gioco, contatto, legami, esperienze ed apprendimento. Un’idea di presenza che ci permette di strabordare dal mero concetto di museo, restituendoci esperienze non più formate dal semplice osservare opere artistiche statiche, ma dal vivere infiniti percorsi che si legano in maniera indefinita alle emozioni che ogni persona prova.
Si parla di viaggio, non più di visita. Un viaggio seducente, trasformativo e interattivo dalle potenzialità infinite e da finali non scritti, che si modificano sino a uscire dagli spazi comunemente etichettati come museali.
Un viaggio interindividuale, fatto di dialogo tra visitatori, parole, luci, tecnologie e installazioni artistiche, dedito al creare un ambiente altamente immersivo, condiviso e sociale dove ogni visitatore è invitato a creare la propria esperienza e interpretarla sulla base di quelle altrui.

Arcadia Earth Museum, New York City. Basia Goszczynska, The Rainbow Cave
Arcadia Earth Museum, New York City. Basia Goszczynska, The Rainbow Cave

COME CAMBIA LA VISITOR EXPERIENCE

Nella nuova “visitor experience”, al centro non è più l’opera d’arte in sé, ma l’interconnessione tra arti, esperienze, tecnologie e persone, come generatore di emozioni e sensazioni: una esperienza in continua evoluzione con il visitatore promosso esso stesso ad artista e regista della propria esperienza. Un visitatore trasportato dal viaggio che lui stesso costruisce.
Si assiste a un cambio di prospettiva rispetto all’attrazione che viene offerta, non più una collezione di opere d’arte ma una esperienza immersiva con il visitatore al centro di questa, prima durante e dopo la visita. Coesione, connessione e partecipazione i ponti che accompagneranno i visitatori durante le esperienze di visita innovative, incoraggiando la giocosità e l’apprendimento.

L’ESEMPIO DI MEOW WOLF

Tutti concetti che alcuni collettivi di artisti e nuovi musei digitali iniziano a sperimentare costruendo innovative mostre immersive. Dal Whitney Museum of American Art, a New York, alla Saatchi Gallery di Londra, passando per il Nxt Museum di Amsterdam e ancora per il Marina Bay Sands di Singapore e il Mori di Tokyo, si sono sviluppate forme d’arte digitale in confluiscono arte, scienza, tecnologia e il mondo naturale.
Ed è proprio dall’altra parte del globo che arriva l’ultima novità in questo senso: lo scorso settembre ha debuttato a Denver la terza mostra permanente di Meow Wolf, a opera degli artisti e creativi che operano all’interno di Meow Wolf dal 2008, creando esperienze immersive e interattive che ispirano creatività e apprendimento attraverso gioco, esplorazione e interattività.
Convergence Station è indimenticabile: un viaggio alla scoperta non solo di installazioni artistiche, stanze e ambienti, ma della propria immaginazione.

Nxt Museum, Amsterdam. Natan Sinigaglia. Distortions in Spacetime
Nxt Museum, Amsterdam. Natan Sinigaglia. Distortions in Spacetime

IL MUSEO DEL FUTURO

L’autenticità e l’unicità, infatti, rappresenteranno il campo di scontro per il futuro di questo tipo di esperienze. E sebbene oggi il focus rimanga ancora troppo spesso incentrato sull’unicità delle opere d’arte esposte, presto si scoprirà che offrire un’esperienza profonda, reale e autentica sarà la carta vincente per garantire al visitatore la miglior visitor experience lasciando un solco permanente nella sua memoria.
L’arte immersiva diventa un’arte che interessa quanti più sensi possibile, incoraggia l’incarnazione dell’esperienza e crea spazio per la scelta personale, l’azione e la creazione all’interno dell’esperienza.
Il “museo del futuro” sarà un luogo dove le azioni di ciascuno si connettono in rete con quelle degli altri in maniera cumulativa e condivisa. Un luogo dove le persone discutono di oggetti in mostra con amici e sconosciuti, condividendo storie e interpretazioni diverse. Un luogo in cui le persone sono costantemente invitate a contribuire, collaborare, co-creare esperienze e contenuti in un ambiente progettato per cambiare mano a mano che le persone lo visitano.

‒ Elisabetta Rotolo

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