La fiera miart 2026 è finita e non ha più un direttore. Chi dirigerà l’edizione 2027? Il totonomi
Milano comincia ad avere troppe sedi vacanti. Dopo la Triennale, che fa fatica a trovare il suo nuovo presidente, eccoci con miart che ha chiuso l'edizione 2026 senza annunciare quale sarà il direttore di quella del 2027
Solitamente quando una fiera si chiude si fanno i bilanci, si annuncia il numero dei visitatori, si fa il computo dei premi assegnati e magari delle vendite effettuate e si anticipano le date dell’anno venturo dando appuntamento ai visitatori. E se c’è un cambio ai vertici, beh, solitamente si annuncia il nuovo direttore o il nuovo team curatoriale.
La fiera miart il comunicato finale lo ha compilato, le date c’erano, i risultati pure, ma del nuovo direttore nessuna traccia. Eppure non ci sono molti dubbi sul fatto che Nicola Ricciardi non intenda assolutamente continuare. In attesa di sapere novità (ma fate svelti, che un nuovo direttore ha bisogno di un anno intero – almeno – per far bene, eh!) abbiamo tra il serio e faceto snocciolato un toto direttore.
CARLO ANTONELLI – possibilità 25%

Più Carlo Antonelli vuole chiamarsi fuori dal circo dell’arte contemporanea più troverà qualcuno che lo tira dentro. Produttore musicale, produttore cinematografico, direttore di museo, scrittore, intellettuale e creativo di prim’ordine. Una direzione di fiera sarebbe un tassello ulteriore e un completamento per un mosaico di incarichi che è stato variegato e entusiasmante. E poi Antonelli non è nuovo al mondo di Fiera Milano (ente proprietario della fiera miart) per il quale ha collaborato nell’ultimo decennio con vari ruoli di responsabiltà e visione.
EDOARDO BONASPETTI – possibilità 30%

Editore, gallerista, capace di interloquire con investitori e collezionisti e alla fine ormai anche manager culturale d’esperienza. Una grande presa sulla città di Milano e i suoi addentellati, ma anche buoni contatti in Europa. Se miart vuole continuare e accentuare un profilo curatoriale, Bonaspetti è tra i favoriti.
MICHELE COPPOLA – possibilità 15%

È a capo di un potentissimo network di musei, segue il coté artistico di una delle principali banche d’Europa, presiede case editrici e testate giornalistiche, sponsorizza in maniera decisiva manifestazioni culturali rilevanti (come miart stessa!). E allora perché non aggiungere anche la direzione artistica di una fiera per questo attivissimo manager-politico? Dopodiché mancherebbe solo una casa d’aste per racchiudere l’intero sistema dell’arte nelle mani di un’unica persona…
ILARIA BONACOSSA – possibilità 35%

È radicata a Milano, ha una solida esperienza in fondazioni e musei, ha già diretto una grande fiera. Ed è pure una donna, ed è una vita che miart non è diretta da una donna. Per cui…
MARC SPIEGLER – possibilità 40%

Ma perché Marc Spiegler sta sempre a Milano? Perché lo si incontra in tutte le inaugurazioni? Come mai si sta costruendo relazioni e contatti in città? Tra un corso da tenere in Bocconi e una cena di quelle che contano, lo svizzero è reduce da 15 anni ai massimi livelli nella fiera più importante del mondo, Art Basel, e ora fa il consulente culturale. Sarebbe un colpaccio considerando che miart è stata rilanciata da Vincenzo De Bellis che poi è andato ad Art Basel: si tratterebbe di un bel giveback.
NICOLAS BALLARIO – possibilità 15%

Da quando ha lasciato Roma per approdare a Milano il curatore e personaggio televisivo piemontese è esploso sia con i suoi impegni personali sia con la sua società Cucù che inanella clienti importanti e danarosi. Fautore di una ricerca che gioca sul registro dell’ironia popolare e coinvolgente, potrebbe riuscire nel risultato di rendere una fiera d’arte un posto divertente. Utopia?
LUCA LO PINTO – possibilità 25%
.jpg)
Dopo gli anni alla direzione del Macro, il curatore romano sembrava accasato alla Società delle Api, nuova fondazione capitolina che però poi ha inaugurato senza di lui accantonando la collaborazione. Insomma Luca Lo Pinto è libero, ha molti rapporti con le gallerie, un taglio del tutto originale e identitario e relazioni internazionali in ambienti di ricerca.
GIANFRANCO MARANIELLO – possibilità 35%

Il direttore dei musei d’arte moderna e contemporanea del Comune di Milano è una figura di solida esperienza, istituzionale ma allo stesso tempo con un profilo curatoriale e profondamente milanese. E il suo importante incarico finisce ufficialmente tra non molto, ovvero appena terminerà la Giunta Sala in vista delle elezioni della primavera 2027. Papabile!
Massimiliano Tonelli
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati