Il nuovo festival Architetti senza tempo a Roma, Napoli, Milano e Torino

Per la prima volta, le quattro città italiane sede del format Open House ospitano in contemporanea un evento destinato a un pubblico ampio. Protagonista è l’architettura italiana del Novecento, che fra maestri e autori meno noti continua a ispirare progetti editoriali, ricerche e iniziative culturali

In un Paese dal complicato rapporto con l’architettura contemporanea, non è probabilmente un caso che per l’esordio di Architetti senza tempo, in programma a Roma, Napoli, Milano e Torino fino al 19 giugno 2022, si sia scelto di guardare al “secolo breve”. Il primo grande appuntamento curato dalla rete nazionale Open House Italia – sorta nel 2021 su impulso delle associazioni che curano a livello locale le quattro declinazioni del festival fondato a Londra vent’anni fa – punta infatti su cinque progettisti del Novecento, ponendoli in relazione con le rispettive città: Gae Aulenti con Milano, Stefania Filo Speziale con Napoli, Luigi Moretti con Roma e Sergio Jaretti Sodano ed Elio Luzi con Torino. Una scelta che conferma il diffuso interesse verso una specifica stagione della produzione architettonica italiana, caratterizzata dalla presenza di maestri influenti e di figure ancora distanti dal giusto riconoscimento, tornata con forza al centro del dibattito negli ultimi mesi. Seguendo la consolidata impostazione di Open House, il format prevede tour urbani e visite guidate che si svolgeranno in contemporanea nelle quattro città coinvolte. Solleva, soprattutto, temi progettuali (come il rapporto fra nuova costruzione e preesistenza) e questioni di stringente attualità, a loro volta presi in esame da conferenze e i progetti espositivi che ciascuna città dedica al proprio “architetto senza tempo”. Un esempio? Il talk su Stefania Filo Speziale (all’aula Magna del DiARC, Palazzo Gravina, Napoli), che ricostruendo la vicenda della prima donna laureata in architettura nel capoluogo campano, si sofferma sulla città di genere e sulle sfide professionali in un contesto lavorativo per decenni a “trazione maschile”. Architetti senza tempo è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC, alla quale si devono anche il Censimento nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento e l’Atlante dell’Architettura Contemporanea.

– Valentina Silvestrini

https://www.openhouseitalia.org/ast/

1. NAPOLI RISCOPRE STEFANIA FILO SPEZIALE

Stefania Fllo Speziale

La completa perdita dell’archivio non ha contribuito ad assegnare a Stefania Filo Speziale il ruolo che le spetta nel panorama dell’architettura italiana del secondo dopoguerra. Almeno fin qui, perché per l’architetta, con all’attivo circa 150 progetti realizzati, sembra finalmente arrivato il tempo della piena riscoperta. L’occasione per avvicinarsi alla sua produzione e alla sua visione la fornisce, in prima battuta, proprio Architetti senza tempo, sia con il programma di visite e i tre tour tematici (incluso il discusso grattacielo della Società Cattolica Assicurazioni, del 1954), sia con la mostra Stefania Filo Speziale. Abitare la città mediterranea. A cura di Mattia Cocozza e Giovanni Menna, nella sede di Palazzo Gravina (fino al 30 giugno) attraverso sei sue opere punta a ricostruire il suo contribuito nell’ascesa della Napoli moderna.

2. A ROMA PROTAGONISTA LUIGI MORETTI

La Saracena ©Flavia Rossi

Non ha bisogno di presentazioni Luigi Moretti, del quale saranno visitabili edifici particolarmente conosciuti: dalla Casa della gioventù italiana del littorio, a Trastevere, alla celeberrima Palazzina Il Girasole, fino alla (recentemente restaurata) Villa La Saracena, per approdare quindi all’Eur. Fino al 30 giugno, a Valle Giulia, storica sede della Facoltà di Architettura Sapienza, una selezione di disegni del Fondo Moretti, conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato, saranno esposti con gli esiti della ricerca fotografica di Flavia Rossi sul complesso residenziale dell’Olgiata.

3. GAE AULENTI A MILANO FRA INTERNI D’AUTORE E SPAZIO URBANO

Casa Gae Aulenti @Luca Rotondo

Gae Aulenti. Città opera aperta è la mostra promossa in occasione di Architetti senza tempo (allo Spazio Tunnel della Scuola AUIC del Politecnico di Milano, fino al 30 giugno); esamina quattro interventi della celebre architetta realizzati proprio nelle diverse città sede dell’evento. Grazie ai materiali concessi dall’Archivio Gae Aulenti, la rassegna indaga la visione progettuale dell’autrice fra interventi in interni “storici” e spazio urbano: dalle Scuderie del Quirinale di Roma al Palavela di Torino; da Piazza Cadorna a Milano fino a Piazza Dante a Napoli. Porte aperte, infine, alla Casa-studio Gae Aulenti, tappa che si unisce ai due itinerari milanesi a lei dedicati.

4. L’ABITARE CONTEMPORANEO TORINESE SECONDO LUZI E JARETTI

Casa Luzi @Fabio Oggero

Per due decenni gli architetti Elio Luzi e Sergio Jaretti Sodano hanno lavorato insieme, incidendo nel territorio torinese nel segno di Carlo Mollino e della sperimentazione stilistica. Proprio loro sono gli Architetti senza tempo selezionati per il capoluogo piemontese: grazie ai tour, si potranno scoprire il palazzo dell’Obelisco, Casa Curtatone, Casa degli specchi e Casa Luzi, Casa Manolino, ovvero alcuni fra gli altri edifici a carattere residenziale dei due autori. Nel loro caso, la mostra è allestita alla Sala delle Colonne del Castello del Valentino (a cura di Maria Luisa Barelli e Davide Rolfo, fino al 30 giugno) ed è focalizzata sulla loro opera d’esordio. Si tratta del già citato palazzo dell’Obelisco (1954-1959), del quale vengono presentate le due successive versioni. La prima “wrightiana” e la seconda “gaudinista”, poi effettivamente realizzata.

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.