Storia di una signora dell’arte. Ginevra Grigolo e i 44 anni di G7

G7, una galleria che dal 1973 rappresenta un luogo cardine per l'arte contemporanea a Bologna. A fondarla, e a dirigerla ancora oggi, Ginevra Grigolo, che abbiamo intervistato in vista della mostra dedicata alla sua intensa storia, in arrivo al MAMbo il 30 aprile.

Ginevra Grigolo non si risparmia a raccontare una vita spesa per l’arte, in un intreccio indissolubile e ancora oggi vivissimo tra privato e lavoro. Anzi, più che un lavoro una storia d’amore: “Ci ho messo l’anima… per tutti gli anni in cui ho prodotto la rivista “G7 Studio”, non ho mai fatto un giorno di ferie: con Adriano Altamira ci incontravamo in galleria la domenica mattina e lavoravamo tutto il giorno“. Non stentiamo a crederci: anche oggi è una domenica mattina e siamo seduti con lei alla caffetteria del MAMbo per scoprire qualcosa in più della mostra che la gallerista sta allestendo negli spazi al piano terra del museo.

Da chi è nata l’idea di fare una mostra sulla storia della Galleria Studio G7?
Sono stata io a proporla tempo fa all’Assessore alla Cultura del Comune, Bruna Gambarelli. Era da tempo che desideravo il riconoscimento della città per il mio lavoro sull’arte contemporanea e a febbraio ci hanno confermato la disponibilità con grande entusiasmo. Da allora il dialogo con lo staff è sempre stato ottimo e, oltre a quello dell’assessore, è stato molto importante anche il sostegno di Roberto Grandi, Presidente dell’Istituzione Bologna Musei. Non è stato facile organizzare tutto in così poco tempo, ma il lavoro di riordino dell’archivio fatto negli ultimi anni è stato di enorme aiuto.

Ginevra Grigolo, Kassel 1982, Amen, By Massimo Minini

Ginevra Grigolo, Kassel 1982, Amen, By Massimo Minini

Cosa verrà esposto in mostra?
Vedrete una panoramica sui 44 anni della Galleria Studio G7: ho scelto circa 180 opere di 71 artisti, una selezione di numeri della rivista G7 Studio (1976-1981), fotografie e documenti che daranno un’idea di tutto quello che ho fatto dal 1973 a oggi. Abbiamo organizzato anche un calendario di incontri aperti al pubblico con artisti e critici.

Ci può svelare una delle sorprese che i visitatori potranno vedere?
L’anno prossimo festeggeremo i vent’anni di collaborazione con David Tremlett. Qui al MAMbo ha realizzato appositamente un suo “affresco”… Ed è bellissimo!

Un’attività lunga e intensa, che ha portato a Bologna i grandi della Pop Art, della performance e non solo…
Sì, all’inizio organizzavo una, anche due mostre al mese nello spazio di proprietà dell’Università che ho gestito fino al 2009: il muro dietro la scala che porta al piano superiore è ancora oggi ricoperto dalle firme dei miei artisti. Quando nel 1973 decisi di aprire uno spazio mio, dedicando la prima mostra a Michelangelo Pistoletto, avevo già lavorato alla galleria La Loggia, specializzata in pittura astratta internazionale; poi mi concentrai sulla Pop Art, che mi è sempre piaciuta tantissimo, e sulla performance.

Marina Abramović e Ulay, Relazione nel tempo, 1977

Marina Abramović e Ulay, Relazione nel tempo, 1977

Infatti grazie a lei sono arrivati a Bologna anche Marina Abramović e Ulay…
Li ho chiamati io, alloggiavano presso lo studio di un “mio” artista e sono rimasti a Bologna per un mese. Con Marina è nata un’amicizia profonda e lei ora mi ha dimostrato una grande riconoscenza permettendomi di esporre al MAMbo un suo nuovo video.

In una recente intervista ha dichiarato che non trova artisti giovani che le piacciano. Come mai?
È vero, forse è solo una questione di gusti personali. Ma vedo troppi giovani che fanno i concettuali senza sapere cosa sono stati i veri concettuali: manca la conoscenza, mi sembrano impreparati. E poi io ho già molti artisti con i quali ho un rapporto molto stretto, mi bastano questi! Non sono mai stata un mercante d’arte, ho bisogno di instaurare un legame umano con gli artisti che lavorano in galleria.

David Tremlett, Music in my eyes, 2008, wall drawing eseguito dall’artista sulle pareti della Galleria Studio G7 in occasione della personale David Tremlett, 2008

David Tremlett, Music in my eyes, 2008, wall drawing eseguito dall’artista sulle pareti della Galleria Studio G7 in occasione della personale David Tremlett, 2008

Come vede il panorama dell’arte di Bologna oggi?
A Bologna sono stati bellissimi gli Anni Settanta e Ottanta, poi c’è stato un calo incredibile. Ora sembra che sia in atto una ripresa: ho inaugurato da pochi giorni una mostra – Perfect Day. Daniela Comani – Fabio Torre – e all’inaugurazione è venuta molta gente, e quel che è più importante è che c’erano molte facce nuove. Sicuramente in città negli ultimi anni ha dato un grande impulso culturale l’attività del MAST.

Cosa pensa della nomina del nuovo responsabile Lorenzo Balbi? Lo ha già incontrato?
Chi lo ha visto? No, né incontrato né sentito… Pare che nemmeno qui al MAMbo lo abbiano conosciuto per ora. È molto giovane, e questo potrebbe essere un bene, ma staremo a vedere quando assumerà effettivamente l’incarico se le sue proposte saranno davvero innovative.

Marta Santacatterina

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Marta Santacatterina

Marta Santacatterina

Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, collabora con varie testate dei settori arte e food, ricoprendo anche mansioni di caporedattrice. Scrive per “Artribune” fin dalla prima uscita della rivista, nel 2011. Lavora tanto, troppo, eppure trova sempre…

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