L’attentato di Barcellona oltraggia il mosaico di Miró dedicato all’accoglienza

La corsa dell’attentatore di Barcellona, che ha seminato morte e distruzione nella zona più turistica della città, si interrompe proprio sul mosaico realizzato da Joan Mirò per elogiare l’accoglienza e lo spirito internazionale della capitale della Catalogna. Una triste coincidenza che rende questo attentato nell’immaginario collettivo ancora più violento…

Il furgone utilizzato per l'attentato fermo sul mosaico di Mirò
Il furgone utilizzato per l'attentato fermo sul mosaico di Mirò

Quando nel 1968 il Consiglio Comunale di Barcellona incaricò Joan Miró (Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983), l’artista catalano più illustre del Novecento, di pensare ad un mosaico ispirato all’accoglienza da collocare nel punto più turistico della città, lì dove le Ramblas si incontrano con Placa Boqueria, proprio nel luogo in cui ogni giorno migliaia di turisti scendono dagli autobus che collegano l’aeroporto con il cuore della città catalana, sicuramente non avrebbe mai immaginato che quell’opera, diventata oggi uno dei simboli di Barcellona, avrebbe fatto da sfondo all’attentato più cruento che ha colpito la città nella sua storia recente.

IL FURGONE DELLA MORTE SUL MOSAICO DI MIRÒ

Sì perché nella bulimia di immagini che arrivano dalla città catalana, colpita solo poche ore fa da un attacco terroristico che ha seminato morte e distruzione nella zona più turistica della città frequentata ogni giorno da migliaia di persone, assume davvero l’aspetto di uno strano presagio il fatto che l’immagine più ripresa, condivisa dai social, insomma quella più rappresentativa in questa galleria dell’orrore sia lo scatto del furgone utilizzato dai terroristi fermo proprio sull’opera di Mirò dopo la terribile corsa che ha devastato quella parte di Barcellona simbolo della storia e della cultura spagnola ed europea.

I TRE MOSAICI DI MIRÓ

Inaugurato nel 1976, il mosaico, “Pla de l’Os”, insieme ad altri due, era stato commissionato a Joan Miró dal comune di Barcellona nel 1968. Un’opera   complessa e corale disseminata in tre punti strategici di Barcellona. La commissione consisteva in un piano di tre mosaici per dare il benvenuto a coloro che venivano a visitare Barcellona via mare, via aria e via terra. Miró ha così realizzato “Mural a l’Aeroport” nella zona dell’aeroporto, “Mosaic del Pla de l’Os” sulle Ramblas, “CEAC- Centre d’Estudis d’Art Contemporani” – Fondazione Joan Miró nel Parc de Montjuïc sulla collina che domina Barcellona. L’idea dell’artista catalano era quella di omaggiare la sua città natale soprattutto per la sua naturale apertura verso i flussi di persone che arrivano in città, per quella propensione allo scambio culturale internazionale e all’accoglienza che è da sempre il punto di forza della Catalogna.

UN MUSEO A CIELO APERTO

I mosaici e le pavimentazioni artistiche sono uno dei simboli di Barcellona che rendono la città catalana un museo a cielo aperto. Una storia che ha attraversato tutto il Novecento in un disegno politico e culturale che ha sempre considerato i marciapiedi non solo dal punto di vista funzionale ma anche decorativo. Nel 2007, a fronte di un grande investimento economico di soldi pubblici e privati sono stati restaurati la maggior parte dei mosaici della città. Anche “Pla de l’Os” è stato coinvolto nell’operazione di restyling che ha visto la sostituzione dei tasselli più usurati con nuove maioliche dai colori più brillanti. L’intervento costato circa 32.000 euro è stato ultimato nel 2008 in occasione dell’anniversario dei 40 anni dell’assunzione dell’incarico da parte di Mirò.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.