Una poetessa 22enne ha surclassato qualunque altro ospite presente alla cerimonia dello scorso 20 gennaio a Washington, quando Joe Biden ha giurato in qualità di 46esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Amanda Gorman ha entusiasmato la folla presente e perforato la video sfera in cui tutti siamo immersi, in qualsiasi parte del mondo abitiamo.

Un parterre di politici impressionante era presente al Campidoglio lo scorso 20 gennaio. Barack Obama accompagnato da Michelle. George W.Bush e Laura Bush, Hillary Clinton, l’ex vicepresidente Mike Pence e la moglie Karen Pence, il presidente della Camera Nancy Pelosi, il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell e il senatore del Texas Ted Cr, il memizzato Bernie Sanders… E poi superstar come Lady Gaga, con un vistosissimo look Schiaparelli, mentre Jennifer Lopez salita è sul palco in un’ensemble completamente bianco di Chanel.
Ma è stata la poetessa più giovane di sempre a essere invitata a questa inaugurazione, la sua potente composizione e il cappotto giallo a doppio petto di Prada a far dimenticare qualsiasi altra apparizione. 

CHI È AMANDA GORMAN

Amanda Gorman, ancora studentessa adolescente, trascorreva le sue giornate divorando le opere di Toni Morrison nella speranza di diventare un giorno una scrittrice. Dopo aver inviato le sue poesie a concorsi locali, è stata nominata Youth Poet Laureate di Los Angeles nel 2014, diventando la prima National Youth Poet Laureate tre anni dopo.
Una lettura della sua poesia In This Place: An American Lyric, consegnata alla Library of Congress nel 2017, ha attirato l’attenzione di Jill Biden, che l’ha contattata il mese scorso per scrivere una poesia per il giuramento del marito. Lei ha risposto che avrebbe fatto del suo meglio.

PERCHÉ AMANDA GORMAN HA BUCATO LO SCHERMO

Amanda Gorman ha composto il suo poema in un clima di tensione pandemica e politica senza precedenti. Prefiggendosi uno scopo, quello  di aiutare a far luce su questioni che sono rimaste per troppo tempo nell’oscurità. E farlo in modo accessibile. Ponendo grande attenzione a quanto espresso prima di lei da poetesse nere come Maya Angelou ed Elizabeth Alexander, presenti rispettivamente all’inaugurazione di Bill Clinton nel 1993 e Barack Obama nel 2009. Ma rifacendosi anche alle sue letture private: da Abraham Lincoln a Frederick Douglass, e Martin Luther King, per il modo in cui hanno usato una retorica elegante ma mai distante dal senso comune.
Amanda Gorman ha anche pensato attentamente a cosa avrebbe indossato davanti ai microfoni e alle telecamere di tutto il mondo. La scelta è caduta su un look di Prada completo di cerchietto rosso a trattenere i capelli afro raccolti verso la sommità. Miuccia Prada è una designer che Gorman sente particolarmente vicina per le sue note inclinazioni femministe. Poi è apparsa Oprah Winfrey, una fan di Gorman, che le ha inviato un paio di orecchini a cerchio d’oro di Nikos Koulis e un anello Of Rare Origin, da indossare per il suo grande giorno.
Il look così composto è apparso abbagliante soprattutto se messo a confronto con le ultime apparizioni in stile Hunger Games sfoggiate della ormai ex first lady Melania Trump durante l’ultima campagna elettorale.
La moda “ha così tanto significato per me, ed è il mio modo per appoggiarmi alla storia che è venuta prima di me e a tutte le persone che mi sostengono”, ha dichiarato Amanda Gorman in un’intervista rilasciata a Vogue America poco prima di dare vita alla sua lettura pubblica.

Aldo Premoli

ACQUISTA QUI il libro con la poesia letta da Amanda Gorman

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Ha tenuto conferenze in tre continenti per Ice, Anci e Aimpes e curato esposizioni che fanno da ponte tra arte e moda. Tra il 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Attualmente è blogger di “Huffington Post”, columnist de “Linkiesta” e direttore della piattaforma hyper local "SudStyle". Curatore indipendente di mostre che fanno da ponte tra arte e scienza. In Sicilia ha fondato “Mediterraneo Sicilia Europa onlus”, in Lombardia “La Cernobbina Art Studio”. Svolge attività di visiting professor per accademie del nord come del sud della Penisola.