A Manhattan una galleria d’arte ‘italiana’ ha aperto un nuovo spazio espositivo condiviso. La storia
Debutta a Tribeca Tappeto Volante Project, la costola dell'omonima galleria d'arte di Brooklyn, condividendo la sede con Oolong Gallery e con Shrine Gallery. A inaugurare il nuovo spazio è un artista italiano
Uno spazio destinato ad aiutare a sollevare e ricostruire le arti: questo è l’obiettivo che si pone Tappeto Volante, la galleria d’arte aperta a Brooklyn a settembre 2020 per volontà della curatrice Paola Gallio, in collaborazione con Jared Deery, JJ Manford ed Elisa Soliven. Un periodo non semplice il 2020, contraddistinto dal coronavirus e da una crisi economica che ha colpito nel profondo il settore dell’arte. Eppure, Tappeto Volante Gallery ha tenuto duro e ha fornito uno spazio sicuro per i suoi artisti e per curatori emergenti. A cinque anni di attività, la curatrice ha deciso di aprire Tappeto Volante Gallery a Tribeca, a Manhattan, “pensato per accompagnare la crescita dei nostri artisti in un contesto internazionale più ampio”, sottolinea la curatrice Paola Gallio. Uno spazio che nasce all’interno di un contesto di condivisione con altre realtà affini: Shrine Gallery al primo piano, Marge Gallery nello spazio intermedio, e Tappeto Volante insieme a Oolong Gallery al piano terra. A inaugurare il 15 maggio il nuovo spazio è stato l’artista Angelo Vasta (Milano, 1987), con Luci Spente (Light Off), approfondendo l’indagine sull’intimità, la percezione e la capacità relazionale della figura (e visibile sino al 27 giugno).
Apre il Tappeto Volante Project a Manhattan
“Il nostro approccio è piuttosto distante da quello di molte gallerie newyorkesi fortemente orientate al mercato. Noi veniamo da pratiche artistiche: il mio partner Jared Deery è pittore, io stessa provengo dalla scultura, e anche gli altri due founder del progetto di Brooklyn, JJ Manford ed Elisa Solivan, sono artisti”, spiega la curatrice Paola Gallio. “Per noi la piramide del potere nell’arte parte dagli artisti stessi. Senza di loro nessuno di noi esisterebbe, e sentiamo una responsabilità concreta nel sostenerli prima di tutto”. Un mission che traspare nei progetti espositivi e visibile dal pubblico “straordinariamente allenato, curioso e generoso. In una città con oltre mille gallerie attive”, continua la curatrice, “le persone attraversano quartieri e visitano mostre con un’attitudine aperta e partecipe. A Brooklyn abbiamo costruito negli anni una comunità molto fedele composta da creativi, artisti e giovani collezionisti che ci hanno sostenuto sin dagli inizi. Ora, con Tribeca, ci confrontiamo con un pubblico diverso: collezionisti più esigenti e militanti, che vivono il quartiere come un ecosistema culturale quotidiano, passando di galleria in galleria con attenzione e competenza. Il nostro obiettivo è crescere insieme ai nostri artisti e offrire loro una visibilità che a Brooklyn, nonostante anni di lavoro, iniziava a raggiungere un limite strutturale”.
Tappeto Volante: un progetto cresciuto nel tempo
“Negli anni abbiamo organizzato mostre molto ambiziose — dal two-person show di Carol Saft e Meredith Allen prima mostra dopo la morte di Meridith nel 2011, alla retrospettiva di Bascha Mon la prima dopo 47 anni di assenza nelle gallery di New york — fino a progetti quasi epici come Library, che coinvolgeva oltre 150 artisti”, continua Gallio. “Con molta fatica siamo riusciti a trascinare stampa e collezionisti nelle strade industriali di Gowanus, ma a un certo punto abbiamo capito di aver raggiunto un plateau che poteva essere superato solo con un salto e un atto di fede. I nostri artisti meritano di essere visti all’interno del più ampio contesto delle gallerie frequentate da collezionisti affermati e stampa internazionale, e Tribeca ci sembra il terreno giusto su cui coltivare queste relazioni. Per quanto riguarda il collezionismo, lavorando con artisti giovani e spesso sottorappresentati, con un valore commerciale approcciabile, la nostra missione è coltivare una nuova generazione di collezionisti a investire nella cultura prima che nelle corporazioni”.
La mostra di Angelo Vasta da Tappeto Volante Project
Dopo la mostra di due persone alla galleria di Brooklyn nel dicembre 2024, Luci Spente (Light Off) di Angelo Vasta approfondisce l’indagine sull’intimità relazionale attraverso un nuovo corpus di lavori su carta. Le composizioni spesso abitano spazi domestici, caratterizzati da gesti e incontri. Basati sull’esperienza vissuta, questi scampoli di realtà si aprono a riflessioni più ampie sulla vulnerabilità, sulla connessione e l’esperienza queer. La mostra è attraversata da una forte tensione cromatica, evidente soprattutto in Deserto Rosso (2026), che richiama il cinema di Michelangelo Antonioni, contraddistinto da colori terrosi, blu e grigi che costruiscono paesaggi emotivi sospesi, dove interno ed esterno tendono a confondersi. La sua formazione come regista di danza conferisce al suo lavoro una qualità distintamente cinematografica, infatti ogni disegno si pone come un frammento temporale, un’istantanea dove il movimento, il pathos e la memoria rimangono impressi ma aperti a una continua trasformazione.
Chi è Angelo Vasta
Italiano d’origine e americano “d’adozione”, Angelo Vasta vive a Brooklyn. La sua pratica attraversa pittura, disegno, fotografia e immagine in movimento, sviluppando una ricerca in cui il linguaggio cinematografico occupa un ruolo centrale. Dopo il BFA conseguito presso l’Università degli Studi di Milano nel 2010, si trasferisce a New York, dove approfondisce la produzione cinematografica alla The New School. Parallelamente alla pratica artistica, Vasta ha lavorato come regista e filmmaker collaborando con importanti realtà della danza contemporanea e del balletto, tra cui il New York City Ballet, l’American Ballet Theatre e la compagnia di Trisha Brown, oltre a istituzioni culturali e testate come il New York Times. Negli ultimi anni il suo lavoro è stato presentato in mostre in spazi statunitensi tra cui Rebecca Camacho Presents, Tappeto Volante, Karma Bird House e Marinaro Gallery, partecipando inoltre a fiere come The Armory Show e NADA Miami.
Scopri di più
Valentina Muzi
Angelo Vasta – Luci Spente (Light Off)
Tappeto Volante Project
4 Cortland Alley, New York
Dal 15 maggio al 27 giugno 2026
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