Morto Franco Fontana. Il grande fotografo aveva 92 anni: “ciò che rimarrà di me quando me ne andrò? Il colore”

Il maestro italiano della fotografia, primo a credere e difendere il potenziale del colore nella fotografia, muore a 92 anni nella sua casa di Modena. Con i suoi “tagli scellerati” definì un nuovo modo di vedere e fotografare i paesaggi e le grandi campiture

In occasione della grande mostra che lo aveva visto al centro del Brescia Photo Festival 2024, Franco Fontana aveva definito il colore come la sua vita. Qualcosa in cui rivivere il passato ormai lontano, e “ciò che rimarrà di me quando io me ne andrò”. Oggi – a distanza di due anni dall’intervista in cui pronunciò quelle parole che prefiguravano quella che sarebbe stata la sua eredità – il colore delle sue fotografie è davvero tutto ciò che ci resta di lui. Il maestro e pioniere dell’abbandono del bianco e nero si è spento la mattina del 29 agosto 2026 nella sua casa di Modena 92 anni. Una lunghissima esistenza, la sua, che lo ha visto rivoluzionare lo scenario della fotografia italiana e internazionale, in nome di quel colore in cui nessuno credeva, relegandolo al mero utilizzo pubblicitario e “volgare”. Non solo: a Franco Fontana si deve anche un modo di vedere il paesaggio e la realtà intera prima inesistente. Una prospettiva selettiva, che taglia scorci di realtà, appiattendoli e rendendoli astratti. Quasi fossero dipinti cubisti. Una cifra visiva unica che rimane nella storia e merita di portare il suo nome.

Franco Fontana e la rivoluzione del colore

Nato a Modena nel ‘33, divenne fotografo prima per hobby nel 1961, e solo dopo qualche anno – avendo raccolto notevoli riscontri positivi – decise di trasformare la sua passione in professione. Appena comparvero sul mercato le pellicole a colori, a dispetto dei pregiudizi e delle critiche mosse dagli altri suoi colleghi, vi si convertì senza indugio. Il bianco e nero non aveva mai fatto per lui: gli serviva il colore, per poter davvero interpretare la realtà, e restituirla al pubblico come espressione di se stesso e delle proprie emozioni. Il successo della sua rivoluzione “pittorica” (in campo fotografico) non tardò ad arrivare, e si estese ben oltre i confini italiani. Nel 1979, il MOMA di New York lo invitò a esporre in una grande mostra; nel corso degli anni le sue fotografie sono state utilizzate come portatrici di messaggi importanti in vari ambiti. Dalla moda, fino alla rappresentazione visiva dello “spirito della cultura nazionale” per conto del Ministero della Cultura francese.

Il linguaggio della fotografia di Franco Fontana

Il carattere delle sue fotografie fu sin dall’inizio così particolare da definire un vero e proprio stileFranco Fontana”. Inquadrature strette su dettagli del paesaggio – da lui definite “tagli scellerati” – che appiattivano la prospettiva fino ad astrarre i soggetti. Linee e geometrie armonicamente studiate, e soprattutto i colori. Vivissimi, esuberanti, fino a diventare quasi violenti: un mezzo di espressione dell’interiorità del fotografo, che interpretava ciò che vedeva anziché riprodurlo in modo documentaristico. La fotografia, per Franco Fontana, era invenzione; non illustrazione. “Fotografare è un atto di conoscenza” – ripeteva sempre, commentando quanto ciascuno scatto parlasse di se stesso.

I paesaggi fotografici di Franco Fontana

Tra le serie di fotografie più celebri di Fontana si ricordano senza dubbio i paesaggi. Paesaggi naturali – le colline della Basilicata e della Puglia, soprattutto – e paesaggi urbani. Scorci delle metropoli statunitensi, che visitò più volte nei suoi viaggi oltreoceano. Tuttavia, nessuno di essi dovrebbe essere descritto con la sua collocazione geografica. Quando gli si diceva di aver visitato – e dunque visto di persona – i “suoi paesaggi”, ribatteva bonariamente: “quelli non sono affatto i miei paesaggi. Nelle mie foto sono io che divento paesaggio, e il paesaggio che diventa me”. Come a precisare che in ciascuno scatto avremmo dovuto cercare lui, le sue emozioni, e non il luogo d’origine esatto.

Emma Sedini

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Emma Sedini

Emma Sedini

Etrusca e milanese d'origine in parti uguali, vive e lavora tra Milano e Perugia. Dopo la Laurea Magistrale in Economica and Management for Arts, Culture, Media and Communication all'università Luigi Bocconi di Milano e un corso professionale in Digital Marketing…

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