Apre domani 7 maggio a Bologna “Fino all’estremo”, la grande retrospettiva dedicata al genio di Andrea Pazienza. In mostra oltre cento disegni e foto d’archivio. Una full immersion nella vita e nell’opera del mitico fumettista.

A distanza di ventiquattro anni dall’ultima mostra antologica dedicatagli nella “sua” Bologna, Andrea Pazienza (1956-1988) si prepara a tornare nella città che da sempre gli viene associata. Nonostante siano infatti diverse le realtà geografiche che possono vantare di essere state “toccate” da questo fuoriclasse del fumetto italiano (da San Benedetto del Tronto a San Severo, da Pescara a Montepulciano), fu infatti nel capoluogo emiliano che l’artista trascorse il suo periodo più creativo e stimolante.
A Bologna Pazienza si trasferì nel 1974 da studente del DAMS, iniziando la sua carriera qualche anno dopo come autore della rivista Alter Alter. È sotto le Due Torri che nacquero Le straordinarie avventure di Pentothal ed è sempre sotto le Due Torri che sbocciò la collaborazione con Filippo Scòzzari per la rivista Cannibale. Insomma, la prospettiva di una nuova rassegna bolognese tutta dedicata al Paz sembra un’occasione ghiottissima per più di una ragione: simbolica dal punto di vista storico, segnando il rientro del “figliol prodigo” dopo due decenni di assenza, e utile sotto il profilo critico, per guardarsi indietro e capire cosa resta di quella che da molti è definita ancora oggi la golden age del fumetto italiano.

Andrea Pazienza, Zanardi, «Lupi» © Marina Comandini Pazienza
Andrea Pazienza, Zanardi, «Lupi» © Marina Comandini Pazienza

IL “RITORNO” DI ANDREA PAZIENZA

A ospitare la rassegna – dal titolo Fino all’estremo – saranno le sale di Palazzo Albergati, pronto ad accogliere il pubblico con oltre cento opere originali provenienti dagli archivi di quanti hanno accompagnato Pazienza nel corso della sua parabola artistica e umana.
A caratterizzare il percorso espositivo ci saranno gli immancabili personaggi che hanno reso celebre il disegnatore: dalle storie del giovane Pentothal – lo studente sempre in bilico fra impegno politico e narcisismo – a quelle del cinico Zanardi – il biondo col naso aquilino figlio del vuoto esistenziale del nostro tempo. E poi ancora l’alter ego Pompeo – specchio delle vicende più drammatiche dell’artista – e l’iconico presidente Pertini, “l’ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini”.
Aperta in concomitanza con l’avvio di Art City Bologna e visitabile fino al 26 settembre, la mostra – a cura di ARF! Festival di storie, segni & disegni – si presenta come un ritratto multiforme della produzione del grande autore, ma anche come una finestra su un periodo storico turbolento, quello della fine degli Anni Settanta, del quale Pazienza fu protagonista e spettatore. Un aspetto, quest’ultimo, ribadito anche dalle foto storiche di Enrico Scuro, allestite in dialogo con i disegni in maniera da sottolineare le continue interferenze tra arte e vita, tra bisogno di evasione e partecipazione ai tumulti di quel tempo.

Andrea Pazienza, «Mah, speriamo bene» (Pertini, vignetta satirica) © Marina Comandini Pazienza
Andrea Pazienza, «Mah, speriamo bene» (Pertini, vignetta satirica) © Marina Comandini Pazienza

LA BIOGRAFIA DI PAZ

Andrea Pazienza nasce il 23 maggio 1956 da Enrico Pazienza e Giuliana Di Cretico a San Benedetto del Tronto, nelle Marche. La sua infanzia trascorre tra San Severo, cittadina pugliese di cui era originario il padre, e San Menaio, frazione di Vico del Gargano. Terminato il liceo, nel 1974 si iscrive al DAMS dell’Università di Bologna, in quelli che sono gli anni più caldi della contestazione giovanile, di cui riesce a cogliere l’essenza nella sua prima storia a fumetti: Le straordinarie avventure di Pentothal, pubblicata a partire dal 1977 sulla rivista Alter Alter.
Sempre nel 1977 – insieme a Filippo Scòzzari, Stefano Tamburini, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore – crea la Primo Carnera Editore e la rivista Cannibale. Dal 1979 al 1981 contribuisce al settimanale Il Male e nel 1980, con il gruppo di Cannibale e con Vincenzo Sparagna, fonda il mensile Frigidaire, sulle cui pagine comparirà il personaggio di Zanardi. Continua a collaborare con le più importanti riviste di fumetto italiane: da Linus a Frizzer, mensile che cura per i primi numeri anche nella grafica, da Tango, supplemento de L’Unità, a Zut, rivista satirica diretta da Vincino. Muore il 16 giugno 1988 a Montepulciano a causa di un’overdose di eroina.
I fumetti di Andrea Pazienza, negli anni, sono stati pubblicati da Primo Carnera Editore, Rizzoli, Glamour International, Legambiente, Babel Editore, Edizioni ART Core, Baldini & Castoldi, Einaudi, Panini, Editoriale Cosmo e Fandango Libri. Tra gli ultimi volumi portati in libreria, la poderosa opera omnia edita da Coconino Press.

Alex Urso

Evento correlato
Nome eventoAndrea Pazienza - Fino all'estremo
Vernissage07/05/2021 no
Duratadal 07/05/2021 al 26/09/2021
AutoreAndrea Pazienza
Generipersonale, disegno e grafica, fumetti
Spazio espositivoPALAZZO ALBERGATI
IndirizzoVia Saragozza 28 - Bologna - Emilia-Romagna
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.