Artribune e Toyota insieme per mappare la street art a Roma. In arrivo l’app che mancava. Orientarsi tra muri e graffiti adesso è possibile

ROMA TRA LE CAPITALI MONDIALI DELLA STREE ART Un museo a cielo aperto, per dirla con una frase fatta. Una città che in mezzo ai palazzi monumentali, alle rovine, ai siti archeologici, ai quartieri popolari in cui si innestano il mito classico e l’epopea operaia, vede spuntare ormai da anni decine di opere di street […]

Satone, Cascata di Parole, 2015 - uno dei muri del progetto Big City Life a Tor Marancia - foto Giorgio Benni

ROMA TRA LE CAPITALI MONDIALI DELLA STREE ART
Un museo a cielo aperto, per dirla con una frase fatta. Una città che in mezzo ai palazzi monumentali, alle rovine, ai siti archeologici, ai quartieri popolari in cui si innestano il mito classico e l’epopea operaia, vede spuntare ormai da anni decine di opere di street art. Una valanga. Roma è già un caso a sé, anche a livello internazionale. Murales giganteschi, molti dei quali di una bellezza rara, firmati da grandi nomi italiani ed internazionali, proliferano a ritmo vertiginoso, grazie al lavoro congiunto delle amministrazioni e di diverse realtà locali, tra gallerie e associazioni non profit.

PIÙ OPERE D’ARTE, MENO VANDALISMI

Quasi una risposta alla piaga eterna del vandalismo: contro i teppistelli dal pennarello facile, contro le scritte vandaliche, gli imbrattatori folli o le pseudo tag dissennate, la street art dice la sua e segna la differenza. La linea di confine è nel talento, nel rispetto, nella creatività. Di storie di riqualificazione urbana, che passano per queste buone pratiche, ne raccontiamo ogni giorno. E sono a Garbatella, Torpignattara, Tor Marancia, San Lorenzo, San Basilio, Ostiense, Quadraro… Luoghi che ritrovano un’identità nuova, reinventando con l’arte fabbriche, palazzi, sottopassi, contro la routine del degrado, dell’abbandono, o anche solo dell’anonimato. In certi casi studiando operazioni di inclusione e di partecipazione dal basso, che innescano processi virtuosi di riappropriazione dello spazio pubblico e di consapevolezza sociale.

UNA NUOVA APP
Di tutto ciò continueremo a occuparci, nei prossimi mesi, grazie a un progetto in cantiere, che vedrà la luce a breve: Artribune, in collaborazione con Toyota nelle vesti di mecenate, disegna Street Art Map Roma, un’applicazione per iPhone, iPad e Android dedicata ai cento migliori interventi di street art disseminati per la Capitale d’Italia. Un’iniziativa sviluppata per fornire a turisti e cittadini uno strumento utile, veloce, sempre a portata di mano.
Che è anche un modo con cui il grande marchio di automobili promuove la sua nuova Aygo, vettura capace di connettersi con i sentimenti, gli influssi creativi e la spinta innovativa condivisa da chi si occupa oggi di linguaggi urbani e di ricerca contemporanea.

Liqen, El Divenir, 2014 - uno dei muri del progetto SANBA a San basilio
Liqen, El Divenir, 2014 – uno dei muri del progetto SANBA a San basilio

COME FUNZIONA

La street art è per definizione casuale e obbligatoria. Si è in qualche maniera obbligati a trovarsela davanti: ogni muro, in cui si inciampa attraversando piazze e strade, è un’opera d’arte a disposizione di tutti, ma di cui nessuno sa granché. Niente didascalie ed apparati informativi, niente spazi circoscritti e dedicati. È per questo che arriva, in soccorso del pubblico, una mappa che funge anche da guida. L’utente che si trovasse davanti a un muro, incuriosito, potrà aprire l’app, individuare l’opera, cliccarci e venire a conoscenza dell’autore, dell’anno di realizzazione, dell’associazione che ha prodotto e curato il lavoro. Il tutto unito a un piccolo testo introduttivo in italiano e inglese, e ad alcune fotografie originali.
Dopo aver censito larga parte dei muri più significativi realizzati nella Capitale, stiamo insomma costruendo una geomappa, consultabile tramite dispositivi mobili, capace di segnalarvi in tempo reale la presenza di tutte le opere di street art vicine a voi, di segnarvi percorsi e distanze, di elencarvi tutti i punti censiti, con box e filtri di ricerca.

Lucamaleonte, Nido di Vespe, 2014 - opera per il quartiere Quadraro
Lucamaleonte, Nido di Vespe, 2014 – dettaglio – opera per il quartiere Quadraro

Si tratta dunque del primo servizio multimediale progettato per la scena street romana, da immaginare anche come modello per altre città italiane. Dove trovarla? Dove trovarla? Sugli store multimediali, naturalmente in modalità gratuita, a partire da fine aprile. Con l’obbiettivo minimo di bissare il successo della app di Artribune, che dal 2011 assolve a un vero e proprio ruolo di servizio pubblico, consentendo a decine di migliaia di persone di raggiungere informazioni culturali dettagliate, in situazioni di mobilità.
La nostra squadra è già a lavoro da qualche settimana. Ma la nuova app di Artribune e Toyota nasce come strumento utile, disegnato su misura per i cittadini: non fateci mancare indicazioni, segnalazioni, consigli. Tra meno di due mesi basterà un click, per godersi la più bella street art romana, in tutta comodità.

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.