Il MoMA svela il progetto finale di ampliamento dei suoi spazi

Glenn D. Lowry, direttore del MoMA, annuncia un nuovo enorme progetto di espansione del museo. A firmarlo gli architetti Diller Scofidio + Renfro, attualmente impegnati anche nella progettazione di The Shed.

Il rendering del piano di espansione del MoMA di New York
Il rendering del piano di espansione del MoMA di New York

La notizia è stata ripresa dai più importanti quotidiani americani. Glenn D. Lowry, direttore del MoMA, in occasione della consegna della prima parte del cantiere ha rivelato ieri sul sito del museo il progetto definitivo di ampliamento della struttura museale, sviluppato dagli architetti Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Gensler. Un progetto complesso che parte da lontano con l’acquisto del limitrofo Folk Art Museum nel 2011 allo scopo esclusivo di incorporarlo all’interno del piano di espansione del MoMa. Espansione inarrestabile se si considera che, oltre agli spazi del Folk Art Museum, il museo occuperà anche tre piani dell’elegantissima torre progettata da Jean Nouvel, destinata con le sue linee sinuose a cambiare per sempre lo skyline di Manhattan. Un vero colpo da maestro per il MoMA che ha chiuso un accordo vantaggiosissimo con Hines Group, la società immobiliare proprietaria della torre di Nouvel. In cambio, infatti, della cessione di alcuni lotti di terreno edificabili di sua proprietà, il MoMA ha ottenuto tre piani dell’edificio più una somma pari a 125 milioni di dollari che sono andati a rimpinguare le casse del museo.

IL PROGETTO DI DILLER SCOFIDIO + RENFRO PER IL MOMA

Il progetto presentato dagli architetti Diller Scofidio + Renfro arriva a soli 13 anni dall’ultimo imponente restyling progettato dall’architetto giapponese Yoshio Taniguchi che ha avuto il merito di ridisegnare il volto del nuovo MoMA rendendolo nella sua essenzialità estremamente funzionale grazie al passaggio che consente di attraversare il museo tra la 53esima e la 54esima strada e l’ampliamento dello splendido Abby Aldrich Rockfeller Sculpture Garden. Il progetto di Diller Scofidio + Renfro, impegnati anche nella costruzione del nuovo avveniristico museo The Shed, parte proprio da Taniguchi per implementarlo. Punta, infatti, a raggiungere tre obiettivi principali: aumentare lo spazio espositivo consentendo al Museo di mettere in mostra una parte molto più ampia della sua collezione dando particolare attenzione agli aspetti interdisciplinari, offrire alle persone un’esperienza di visita più accogliente e confortevole con spazi più ampi per la sosta e il relax, collegare meglio il Museo al tessuto urbano del centro di Manhattan. La trasformazione, che prevede l’impegno della cifra straordinaria di 400 milioni di dollari, consentirà al museo di ampliare gli spazi espositivi del 30% e lo doterà di un nuovo atrio d’ingresso per smaltire più velocemente le lunghe code di visitatori. Il museo sarà dotato anche di due nuovi piani: uno per le stampe e i libri illustrati, uno per l’architettura, il design e la fotografia. Oltre, naturalmente, che di bar, ristoranti e punti di incontro.

E IL MET RESTA A GUARDARE

Nella guerra per il primato tra i due musei americani, il Metropolitan Museum of Art, almeno sul fronte degli ampliamenti degli spazi espositivi, resta alla finestra. La tanto annunciata nuova ala del museo progettata dall’archistar David Chipperfield la cui inaugurazione era prevista per il 2020 anno in cui ricadono i festeggiamenti dei 150 anni dall’apertura del museo è stata rimandata a data da destinarsi. Il motivo? La grave crisi finanziaria che il museo attraversa nonostante sia uno delle istituzioni culturali più visitate al mondo. Così, mentre il MoMA continua ad espandersi, il Met ha dovuto nell’ultimo anno dar vita ad una serie di tagli importanti. In primis, i tagli al personale e la riduzione del programma espositivo, poi i progetti di restyling. Il board del museo ha annunciato che si tratta però solo di progetti rimandati. Il risanamento del bilancio è, infatti, previsto per il 2020.

– Mariacristina Ferraioli

www.moma.org

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.