La Fundació Mies van der Rohe vuole fare un documentario sul Padiglione di Barcellona. La call

La Fundació Mies van der Rohe ha lanciato una call finalizzata alla raccolta di materiali inediti per “The Lives of the Pavilion”, il documentario in preparazione dedicato al capolavoro spagnolo di Ludwig Mies van der Rohe.

Il Padiglione di Mies van der Rohe, Photo © Pepo Segura
Il Padiglione di Mies van der Rohe, Photo © Pepo Segura

Vetro, acciaio, travertino romano, marmo verde, onice dorato definiscono l’identità del padiglione tedesco per l’Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929, progettato dall’architetto Ludwig Mies van der Rohe (Aquisgrana, 1886 – Chicago, 1969) e smantellato l’anno successivo, al termine della manifestazione. Tornato a vivere nel 1986, trainato dalla sua iconicità e per volere di un team di progettisti spagnoli coordinati da Oriol Bohigas, all’epoca a capo del locale Urban Planning Department, questa architettura tra le più rappresentative del Movimento Moderno è divenuta una delle tappe imprescindibili di un soggiorno nella città catalana, tragicamente colpita nei giorni scorsi da un attacco in uno dei luoghi più amati e frequentati.

IL CONTRIBUTO COLLETTIVO PER ACCRESCERE L’ARCHIVIO

Istituita per supportare la ricostruzione del padiglione, la Fundación Mies van der Rohe opera dagli anni Ottanta sul fronte della ricerca attorno a questa e ad altre testimonianze del Movimento Moderno. Il suo sguardo è saldamente orientato anche verso i temi cruciali dell’architettura contemporanea e della pianificazione urbana. Tra le numerose iniziative, è promotrice e organizzatrice – in collaborazione con la European Commission – dello European Union Prize for Contemporary Architecture – Mies van der Rohe Award, la cui ultima edizione è stata vinta dal complesso residenziale DeFlat Kleiburg, ad Amsterdam, progettato da NL architects. Nei giorni scorsi, attraverso il proprio sito, la Fondazione ha lanciato un invito rivolto a chiunque sia in possesso di fotografie, video, materiali pubblicitari o altri documenti relativi all’area di inserimento del Padiglione e all’edificio stesso. L’obiettivo, come indica la call, è accrescere l’archivio dell’istituzione e contribuire con memorie individuali, meritevoli di essere condivise, alla realizzazione del documentario The Lives of the Pavilion. I materiale pervenuti, una volta selezionati, confluiranno nell’opera insieme ai documenti relativi alla mostra omonima, al doc che ripercorrere le fasi della ricostruzione e al simposio Mies van der Rohe – Barcelona, 1929, tenutosi nel 2016 per celebrare il traguardo dei 30 anni di apertura. Per gli invii e le informazioni, si può utilizzare l’indirizzo mail: [email protected]

DALLA FARNSWORTH HOUSE AL PADIGLIONE DI BARCELLONA

Il Padiglione di Mies van der Rohe, Photo © Pepo Segura
Il Padiglione di Mies van der Rohe, Photo © Pepo Segura

Non è la prima volta che un’opera di Ludwig Mies van der Rohe fornisce l’ispirazione per una produzione filmica. Solo qualche mese fa, infatti, aveva suscitato clamore l’annuncio della imminente produzione di un film focalizzato sul complesso rapporto tra il progettista e la nefrologa Edith Farnsworth. Al desiderio della dottoressa di possedere una casa di villeggiatura dove trascorrere il weekend, l’architetto rispose con il progetto della Farnsworth House: sopraelevata da terra e sorretta da pilastri, è separata dall’esterno solo attraverso ampie lastre vetrate. A interpretare l’architetto sarà l’attore Jeff Bridges.

Valentina Silvestrini

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.