La seconda ora d’arte. Il libro di Tomaso Montanari con 100 opere

Diffondere la conoscenza e l’amore per l’arte dovrebbero essere obiettivi fondamentali per qualsiasi comunità. Nel suo saggio Tomaso Montanari propone 100 opere che mirano a quella formazione di massa da innestare soprattutto nelle scuole.

Tomaso Montanari La seconda ora d’arte (Einaudi, Torino 2021), dettaglio della copertina
Tomaso Montanari La seconda ora d’arte (Einaudi, Torino 2021), dettaglio della copertina

Il richiamo al pamphlet non manca mai nella saggistica d’arte di Tomaso Montanari. E anche nella premessa della sua ultima pubblicazione non le manda certo a dire. In Italia ministri, sindaci, giornalisti, direttori di museo dichiarano di sapere come avvicinare il grande pubblico all’arte. Se non fosse che nessuno di loro si attiva per il raggiungimento di tale obiettivo. E quindi imperversano le attività di marketing: post dissacranti sui social, influencer che dovrebbero veicolare Botticelli e così via. Esiste un’alternativa? L’autore ne è convinto.
Tra una storia dell’arte esclusiva degli addetti ai lavori e il ridurla a uno spot per consumatori distratti, si può diffonderne la conoscenza e l’amore puntando a una formazione di massa, da impostare, incrementare, sostenere, soprattutto a scuola.

LE OPERE SELEZIONATE DA TOMASO MONTANARI

Nell’attesa che qualcuno si dia da fare in tal senso, potrebbe essere utile la lettura delle cento opere che scandiscono il saggio: dai dipinti rupestri che sanciscono per Bataille la nascita dell’arte alla serie assemblata nel 2013 da Mounir Fatmi ‒ l’artista che sovrappone alle sale operatorie fotografate nell’intera Europa, ai visi dei medici, quelli dei santi del Beato Angelico tratti da una scena della predella della pala di San Marco a Firenze.
I quadri che Montanari ha selezionato per il suo testo mettono il lettore di fronte a un’interpretazione appassionata. Attenzione però: non si limita a un’esegesi circoscritta al solo ambito estetico, la sua analisi ha un occhio sempre rivolto al sociale, alle disuguaglianze insopportabili che imperversano nel passato e nel presente, suggerendo le tracce di un’educazione artistica che implichi anche quella sentimentale e civica.
Intento che emerge con forza se ci si sofferma sull’interpretazione che l’esperto dà della Visitazione di El Greco. L’incontro di due donne che si guardano, si abbracciano sull’ingresso di una casa. Sono Elisabetta e Maria. Povere, incinte, non comprese dai mariti che in quell’istante le hanno abbandonate, sono avvolte nello stesso mantello ultraterreno che copre i loro corpi fino a renderle irriconoscibili. Due “scartate” dalla società che cercano solidarietà l’una nell’altra.

Masaccio, La distribuzione dei beni della chiesa ai poveri e la morte di Anania, 1424-27. Firenze, Santa Maria del Carmine, Cappella Brancacci. Photo © Antonio Quattrone - Archivio Antonio Quattrone - Mondadori. Portfolio
Masaccio, La distribuzione dei beni della chiesa ai poveri e la morte di Anania, 1424-27. Firenze, Santa Maria del Carmine, Cappella Brancacci. Photo © Antonio Quattrone – Archivio Antonio Quattrone – Mondadori. Portfolio

DA MASACCIO A SIMONE MARTINI

Si potrebbe continuare con La distribuzione dei beni della chiesa ai poveri di Masaccio. Nell’affresco vanno in scena lo spazio e i corpi del reale. Le vie di Firenze, le colline sovrastanti, il rosso delle tegole, il bianco degli intonaci sono l’ambientazione credibile per raccontare la storia sacra. I protagonisti sono ancora una volta gli ultimi, gli scartati, termine che si ripete molto apprezzato da Montanari. Con quella povera donna che sorregge il figlioletto, non proprio bellissimo, mentre tende la mano verso San Pietro che non riesce a sostenerne lo sguardo.
Nel Ritorno di Gesù dal tempio di Simone Martini, che rimanda al passo evangelico – “’Perché mi cercavate? Non sapete che devo occuparmi delle cose del padre mio?’ Ma essi non compresero ciò che aveva detto”, il pittore interpreta la fase più concitata del ritrovarsi.  La postura tesa e infuriata di Maria, di rimando l’atteggiamento indisponente di un preadolescente con le braccia incrociate sul petto, occhi bassi, labbra all’ingiù, ribelle come i suoi riccioli. E poi c’è Giuseppe con il suo inverosimile mantello rosso. Poggia la mano sulle spalle di Gesù, sembra voler sdrammatizzare l’atmosfera pesante che si è creata. Martini entra nella quotidianità di una famiglia normale dove un giovanetto ne mette in crisi la stabilità senza compromettere l’affetto che vi circola.

Fausto Politino

Tomaso Montanari – La seconda ora d’arte
Einaudi, Torino 2021
Pagg. 214, €15
ISBN 9788806247249
https://www.einaudi.it

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Fausto Politino
Laureato in Filosofia con una tesi sul pensiero di Sartre. Abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Ha scritto articoli d’arte per il blog Artesplorando. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.