L’artista è un’isola? 6 libri per storie collettive

Accomunati da uno stile, da un genere, da una nazionalità, da un’idea politica, da una poetica. Sono gli artisti, non soltanto quelli del passato. Sei libri raccontano, ognuno a proprio modo, esperienze di condivisione, magari conflittuale, ma sempre in dialogo.

1. STREET ART

MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata (Terre di Mezzo, Milano 2017)

Artribune ha sempre mostrato grande interesse per la costellazione della Street Art e dell’arte urbana: siamo stati i primi a fare una mappa interattiva dei “muri” di Roma, siamo stati in prima linea quando si è trattato di discutere anche rudemente di temi e problemi a essa connessi. Siamo dunque ben contenti che una cordata intelligente di attori milanesi abbia dato vita al MAUA, il Museo di Arte Urbana Aumentata che proprio a Milano è nato e che ora si sta espandendo in Sicilia. Si tratta in buona sostanza di una mappatura fruibile via app, e sin qui nulla di nuovo ma di assai utile. La marcia in più risiede però in quell’aggettivo “aumentata”: infatti, inquadrando le opere con il proprio smartphone – sia dal vivo che tramite il catalogo edito da Terre di Mezzo –, quelle stesse opere si “animano” grazie all’opera di 50 giovani designer. L’unico, inevitabile problema è che, come sempre in questi casi, l’obsolescenza è rapidissima: nuovi muri nascono, vecchi muri muoiono.

MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata
Terre di Mezzo, Milano 2017
Pagg. 168, € 12,50
ISBN 9788861894570
www.streetartfactory.eu/maua/
libri.terre.it

2. SURREALISMO

Desmond Morris – Le vite dei surrealisti (Johan & Levi, Monza 2018)

Desmond Morris in Italia lo conoscono tutti: merito (?) di Francesco Gabbani, che nel brano Occidentali’s Karma – vincitore del Festival di Sanremo nel 2017 – lo cita quando canta “la scimmia nuda balla”. La scimmia nuda (1967) è stato infatti uno studio rivoluzionario e ora è un classico dell’etologia, e Morris è per l’appunto un importantissimo zoologo ed etologo. Però è anche un artista, per la precisione l’ultimo dei surrealisti viventi. Però (bis) ora è anche un biografo. Dei surrealisti, naturalmente. Si dirà: ma quale scientificità può avere una biografia – anzi, una serie di biografie – scritta da chi ha conosciuto e frequentato e solidarizzato con gli “oggetti” del proprio studio? E infatti questo volume non esce nella già gloriosa collana delle Biografie dell’editore Johan and Levi. A pensarci bene, tuttavia, un etologo che scrive biografie non è mica così fuori luogo, anzi. Quanto al mito dell’obiettività, Morris mette intelligentemente le mani avanti sin dalla prima riga del libro: “Il presente volume intende offrire un punto di vista personale sui surrealisti”. Onesto.

Desmond Morris – Le vite dei surrealisti
Johan & Levi, Monza 2018
Pagg. 272, € 30
ISBN 9788860102058
www.johanandlevi.com

3. IMPRESSIONISMO

Martina Corgnati – Impressioniste (Nomos, Busto Arsizio 2018)

Il libro si intitola Impressioniste. “Ma come, ancora stiamo a parlare di donne? Ce n’è bisogno? Di che discriminazione saranno mai vittime?”. Le risposte sono tre “sì”. Alzi la mano chi conosce Marie Bracquemond. E parliamo di artiste che hanno lavorato nell’alveo del movimento più celebre e massificato da qualche decennio a questa parte. Onore al merito, dunque, a Martina Corgnati, che da vent’anni lavora strenuamente proprio per dare il giusto risalto alle artiste donne nel quadro dell’editoria di settore e del programma espositivo dei musei. Per dire: sua è la recente biografia di Meret Oppenheim. In questo caso il format è il medesimo, seppur in maggiore sintesi: raccolte in un unico volume, trovate le biografie e lo studio dell’opera di quattro artiste che meritano ben più attenzione di quanto ne abbiano goduta sinora, ovvero Berthe Morisot, Eva Gonzalès, Mary Cassatt e la suddetta Marie Bracquemond.

Martina Corgnati – Impressioniste
Nomos, Busto Arsizio 2018
Pagg. 216, € 19,90
ISBN 9788898249473
www.nomosedizioni.it

4. OTTOCENTO

Eugenio Riccomini – L’altro Ottocento (Pendragon, Bologna 2018)

Direte voi: ma che c’entra un secolo in una serie di libri dedicati a “stili” e movimenti? C’entra, nel senso che, per le più diverse ragioni socio-storico-economiche, non solo singoli artisti, non solo interi gruppi e movimenti, ma addirittura nazioni sono cadute nel dimenticatoio. E le nazioni contengono gruppi, movimenti, singoli artisti. Ben venga dunque il breve focus che Eugenio Riccomini dedica a “l’altro Ottocento”, ovvero non quello di Francia, Italia e Inghilterra, bensì quello ben più in sordina di Russia, Germania e Austria. E quindi ad artisti pressoché ignoti dalle nostre parti, che rispondono al nome di Orest Adamovič Kiprenskij o Carl Blechen o Hans Makart.

Eugenio Riccomini – L’altro Ottocento
Pendragon, Bologna 2018
Pagg. 125, € 14
ISBN 9788865989449
www.pendragon.it

5. VIDEOARTE

Simonetta Fadda – Definizione zero (Meltemi, Milano 2017)

Condividere un mezzo espressivo crea senz’altro dei legami: diacronicamente, con la storia dell’utilizzo di quello stesso mezzo; sincronicamente, con i “colleghi”, fra invidie, sodalizi, polemiche, rispetto, critiche – raramente indifferenza. È perciò sempre utile ripercorrere la storia dei medium, evidenziando come abbiano contribuito a sollevare problematiche estetiche ma anche politiche, perché sempre di strumenti si tratta, ma non certo privi di un proprio inconscio, per parafrasare quel che Walter Benjamin scriveva a proposito della fotografia. Detto questo, occorre fare una scelta; e la scelta, nel caso della videoarte e di un testo storico-critico in italiano, vi consigliamo di farla ricadere su questo volume di Simonetta Fadda. Che è l’edizione ampliata e aggiornata del suo omonimo “classico” pubblicato per la prima volta nel 1999 da Costa e Nolan. E c’è pure una prefazione di Bruno Di Marino, autore di un recente e monumentale libro dedicato ai videoclip.

Simonetta Fadda – Definizione zero
Meltemi, Milano 2017
Pagg. 268, € 22
ISBN 9788883537202
www.meltemieditore.it

6. PERFORMANCE

Chiara Mu & Paolo Martore (a cura di) – Performance Art (Castelvecchi, Roma 2018)

Vale tutto quanto è stato scritto a proposito del libro precedente. Qui però non si tratta di una monografia monocratica, bensì dell’intelligente raccolta – da parte dei curatori Chiara Mu e Paolo Martore – di una messe di contributi a firma di artisti e studiosi, chiaramente tutti incentrati sull’arte della performance. E così scorrono una dopo l’altra un’intervista a Bruce Nauman e un saggio di Christopher Bedford, lo statement di Allan Kaprow e la riflessione di Claire Bishop, lo scambio fra Suzanne Lacy e Lucy Lippard poco prima dell’“estetica aziendale” raccontata dagli Yes Men. Per farsi un’idea – anzi: per farsene parecchie – è il libro ideale.

Chiara Mu & Paolo Martore (a cura di) – Performance Art
Castelvecchi, Roma 2018
Pagg. 236, € 18
ISBN 9788869446092
www.castelvecchieditore.com

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.