11 proposte didattiche per guardare al futuro dei musei

Alcuni musei sono ancora chiusi, altri aperti solo nei giorni feriali e solo in alcune regioni, in balia del dato pandemico, senza alcuna possibilità di programmazione reale degli eventi. Eppure sono tanti, per fortuna, quelli che resistono. Eccone una selezione.

Nonostante le difficoltà del momento, i musei non vengono meno al loro ruolo educativo, anzi, sembra proprio che tanti, durante questo anno di inevitabile riflessione e di riordino delle priorità, ne abbiano ritrovato il senso più profondo. Alcuni sono un esempio da non dimenticare, anche dopo, anche quando la pandemia sarà passata, perché in questi mesi difficili si è delineato non solo il presente ma anche il “futuro” dell’educazione museale: mista (online e in presenza), strutturata in reti con il territorio, a sostegno della comunità e dell’ambiente. Il museo, “presidio” dell’educazione attraverso il patrimonio, diventa anche un manifesto programmatico con cui affrontare le prossime sfide.
Parole chiave? Patti di comunità: libere intese sottoscritte tra cittadini (singoli o associati) e amministrazioni comunali, per la realizzare ‒ in attuazione del principio di sussidiarietà di cui all’articolo 118 della Costituzione ‒ collaborazioni volte alla promozione dell’interesse generale, mediante la tutela di “beni comuni urbani”. Memoria: i musei come servizio pubblico (e non più o non solo batti cassa del turismo), custodi del patrimonio di arte e memoria, aperti ai quartieri e polo di rigenerazione sociale, per non dimenticare, per guardare avanti. Ambiente e tutela: grazie al coinvolgimento del territorio locale a partire dalle piccole realtà culturali, scuole, biblioteche, teatri, associazioni, i musei come promotori del fare rete. Ne abbiamo scelti undici, speriamo di scovarne molti altri su questa scia.

Mercedes Auteri

ACQUISTA QUI il libro sulla didattica museale di Marco Izzolino

1. MARE MEMORIA VIVA

Mare Memoria Viva, Palermo

Mare Memoria Viva è l’unico ecomuseo urbano del sud e racconta le trasformazioni urbanistiche e sociali di Palermo dal dopoguerra a oggi attraverso testimonianze, storie, foto, video, audio e memorie legate al mare di città. L’ecomuseo nasce come patto tra cittadini che decidono di prendersi cura di un territorio. Con il progetto Geoblog, fruibile dal sito, ha delineato una mappa di comunità del frontemare di Palermo, incontrando e intervistando gli abitanti, gli intellettuali così come la gente di mare, mappando i luoghi significativi.
Come presidio tesse reti sul territorio con la comunità. Durante la pandemia, in collaborazione con la Chiesa Valdese, aiuta gli abitanti dei quartieri più poveri a ottenere i buoni alimentari e i sussidi della Regione tramite Telefono amico digitale, crea dei laboratori a distanza con i bambini, i quali ridisegnano lo scorcio di città che vedono dalla finestra e ne parlano tutti insieme, con il progetto Udatinos i custodi del fiume avviano delle ricerche sul tratto urbano dell’Oreto, fatto da cocci, oggetti bruciati, detriti, plastiche e immondizia per scoprirne le potenzialità, per sognare partendo dalla rilevazione delle criticità del rapporto tra fiume e cittadini. Per affrontare il futuro lancia la Moltivolti Community, programma finanziato da Fondazione con il Sud e Fondazione Vismara, insieme a Libera Palermo. Il tutto pianificando e costruendo reti e alleanze, grazie alle quali pensare a un rilancio che non potrà sottrarsi a tutto ciò che quest’anno difficile ha lasciato in eredità. Un mondo sempre più connesso e collegato, in cui ogni azione ha delle ripercussioni globali, per cui è necessario ripensare un modello di sviluppo cooperativo, sostenibile e responsabile sui temi dei diritti e dell’ambiente. Una comunità di relazioni, fondata sul rispetto dell’essere umano partendo da quello degli ecosistemi, una cura reciproca che trova nella sua dinamica circolare forma e sostanza. In questa direzione, infatti, tutte le azioni messe in campo nei prossimi mesi terranno conto di un’obbligata conversione green degli spazi così come della cura e della crescita della comunità insieme alla quale costruire futuri percorsi.

https://www.marememoriaviva.it/geoblog/partecipa/

2. SCUOLA DIFFUSA NEI MUSEI CIVICI DI REGGIO EMILIA

Reggio Emilia. La scuola al museo

A causa della pandemia il Comune di Reggio Emilia ha pensato di far abitare il museo ai ragazzi delle scuole per distribuirli meglio ed evitare i contatti stretti. Ma non è stata solo una questione di spazio. Due classi della scuola primaria si sono “trasferite” al museo per tutto l’anno scolastico, due classi della secondaria sono stabilmente nella Biblioteca delle Arti e un intero istituto comprensivo applica una rotazione per cui ogni settimana una classe esce dalla scuola e “fa scuola” in museo. Un’opportunità interessante per approfondire tematiche come l’apprendimento informale, la co-progettazione con le scuole, il museo come atelier.
Per i musei di Reggio l’attività educativa è prioritaria ed è connaturata a una città che ha fatto dell’educazione un tassello fondamentale delle sue azioni e della sua politica, cogliendo il meglio da questa situazione e vedendola come una vera occasione nella quale investire tempo, risorse e progettualità. L’Università di Modena e Reggio (Facoltà di Scienze dell’educazione e della formazione primaria) affiancano il progetto per potere avviare uno studio e farne un caso di ricerca.

https://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESDocumentID/4347D8C559FA9B30C12586100065B917?opendocument

3. THE FOREST IS IN THE CITY ALLA GAMEC DI BERGAMO

The Forest Curriculum

Qualcuno deve pur pensare al resto del pianeta e alla nostra stretta interconnessione con esso: all’ambiente, alle altre specie sulla terra, allo sviluppo delle città. In occasione della mostra In The Forest, Even The Air Breathes, la GAMeC di Bergamo propone due incontri online al mese, che approfondiscono tematiche centrali per la ricerca della piattaforma The Forest Curriculum (www.theforestcurriculum.com). Il Forest Curriculum è una piattaforma itinerante per la ricerca interdisciplinare e il co-apprendimento reciproco in ambito ambientale. È anche un sistema pedagogico itinerante che si propone di lavorare con accademici, registi, artisti, musicisti, attivisti, studenti e stakeholder locali per produrre sistemi di condivisione di conoscenze locali. Profondamente critico nei confronti del neoliberismo, il Curriculum propone un modello di istituzionalità nomade che favorisca situazioni di scambio per immaginare quali forme di politica e pedagogia debbano essere inventate come alternativa al principio di “planetarietà” insito nel concetto di Antropocene, studiando in particolare il sistema della foresta di Zomia, in India. Rifiutando la visione antropocentrica occidentale che, storicamente, ha favorito lo sfruttamento e l’impoverimento dei territori considerati periferici, il Forest Curriculum immagina una rete internazionale e nuove forme di conoscenza dei mondi che dobbiamo imparare ad abitare se non vogliamo rischiare di fare la fine dei dinosauri.
Per la comunità locale, invece, GAMeC annuncia il progetto “posto fisso” e diventa un presidio culturale permanente, dove andare gratuitamente a fare laboratori e a confrontarsi con gli altri e con l’arte. In collaborazione con Coperativa Namasté e Fondazione Opera Bonomelli, sono previsti due moduli da quattro incontri ciascuno, accessibili anche a persone con fragilità, dai 18 ai 65 anni (Laboratorio fantastico a più dimensione) e dai 65 in poi (L’Atlante dell’arte).

https://www.gamec.it

4. FITTE “CORRISPONDENZE” TRA SCUOLA E FONDAZIONE SANDRETTO

Scambi d’Arte alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino

L’idea nasce da una semplice domanda: come mantenere un legame a distanza con i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia torinesi, coinvolte nella rete di progetto Scambi dArte, in un anno così difficile? I musei sono chiusi a causa delle misure di contenimento del virus, le scuole hanno sospeso gite e uscite didattiche sul territorio, le famiglie non possono accedere in alcun modo agli spazi scolastici o condividere momenti di socialità con la scuola. Da queste premesse, in collaborazione con le insegnanti delle scuole coinvolte, è nata la proposta di creare una vera e propria corrispondenza tra la scuola e la Fondazione. Nel giardino della scuola (scuola pilota Mercadante, a seguire Scotellaro e Ancina) è stata installata una speciale cassetta delle lettere, luogo fisico e simbolico del dialogo a distanza con il museo. In occasione del Natale i bambini e le bambine hanno ricevuto la prima corrispondenza a sorpresa: una lettera scritta dalle educatrici museali e il libro illustrato Il museo delle mie cose, per iniziare insieme un piccolo viaggio di scoperta del museo e dell’arte e per creare una piccola biblioteca d’arte dentro la scuola. Anche in Fondazione è installata un’identica cassetta della posta dedicata al progetto, in attesa delle risposte dei bambini e delle bambine: disegni, messaggi, domande, piccoli reperti, fotografie ecc. La corrispondenza continuerà durante tutto l’anno, con l’obiettivo di raccontare la mostra in corso in Fondazione, Space Oddity che, attraverso opere della collezione, riflette su come è cambiata la nozione di spazio in conseguenza della pandemia: lockdown, distanziamento sociale, contingentamento che hanno influenzato oggi la relazione tra corpi e spazi, a livello individuale e collettivo. A fine anno nelle scuole verrà realizzata   un’installazione collettiva ispirata all’opera WeltenLinie di Alicja Kwade sul tema del labirinto, inteso come spazio concreto e allo stesso tempo simbolico.

https://fsrr.org

5. IL MUSEO D’ARTE SACRA DI ALZANO LOMBARDO E IL FARE MEMORIA

Lascio in eredità me stesso alla terra, CSV Bergamo

In questo momento di difficoltà per le comunità del territorio bergamasco, che hanno vissuto l’emergenza Covid in modo particolarmente drammatico, il progetto Lascio in eredità me stesso alla terra vuole valorizzare il ruolo prezioso svolto dalle diverse associazioni di volontariato che operano a Bergamo e provincia, e nel contempo aprire una riflessione sul percorso identitario di ciascuna grazie allo scambio e al confronto con realtà che si occupano dello stesso ambito di intervento.
Lascio in eredità me stesso alla terra trae ispirazione da un verso di Walt Whitman (I bequeath myself to the dirt) per sottolineare dimensioni fondamentali del volontariato come il dono di sé, il fare memoria per sostenere il passaggio generazionale, il senso di appartenenza al territorio. Grazie al linguaggio della narrazione, i luoghi d’arte scelti per il progetto diventano così spazi di incontro e di condivisione tra i volontari, occasione per racconti inediti intrecciati alla bellezza della terra bergamasca, opportunità formativa e autoriflessiva, veicolo per promuovere il benessere e il coinvolgimento attivo della collettività. Iniziato in autunno con tre gruppi, rispettivamente associati ad altrettanti luoghi del patrimonio ‒ le chiese di San Tomè e San Giorgio (Antenna Europea del Romanico), la Basilica di San Martino e il Museo d’Arte Sacra ad Alzano Lombardo, e il complesso di San Paolo d’Argon (chiesa e monastero), adesso il progetto online, in collaborazione con Patrimonio di Storie e il CSV Centro di Servizio per il Volontariato di Bergamo.

https://www.patrimoniodistorie.it/progetti-items/lascio-in-eredita-me-stesso-alla-terra/

6. PENSARSI COMUNITÀ A PALAZZO STROZZI

Marinella Senatore, We Rise by Lifting Others

In occasione di We Rise by Lifting Others di Marinella Senatore, invitata a proporre una nuova riflessione sull’idea di comunità, vicinanza e relazione in un’epoca in cui il concetto di distanziamento sociale sta condizionando la vita quotidiana di tutte le persone, il Dipartimento Educazione di Palazzo Strozzi propone uno speciale approfondimento online per scoprire artisti storici e contemporanei che hanno trovato nella dinamica di scambio, condivisione e partecipazione il cardine della propria ricerca. Un percorso di scoperta tra le opere di diversi artisti partendo da un approfondimento delle esperienze più celebri di Marinella Senatore per arrivare a lavori di artisti come Thomas Hirschhorn, Tania Bruguera e Rirkrit Tiravanija. Per le famiglie con bambini dai 7 ai 12 anni c’è Atlante Condominio: tre video tutorial stimolano la creatività per riflettere sul senso di comunità e appartenenza, partendo dalla quotidiana condivisione degli spazi in famiglia, fino a innescare una nuova forma di comunicazione con i vicini di casa, mantenendo la distanza di sicurezza. Ogni video indica i materiali necessari allo svolgimento dell’attività e illustra tutti i passaggi per sperimentare nuove forme di condivisione e comunicazione attraverso l’arte, anche con i vicini di casa.

https://www.palazzostrozzi.org/atlante-condominio/

7. GIBELLINA OMAGGIA CONSAGRA

Il video Pietro Consagra a Gibellina, diretto da Alfio Scuderi e Dario Palermo e co-prodotto dalla Fondazione Orestiadi con un finanziamento della Regione Sicilia, è un racconto per immagini di un artista la cui personalità ha attraversato le fasi principali dell’arte internazionale del XX secolo, e del suo rapporto con la città di Gibellina, interamente ricostruita dopo il tremendo terremoto del Belice del 1968, a cui ha dedicato molte opere e dove ha scelto di essere seppellito. L’opera è scandita dai testi di Ludovico Corrao, il sindaco-intellettuale artefice della ricostruzione della città, e dello stesso Pietro Consagra, recitati dalla voce narrante di Filippo Luna, e accompagnati dalle musiche originali eseguite dal vivo di Gianni Gebbia. Il progetto, nato in occasione del centenario della nascita dello scultore di Mazara del Vallo, è pensato per coinvolgere le scuole anche in didattica a distanza e fare conoscere meglio questo grande artista siciliano e le sue radici, al fine di ricordare a ognuno di noi le proprie.

http://www.fondazioneorestiadi.it/famiglie/

8. PICCOLI E GRANDI DENTRO L’OPERA AL MART DI ROVERETO

Per gli studenti in età scolare il MART di Rovereto propone dei brevi video dedicati a otto opere di artisti presenti nelle collezioni: Campigli, Depero, Gupta, Melotti, Merz, Russolo, Severini, Vedova. Il docente sceglie l’opera che desidera approfondire con i suoi allievi e usa il video per invitare gli studenti a scoprirla, esplorandola con lo sguardo, immergendosi nelle sue forme e nei suoi colori. I video sono stati concepiti per invitare a rallentare il ritmo ed entrare in profondità nell’opera, sperimentando un minuto di “meditazione estetica”.
Ogni studente potrà elaborare tre pensieri sull’opera da condividere nel corso della successiva attività, basata su esercizi di rielaborazione e contestualizzazione.
Sempre online ci sono diversi webinar alle ore 17: il 9 febbraio Giovanni Boldini. Il piacere; il 16 marzo, Arte futurista nelle Collezioni del MART; il 13 aprile, Depero mito presente; l’11 maggio Picasso, de Chirico, Dalí. Dialogo con Raffaello. Spazio anche ai laboratori per le famiglie della serie Little Marta at Home. Storie d’artista, che uniscono la lettura di un albo illustrato a un tutorial per realizzare a casa una semplice sperimentazione creativa.

http://www.mart.trento.it/

9. UNO SPAZIO DI SPERIMENTAZIONE ALLE OGR DI TORINO

OGR, Torino

Le Officine Grandi Riparazioni al loro interno dedicano uno spazio al racconto della propria storia, un viaggio dal 1885 ai giorni nostri realizzato grazie alle memorie degli ex lavoratori intervistati dai ragazzi degli Istituti Superiori Berti e Cavour di Torino, ospitato in uno spazio ispirato a un lungo vagone ferroviario. Altri due spazi sono dedicati a mostre, esperimenti musicali, progetti culturali e didattici. Le OGR proseguono la progettazione di attività da svolgere in presenza e a distanza fornendo strumenti digitali utili a scuole e associazioni, ma anche a tutti coloro che vogliono approfondire argomenti relativi a diverse aree di conoscenza.

https://www.ogrtorino.it/education/families

10. A SCUOLA DI ARCHEOLOGIA AL MUSEO RETICO DI SANZENO

Museo Retico, Sanzeno Trentino

Il progetto Il territorio di Tridentum come crocevia di culture tra Preistoria e storia nasce dal desiderio di coinvolgere le nuove generazioni nella valorizzazione dei beni archeologici presenti sul territorio provinciale. Il progetto, che copre l’intero anno scolastico, prevede una progettazione condivisa con gli insegnanti attraverso alcuni incontri in presenza (autunno 2020) e a distanza (da dicembre 2020 a oggi) nei quali sono stati stabiliti gli argomenti da trattare, tenendo conto delle evidenze archeologiche presenti nel territorio nel quale si trova la classe (Trento o paesi di varie valli del Trentino), e i tempi nei quali svolgere i vari interventi (generalmente 3/4 incontri). Le attività si sono svolte in classe o all’aperto, finché è stato possibile, e successivamente in modalità sincrona, utilizzando slide e video ricostruttivi dei principali siti archeologici del Trentino, coinvolgendo lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, il Museo delle Palafitte di Fiavé, il Museo Retico di Sanzeno e l’area archeologica Acqua Fredda al Passo del Redebus e poi caricando i materiali prodotti dai ragazzi sul sito di Trentino Cultura.

https://www.cultura.trentino.it/Temi/Archeologia/A-scuola-con-l-archeologia-online/LA-SECONDA-ETA-DEL-FERRO-I-RETI

11. MEMORIA, DEMOCRAZIA E ANTIFASCISMO AL MUSEO CERVI

I fratelli Cervi in una foto di famiglia

Fucilati dai fascisti nel dicembre del 1943 per essersi opposti, i sette fratelli Cervi diventarono subito un simbolo di resistenza, mentre la loro casa, che durante il secondo conflitto mondiale punto di riferimento e di concreto aiuto per antifascisti, renitenti alla leva, e per chi si opponeva alla guerra, diventerà un museo storico sui valori dell’antifascismo e della democrazia su cui si è fondata la Costituzione della Repubblica italiana. Per rispondere alla sfida della didattica a distanza, incontrando le esigenze di studio e di approfondimento in classe e a casa, la Sezione Didattica dell’Istituto Cervi realizza nuovi contenuti digitali a disposizione di docenti e studenti di ogni ordine e grado sulla lettura delle fonti e la storia contemporanea.
In questi giorni in cui si celebra la settimana della memoria, anche Casa Cervi celebra questa ricorrenza con contenuti multimediali caricati sul sito e sui canali social: interventi di esperti, recensioni di libri e letture che hanno ispirato grandi film in collaborazione con la Biblioteca per Ragazzi Il Mappamondo. La celebrazione di Casa Cervi è compresa nella rassegna di iniziative del portale del Comune di Reggio Emilia. Attraverso le arti, le testimonianze dei sopravvissuti e la letteratura, l’Istituto vuole contribuire alla memoria di un passato comune doloroso. Per usare le parole di Liliana Segre, ex deportata e senatrice a vita della Repubblica Italiana: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro lindifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare“.

https://www.istitutocervi.it/

Dati correlati
Spazi espositiviECOMUSEO MARE MEMORIA VIVA, GAMEC - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA, FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO, PALAZZO STROZZI, MART MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI TRENTO E ROVERETO, OGR TORINO, MUSEO CERVI
Indirizzo
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mercedes Auteri
Mercedes Auteri (Catania, 1977) ha conseguito un Dottorato di ricerca in Storia dell'Uomo, delle Società e del Territorio, con tesi storico-artistica, e un Master in Turismo Culturale Sostenibile e Comunità Locale, con tesi in Museologia. Ha frequentato la Scuola Interuniversitaria di Specializzazione per l'Insegnamento della Storia dell'Arte. Membro della Commissione Educazione di ICOM, International Council of Museum. E' curatrice freelance e autrice di saggi e articoli. Ha seguito e tenuto diversi corsi di Didattica museale, Museologia e Storia dell'arte in Italia, Svizzera, Francia, Tunisia, Irlanda, Stati Uniti e Messico.