Libri d’arte appena usciti. Da Chernobyl alle colazioni d’artista

Mezza dozzina di libri usciti nella seconda parte di questo 2021. Spaziando dal numero speciale di una rivista che scopre nuovi narratori a una versione deliziosamente illustrata de L’isola del tesoro

Riprendono le segnalazioni delle uscite editoriali recenti e recentissime in ambito culturale. Per poter scegliere un libro al giorno, e riposarsi il settimo. Questa settimana partiamo da Chernobyl, dove trentacinque anni fa ci scontrammo con il disastro del nucleare “civile”; si prosegue con la rivista che fa talent scouting fra i giovani narratori per transitare da un classico della letteratura per adolescenti ripubblicato in un’edizione finemente illustrata. Si arriva così alla storia di un misterioso codice che tanto ci può dire su come consideriamo oggi il patrimonio artistico-culturale, e subito dopo si ragiona su quanto la decorazione abbia goduto ingiustamente di cattiva pubblicità. Per chiudere, un sano ristoro a base di Colazioni d’artista.

Marco Enrico Giacomelli

1. UN ERBARIO CHE PROVIENE DA CHERNOBYL

Michael Marder & Anaïs Tondeur – Chernobyl Herbarium (Mimesis, Milano 2021)

Il 2021 è stato l’anno del 35esimo anniversario del disastro di Chernobyl. Dal 1986 se ne è parlato in ogni forma, e con una insistenza riservata a pochi eventi nel corso della storia moderna. Nel 1997 l’ha raccontato in maniera sublime la giornalista bielorussa Svetlana Aleksievič in Preghiera per Černobyl (tradotto da E/O nel 2002), vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 2015. Nel 2016 lo street artist Guido van Helten ha omaggiato il fotogiornalista Igor Kostin – il primo a documentare il disastro – con un murale realizzato all’interno del famigerato reattore numero 5. Infine, per chiudere questa brevissima elencazione, la miniserie Chernobyl scritta da Craig Mazin e diffusa nel 2019 con enorme successo di pubblico.

Michael Marder & Anaïs Tondeur – Chernobyl Herbarium (Mimesis, Milano 2021), pagina 117
Michael Marder & Anaïs Tondeur – Chernobyl Herbarium (Mimesis, Milano 2021), pagina 117

Questo libro avrà forse, probabilmente, meno diffusione. Ma merita di essere letto. È un dialogo verbovisivo tra il filosofo Michael Marder, ricercatore all’Università basca di Vitoria-Gasteiz, interessato come il “nostro” Emanuele Coccia all’intreccio tra botanica e filosofia (il suo ultimo libro indaga la Teologia ecologica di Ildegarda di Bingen, mistica del XII secolo) e  Anaïs Tondeur, che ha “fotografato” con l’antica tecnica del contatto (ha ragione Marder: fotogrammato è meglio di fotografato) le piante coltivate nella “zona di esclusione” di Chernobyl da Martin Hajduch, ricercatore all’Istituto di genetica vegetale e biotecnologia dell’Accademia slovacca delle Scienze.
Ebbene, il 26 aprile 1986 Marder era a Rostov sul Don, a poche centinaia di chilometri dall’epicentro del disastro – ed era lì perché prescritto dal medico, per allontanarsi dal clash tra pollini e inquinamento tipico della Mosca di quel periodo: “Il treno mi stava portando ad alta velocità verso una catastrofe ancora più grande”. Da qui prende avvio lo scambio – tra autobiografia, piante contaminate, fotogrammi e riflessioni filosofiche (“Avrete notato che sto vegetalizzando la struttura della traccia, che è profondamente traumatica”).

Michael Marder & Anaïs Tondeur – Chernobyl Herbarium
Mimesis, Milano 2021
Pagg. 202, € 16
ISBN 9788857579283
www.mimesisedizioni.it

2. È UN LIBRO IL NUMERO 36 DELLA RIVISTA ‘TINA

‘tina #36 (Storielibere, Milano 2021)

Risale al 1996 la nascita di ‘tina, diminutivo di “rivistina”. Il deus ex machina di questa rivista di narrativa indipendente è Matteo B. Bianchi, che di lavoro fa lo scrittore, l’editor e l’autore televisivo. ‘tina la puoi semplicemente scaricare dal sito in formato PDF oppure la compri di carta su Frab’s Magazine, aggregatore di riviste da collezione; ci trovi una manciata di racconti, le immagini ogni volta di un diverso illustratore, e anche l’impostazione grafica – una volta è una car’tina, l’altra è una Ikea-style ‘tinä.
In questa occasione però c’è stato un felice incontro con Storielibere.fm, e così ‘tina è diventata un libro rilegato, con la sua bella copertina rigida. Tutti da leggere, su questo numero 36, gli undici più uno racconti. Che poi sono autori che – non tutti, certo – finiscono per vincere premi Campiello e Strega.

Matteo B. Bianchi (a cura di) – ‘tina #36
Storielibere, Milano 2021
Pagg. 224, € 15
ISBN 9791220092418
www.matteobb.com/tina/

3. QUINDICI UOMINI SULLA CASSA DEL MORTO!

Robert Louis Stevenson & Étienne Friess – L’isola del tesoro (Rizzoli, Milano 2021)

Celeberrimo romanzo per ragazzi pubblicato la prima volta in forma di libro nel 1883, L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson sembra la classica storia di pirati, con la ricerca del tesoro in un viaggio che naturalmente è sia fisico che etico – nella più classica tradizione dei romanzi di formazione. Attenzione però, qui la morale non è manichea: se ricordate la figura dell’antagonista, Long John Silver, ricorderete che oscilla pericolosamente da un capo all’altro del pendolo, in maniera senz’altro esagerata ma sicuramente istruttiva, per comprendere come la natura umana sia sempre complessa e sfaccettata.
Sono naturalmente moltissime le edizioni pubblicate, anche in Italia. Quest’ultima proposta da Rizzoli contiene il testo completo, con lievi modifiche che permettono una maggiore comprensione da parte dei lettori più giovani, e soprattutto una serie di splendide illustrazioni realizzate da Étienne Friess, che rendono ancora più accattivante questo volume di grande formato.

Robert Louis Stevenson & Étienne Friess – L’isola del tesoro
Rizzoli, Milano 2021
Pagg. 162, € 25
ISBN 9788817157216
www.rizzolilibri.it

4. LA TRAVAGLIATA STORIA DI UN MANOSCRITTO MEDIEVALE

Gino Famiglietti & Micaela Procaccia – Il codice Maimonide (Castelvecchi, Roma 2021)

Questa è una storia che inizia l’antivigilia di Natale del 2013, quando uno studio legale milanese invia al MiBACT le proprie voluminose Osservazioni per contestare la messa sotto tutela del manoscritto medievale della Guida dei perplessi di Mosè Maimonide, al cui acquisto era interessato il collezionista e mecenate statunitense Jay Schottenstein, il quale offriva per l’oggetto 1,9 milioni di dollari.
A raccontare la vicenda sono Gino Famiglietti e Micaela Procaccia, figure di spicco del Ministero, che uniscono piglio giornalistico e dettagliata competenza, unitamente a un’introduzione di Tomaso Montanari che, come ci si può aspettare, è una rigorosa difesa della tutela del patrimonio collocato in Italia.
(Spoiler: il Codice Maimonide è rimasto in Italia.)

Gino Famiglietti & Micaela Procaccia – Il codice Maimonide
Castelvecchi, Roma 2021
Pagg. 216, € 20
ISBN 9788832904987
www.castelvecchieditore.com

5. L’ORNAMENTO? NON È UN DELITTO

Enrico Maria Davoli – Da Corinto ad Avalon (CLEUP, Padova 2021)

Docente di Storia del Design all’Accademia di Brera, Enrico Maria Davoli si prende la briga di riprendere in mano la questione della decorazione, che, com’è noto, venne condannata da Adolf Loos nello scritto Ornamento e delitto ma che, dopo le avanguardie, si è progressivamente presa le sue rivincite (esempio banale: il grande ritorno delle carte da parati sui muri fino a qualche tempo fa rigorosamente bianchi della maggior parte delle abitazioni).
Come imposta il suo libro Davoli? Innanzitutto distingue ornamento e decorazione. E poi ne ripercorre le storie con un metodo che orgogliosamente definisce induttivo, quindi senza una tesi pre-concetta da provare, ma che emerge dagli esempi man mano esaminati. A chiudere il volume, una breve ma efficace antologia, con pagine tratte – fra gli altri – da Vitruvio a Valérie Jaudon, da Sebastiano Serlio a Gillo Dorfles.

Enrico Maria Davoli – Da Corinto ad Avalon
CLEUP, Padova 2021
Pagg. 216, € 25
ISBN 9788854953482
www.cleup.it

6. LE RICETTE DEI GRANDI ARTISTI

Valeria Arnaldi – Colazioni d’artista (Ultra, Roma 2021)

Ormai ci si può quasi riempire una libreria con i volumi che mescolano arte e cucina. Basti pensare, poi, che una corazzata del mondo dell’editoria d’arte come Phaidon pubblica ormai forse più cose sugli chef che sugli artisti o i fotografi.
Colazioni d’artista di Valeria Arnaldi è un’antologia che parte da Giotto e arriva a Marina Abramović, raccontando il rapporto col cibo di alcune decine di artisti nel corso dei secoli, e accompagnando ogni breve capitolo con una breve serie di ricette, più o meno direttamente ispirate alle abitudini alimentari degli artisti presi in esame. Piccola chicca: la rassegna si chiude con il georgiano David Datuna. Non lo conoscete? È il “performer” che ha mangiato Comedian, la banana da 120mila dollari che Maurizio Cattelan aveva esposto ad Art Basel nel 2019.

Valeria Arnaldi – Colazioni d’artista
Ultra, Roma 2021
Pagg. 272, € 17,50
ISBN 9788892780255
www.ultraedizioni.it

Dati correlati
CuratoreEnrico Maria Davoli
EditoreCLEUP
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.