Partono, come di consueto, le nostre classifiche di fine anno con il meglio del meglio. Ecco cosa ci è piaciuto di più, se parliamo di arti performative e teatro. La nostra selezione.
Presentata in esclusiva nazionale a Ferrara, “Last Work”, creazione di Ohad Naharin, esplora il movimento come l’espressione più umana e commovente delle arti dello spettacolo. In lontananza una donna corre su un tapis roulant. La sua corsa senza sosta traccia la linea del tempo, della storia che si ripete.
Con “I love my sister”, presentato al Cassero di Bologna, all’interno del programma di Gender Bender Festival, il coreografo romano Enzo Cosimi riflette sull’invisibilità dei corpi transessuali e trasforma una difficile confessione in una forte rivendicazione di militanza.
La coreografa e ballerina Camilla Monga descrive il suo rapporto con la danza e lo spettacolo che ha varcato le soglie del museo. Dialogando con l’arte contemporanea.
Si è appena conclusa la 33esima edizione del Romaeuropa Festival e per chi vive a Roma significa l'inizio di un dolce letargo, puntellato qua e là da piccoli risvegli.
L’artista danese di origine islandese ha disegnato le scene e i costumi per lo spettacolo che in questi giorni va in scena allo Staatsoper di Berlino. Eliasson ci racconta il progetto
La coreografa Francesca Foscarini muove i danzatori “speciali” di Bassano del Grappa ‒ persone con Parkinson e non ‒, assemblando gesti e movimenti, parole e canto. E creando uno spettacolo sull’arte di resistere.
Parola al duo che ha regalato alla danza una gamma di inedite sfumature.
Un convegno, tre spettacoli e una mostra fotografica hanno portato a Genova una riflessione sulla danza Butoh in chiave contemporanea.
Un mese di arti performative ha preso il via sullo sfondo del Teatro Comandini di Cesena. Ne abbiamo parlato con la direttrice Chiara Guidi.
Ritorna al Festival Contemporanea del Centro Pecci di Prato il lavoro forse più innovativo e rappresentativo della compagnia Kinkaleri, 2003-2018, con nuovi giovani performer perfettamente all’altezza e una sola serata, a sorpresa, con (quasi) tutti gli storici interpreti.
Padri, Lituania, polvere, luogo, giovani, partitura, scontri, esergo: ricordiamo il regista lituano scomparso nel giorno del suo 66esimo compleanno attraverso le sue parole e le riflessioni sui temi che hanno contraddistinto la sua vita e il suo teatro

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