Riaprono dopo 500 anni a Venezia le Procuratie Vecchie. Il restauro è di David Chipperfield

Promosso da Generali e curato da David Chipperfield Architects Milan, il lungo lavoro di restauro delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco a Venezia è finalmente giunto al termine. Da oggi il pubblico può varcare nuovamente le soglie di uno degli edifici simbolo della città.

Venezia
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A 500 anni di distanza dall’ultima volta, le Procuratie Vecchie tornano ad accogliere il pubblico in uno degli edifici più iconici di Piazza San Marco. L’intervento firmato dallo studio David Chipperfield Architects Milan, protrattosi per cinque anni, ha consentito il recupero del primo e del secondo piano, nonché la riorganizzazione degli spazi comuni e il rinnovamento degli ambienti del terzo piano (il piano terreno rimarrà come lo abbiamo sempre visto, coi caffè e gli spazi commerciali che conosciamo). Questi ultimi accolgono da oggi, 8 aprile, The Human Safety Net, Fondazione umanitaria di Generali dedicata al miglioramento delle condizioni di vita di famiglie e comunità svantaggiate in 23 Paesi del mondo.

GLI SPAZI DI THE HUMAN SAFETY NET

Gli allestimenti, il design di interni, la grafica e le componenti multimediali, ideati da Migliore+Servetto Architects nell’ambito del più ampio concept creativo The Home Venice curato da Rampello & Partners Creative Studio, mirano infatti a promuovere le potenzialità umane, invitando i visitatori a esplorare i propri punti di forza attraverso una serie di installazioni interattive che innescano un dialogo tra storie personali e collettive da una parte all’altra del mondo. Una dimensione di dialogo accentuata dalla presenza di uno spazio espositivo – inaugurato dalla mostra Chutzpah dell’Atelier dell’Errore -, di un co-working, di una caffetteria targata Illy e di The Hall, auditorium con 230 posti.

LE PAROLE DELL’ARCHITETTO ICO MIGLIORE

Abbiamo rispettato l’architettura delle Procuratie Vecchie e la sua storia e l’intervento di recupero di Chipperfield, ma soprattutto abbiamo dialogato con l’identità di The Human Safety Net, che dovevamo restituire non attraverso uno spazio mordi e fuggi, ma trasformandolo in una casa, in un posto dove ritornare. Non si tratta di uno spazio espositivo, ma di uno spazio a cui partecipare“, ci ha spiegato l’architetto Ico Migliore.
Per realizzarlo ci siamo serviti dei materiali locali, come il vetro e il legno di rovere, collaborando con gli artigiani di Venezia: l’obiettivo è coinvolgere pubblici diversi, fare in modo che vogliano tornare, sempre operando in maniera leggera, senza incidere sulle architetture. Inoltre non volevamo ostentare la tecnologia, che è uno strumento per poter acquisire più informazioni. L’arte serve per conoscersi meglio, come diceva Truffaut, e noi con questo progetto vogliamo aiutare le persone a conoscersi un po’ meglio“.
È del medesimo avviso Davide Rampello, che ha definito The Home Venice un “progetto nato con l’idea di creare un luogo inclusivo, di aggregazione e ristoro. Uno spazio aperto al pubblico dopo secoli, una volta abitato dai Procuratori di Venezia, coloro che procuravano soluzioni ai problemi della città e che oggi diventa casa del sociale“.

Procuratie Vecchie ph Andrea Martiradonna
Procuratie Vecchie ph Andrea Martiradonna

LE PAROLE DI CHIPPERFIELD E FRANCESCHINI

Alla presenza tra gli altri dei Ministri Franceschini e Brunetta e delle autorità locali, le Procuratie Vecchie tornano a occupare un ruolo nevralgico nella vita culturale e sociale della città, sottolineato anche da Sir David Chipperfield che ha commentato: “Riparare, riunificare e adattare i molti strati di questa storica struttura è stata una sfida complessa e gratificante che ci riconnette con il potere dell’architettura sia come sostanza fisica sia come processo di collaborazione. Non vediamo l’ora di vedere l’edificio reintegrarsi nella città e sostenere Venezia come luogo vivo di attualità e innovazione“. E sul valore dell’architettura come ponte tra passato e futuro si è espresso anche il ministro Franceschini, che ha dichiarato: “Questo è uno dei tabu che più dobbiamo superare in Italia. Riconoscere che parte della bellezza dei nostri luoghi d’arte sta nella sovrapposizione di stili tra loro: il Medioevo sull’Impero Romano, il Rinascimento sul Medioevo, il Barocco sul Rinascimento. Nei secoli in Italia tutto s’è mescolato e sovrapposto ed è evidente dall’architettura delle nostre Chiese e palazzi. Questo processo, però, s’è fermato nel Secondo Dopoguerra quando siamo stati persuasi che l’intervento di architettura contemporanea di qualità fosse quasi uno sfregio rispetto all’esigenza di tutela del bene architettonico. Quella decisione fu sbagliata perché, invece, si può innestare arte antica con quella contemporanea, finanche nei centri storici, quando l’intervento è fatto bene, come nel progetto di recupero e restauro realizzato qui alle Procuratie Vecchie di Venezia”. Di storia e “valore culturale” in ottica di valorizzazione e recupero ha parlato anche Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli affari economici e monetari, riferendosi al difficile momento globale, dominato dalla guerra e da una pandemia ancora in corso.

DA EDOARDO TRESOLDI A LOUISE NEVELSON

Smonta e ricompone il concetto di monumento l’omonima installazione realizzata da Edoardo Tresoldi nel vano attorno al quale si sviluppa lo scalone delle Procuratie Vecchie. Una colonna che spinge l’occhio a un costante cambio di prospettiva, ribaltando e ridefinendo l’idea stessa di monumentalità in un contesto architettonico tanto poderoso. “Spogliando un monumento del proprio simbolismo, ciò che resta è un canto lirico virtuoso e malinconico, distaccato e solenne, eppure in cerca di contatto perché nasce per esprimersi, per essere prima manufatto e gesto e poi concetto e presenza. Con ‘Monumento’ utilizzo il linguaggio retorico della colonna monumentale come riflessione sul nostro tempo e sulla retorica dei valori a cui ambisce la nostra società; una società che ribadisce la necessità di ridefinire il concetto di forza, di rileggere il ruolo della fragilità e che propone l’ascolto e il dialogo al centro delle relazioni interculturali“, ha spiegato Tresoldi. Lo spazio riservato all’arte contemporanea non si esaurisce qui: dal 23 aprile all’11 settembre 2022, le Procuratie Vecchie accoglieranno la mostra Louise Nevelson. Persistence, evento collaterale della Biennale Arte. Una sessantina di lavori realizzati dall’artista tra gli Anni Cinquanta e Ottanta del Novecento occuperanno nove sale del secondo piano dell’edificio, dalle ben note sculture dipinte a opere meno conosciute.

– Arianna Testino

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).