È iniziata a Bologna la seconda edizione di Atlas of Transitions, festival che accende i riflettori sulla relazione tra arte e attivismo per dare la parola ai protagonisti dei processi migratori, i cittadini, e ri-semantizzare il significato del termine integrazione. Ne abbiamo parlato con la curatrice Piersandra Di Matteo.
Il coreografo Roberto Zappalà ripropone a distanza di dieci anni lo spettacolo sulla santa catanese, “figura storica e mito, festa religiosa e di popolo, teatro della devozione e della finzione, luogo d’amore e di furore, spazio del riscatto e dello sfruttamento, palcoscenico dove l’individuo si perde nella massa, uno sguardo profondo e rivelatore su quello che ci fa essere, nel bene e nel male, quello che siamo, che siamo stati, che rischiamo di essere”.
Fino al 3 Marzo il Pac di Milano si interroga sulle questioni legate all’identità e al “gender” attraverso incontri, proiezioni e performance. Ne abbiamo parlato con il curatore Diego Sileo.
Accomunati dalla musica di Vivaldi, i tre coreografi Michele Merola, Eugenio Scigliano e Daniele Ninarello hanno lavorato, ciascuno secondo la propria sensibilità e la propria vena creativa, sulle diverse partiture del grande compositore italiano.
Tra polemiche e riflessioni il premio al performer e coreografo è più che meritato. Ecco perché
Nel 1831 Victor Hugo, destinato a diventare il padre del Romanticismo francese, scrive un dramma che avrà una sola recita alla Comédie-Française a causa della censura dell'epoca. Le Roi s'amuse narra dei divertimenti di re Francesco I, un padre della patria francese, guerrafondaio...
In un luogo di passaggio, abitato da una moltitudine di esseri uguali e diversissimi, tanti Pulcinella abitano il purgatorio di una stazione sotterranea in perenne attesa di un segnale di salvezza che non arriverà mai. Andrea De Rosa firma la regia del denso testo di Linda Dalisi.
Antonio Latella, Eugenio Barba e Romeo Castellucci. Sono questi i nomi dei tre registi che hanno animato il ciclo dei “Grandi Maestri” al Teatro dell’Arte, presso la Triennale di Milano.
Angelin Preljocaj ha coreografato il ciclo di Lieder “Winterreise” di Franz Schubert per tredici elementi del Corpo di Ballo scaligero. Un lavoro riuscito perché molto didascalico e ai limiti del didattico, che evita ogni apologia dell’assoluto e ogni sterile romanticismo.
Testo vincitore del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” nel 2017, tradotto in francese, inglese e rumeno, rappresentato al Théâtre Ouvert di Parigi e al Festival di Avignone dell’anno scorso, “Per il tuo bene” parla con sorprendente vitalità di ciò che ormai è divenuto quasi irrappresentabile: il mistero del legame che unisce una madre a un figlio.
Marco Petroni riflette sull’“Oedipus” di Robert Wilson e sul “Macbettu” di Alessandro Serra.
Parola all’attrice che porta in strada il mito di Euripide, adattandolo all’attualità.

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