I 5 stand da non perdere alla fiera ArtVerona 2026

La ventunesima edizione di ArtVerona, la seconda diretta da Laura Lamonea, si apre con un'affluenza decisamente superiore allo scorso anno. Tra gallerie storiche e giovani realtà distribuite nei due padiglioni, abbiamo selezionato i cinque stand più interessanti della fiera, tra grandi maestri del Novecento, nuove ricerche e pittura contemporanea

ArtVerona fa ripartire come ogni anno il carosello delle fiere d’arte italiane. La ventunesima edizione, la seconda affidata alla direzione artistica di Laura Lamonea, si presenta con un colpo d’occhio incoraggiante: nelle prime ore la fiera appare decisamente più frequentata rispetto allo scorso anno. E non è un dettaglio secondario, in una stagione in cui portare pubblico, collezionisti e addetti ai lavori davanti alle opere è già una parte della sfida. Nei padiglioni 11 e 12 di Veronafiere la formula resta quella inaugurata nel 2025: gallerie storiche e realtà più giovani mescolate, senza la solita divisione tra stand: qualcuno è entusiasta della cosa e qualcuno meno. Come al solito. Un’impostazione che in realtà funziona e che rende la visita meno prevedibile e moltiplica gli incontri inattesi pur negli alti e bassi della fiera. Il titolo di quest’anno è Tra parentesi, gli espositori sono 137, di cui 122 gallerie e c’è una curiosa e interessante presenza internazionale, dall’India ad un’ampia sezione di gallerie coreane. Ecco i cinque stand che abbiamo scelto per suggerirvi un percorso.

Romero Paprocki – Parigi, Milano

ArtVerona 2026 - Romero Paprocki
ArtVerona 2026 – Romero Paprocki

La galleria con sedi a Parigi e (da poco) Milano debutta ad ArtVerona con un dialogo a due tra Matisse Mesnil e Simon Pasieka. Il primo lavora sul metallo, tra saldature, scansioni geometriche e superfici quasi minimali; il secondo pratica una pittura figurativa dall’immaginario straniante, sospesa tra racconto e sogno. Tra le opere annunciate c’è Körper und Geist (2026), grande olio su tela di Pasieka. Uno stand che mette insieme due linguaggi lontani solo apparentemente

Galleria Enrico Astuni – Bologna

ArtVerona 2026 - Astuni
ArtVerona 2026 – Enrico Astuni

La galleria bolognese mette insieme generazioni e linguaggi diversi: Øystein Aasan, Carla Accardi, Nidhal Chamekh, Christian Jankowski che ricrea una grande piazza, Ugo La Pietra, Maurizio Mochetti e Gianni Piacentino con una parete davvero ammaliante. A questi si aggiungono Martina Biolo e Juri Bizzotto per il progetto ASTUNIpublicSTUDIO. Ne viene fuori una proposta che attraversa la storia dell’arte del secondo Novecento e le ricerche contemporanee, senza puntare su un unico nome e riuscendo e portare – come molte gallerie hanno scelto di fare in questa edizione – molti artisti della scuderia per cercare di incontrare il favore dei collezionisti.

Cardelli & Fontana – Sarzana

ArtVerona 2026 - Cardelli Fontana
ArtVerona 2026 – Cardelli & Fontana

Un piccolo concentrato di astrazione geometrica italiana del Novecento. Nella selezione figurano Atanasio Soldati, Carla Badiali, Mauro Reggiani, Angelo Bozzola, Gianni Dova e Ideo Pantaleoni, con opere soprattutto dagli Anni Trenta ai Cinquanta. Uno stand ben allestito (e premiato per questo) e di caratura museale sull’astrattismo storico italiano.

Ceravento – Pescara

ArtVerona 2026 - Ceravento
ArtVerona 2026 – Ceravento

Qui si sceglie la strada della mostra personale e si punta su Giuseppe Vassallo, pittore palermitano classe 1990, nella sezione Pittura (Ora) curata da Leonardo Regano (la migliore sezione della fiera, bravo). Figura e paesaggio convivono in immagini sospese tra tele e carte. Tra le opere presentate dalla galleria c’è Pantalico, olio su tela del 2026. In fiera debutta anche la prima monografia dell’artista, con un testo di Pietro Gaglianò, realizzata con RVM HUB.

Francesca Antonini – Roma

ArtVerona 2026 - Francesca Antonini
ArtVerona 2026 – Francesca Antonini

Anche Francesca Antonini sceglie il solo show nella sezione Pittura (Ora), dedicando lo stand a Francesco Casati, nato proprio a Verona nel 1990. Una pittura narrativa e allegorica, abitata da personaggi e situazioni ironiche. Uno stand molto piccolo ma molto ben allestito che riesce a restituire una atmosfera magica e festosa.

Massimiliano Tonelli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

Scopri di più