Pronta a Roma la nuova sede dell’università LUMSA. Acciaio, vetro e corian a pochi passi da San Pietro: ecco le immagini

Un’operazione a cavallo tra l’architettura contemporanea e recupero archeologico, che si inserisce in una zona della città strategica, stratificata, complessa. Un intervento introverso, che poco guarda all’intorno ma che offre il meglio di sé nella parte retrostante, invisibile da fuori

La nuova sede dell’università LUMSA, a Roma
La nuova sede dell’università LUMSA, a Roma

Consolidamento e innovazione. Queste le parole chiave utilizzate venerdì 16 dicembre dal board che a Roma ha presieduto l’inaugurazione della nuova sede universitaria della LUMSA. Il Nuovo Complesso Giubileo è infatti un interessante, seppur in parte invisibile, contributo alla qualità, all’innovazione e all’estetica del patrimonio romano. Situato nel triangolo tra San Pietro, Castel Sant’Angelo e il Lungotevere, il progetto di recupero e ristrutturazione edile ed urbanistica è l’ambizioso risultato raggiunto coniugando le più innovative soluzioni architettoniche con la maestosità dei monumenti storici attigui. A firmarlo lo studio dell’architetto Giuseppe Manara – con sedi a Roma e a Milano – coadiuvato dall’ingegner Maurizio Russo, direzione tecnica LUMSA per l’inquadramento urbanistico, tipologie edilizie, esecuzione dei lavori, e dall’ingegner Mario Di Paola, Ordinario di Scienza delle Costruzioni all’Università di Palermo, responsabile per l’inserimento delle nuove strutture nel rispetto dell’antico esistente. Molti i ritrovamenti archeologici avvenuti durante gli scavi di consolidamento delle fondazioni – oltre 600 reperti, tra cui un muro di spina dell’età imperiale romana ora alla base della nuova biblioteca – che hanno determinato un lavoro di stratta collaborazione con le sovrintendenze.

UNA SINTESI TRA ANTICO E MODERNO
Il progetto è infatti stato completato con determinazione e attenzione alle tante esigenze di tutela, raggiungendo così una sintesi tra antico e moderno: tra le storiche mura del Passetto e le modernissime strutture in acciaio, vetro e corian che proiettano la LUMSA e le sue attività in un futuro internazionale. “Lo stesso progetto architettonico“, ha spiegato il rettore Francesco Bonini, “ha seguito questa logica nel suo compimento: consolidare l’esistente, accettando la sfida attuale dell’architettura moderna che si è calata in un contesto architettonico di grande rilievo storico”. La biblioteca centrale – vero core del progetto – è dedicata a Giorgio Petrocchi; ospita oltre 150mila volumi e ha disponibilità fino a 206 posti. Sviluppata su 6 piani e aperta anche alla fruizione del quartiere, è costituita da una grande hall a quadrupla altezza su cui insistono balconate curve, affacciate sul poetico Passetto e protette da una grande quinta ondulata costituita da losanghe vetrate. Un campus funzionale e moderno quindi, con residenze universitarie che permetteranno di ospitare fino a 40 studenti fuori sede, un polo destinato ai servizi amministrativi e di segreteria, caffetteria, terrazzo panoramico, spazi comuni e una palestra. Eccoli, nella fotogallery…

Giulia Mura

http://www.lumsa.it/

 

 

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.