I migliori tre stand di Affordable Art Fair 2019 a Milano secondo Artribune

Seducenti scatti analogici di gusto vintage, audaci rivisitazioni di personaggi politici e pratiche pittoriche dall’Estremo Oriente: ciò che abbiamo apprezzato di più di questa Affordable Art Fair 2019 a Milano

Paesaggi, ritratti, dipinti, fotografie, sculture, illustrazioni collage. Ma anche personaggi dei fumetti, simil-Banksy, immagini provocatorie, erotiche, loghi della Coca Cola, Marilyn Monroe, Topolini e cagnolini tatuati: il panorama di Affordable Art Fair (Superstudio Più, fino al 27 gennaio 2019) è un concentrato di opere vivaci e chiassose in cui può risultare difficile orientarsi. Nel vasto assortimento di gallerie abbiamo però individuato le tre più meritevoli, per qualità, ricerca o sfrontatezza. Ve le sveliamo nella lista.

-Giulia Ronchi

1. BLEACH BOX PHOTOGRAPHY GALLERY

Bleach Box Photography Gallery, stand

È la vincitrice indiscussa dell’edizione 2019: lo stand di Bleach Box Photography Gallery offre una raccolta che ci fa sentire in mille parti diverse del mondo con una sola occhiata. E tutto questo tramite immagini dal gusto vintage piacevole, denso di narrativa e affatto banale. Fotografie dalle serie Forward To The Past – Stockton-On-Tees del 2009, This is not America, Wildwood Days e Dream in colour possono catapultare lo spettatore nella gloriosa Route 66, con ritratti di scritte stradali e insegne luminose, oppure in ambienti domestici e raccolti con al centro un altarino religioso, come in Ave Maria, Ho Chi Minh City, scattata nella città cinese nel 2016. L’autore, Richard Heeps, è anche lo stesso proprietario della galleria di Cambridge, dove è collocata anche la camera oscura con la quale produce da sé le sue foto. In occasione di Affordable Art Fair, ha realizzato un reportage girando per Milano, cogliendo gli attimi più seducenti della città: “Mi sono dato una settimana per scattare”, racconta il fotografo, “Sono incuriosito dal suo passato, la casa della Lambretta, la combinazione brutalista, l’architettura gotica e modernista. Milano sembra scintillare e abbagliare sotto la pioggia”.

2. MERCEDES ROLDÀN ART GALLERY

Beast, Triumph, per Mercedes Roldan Art Gallery

Un approccio semplice e sfrontato, ma anche divertente e senza filtri, per questo l’abbiamo apprezzato. Alla galleria Mercedes Roldàn Art Gallery di Madrid, che si aggiudica il secondo posto, le figure più iconiche e conosciute del nostro tempo vengono private della propria reputazione e trasformate in ben altri personaggi, grazie a sapienti collage e fotomontaggi di Beast, street artist milanese anonimo. Così vediamo un Trump con la faccia truccata da pagliaccio (che appare anche in una gigantografia all’interno della fiera), Salvini nella divisa di Hitler e Saviano con un cappio al collo e l’aria rassegnata, in un’immagine dal titolo evocativo E poi mi Levi Vino. E ancora, acquistabili in formato cartolina, in un raccoglitore al centro dello stand, ci sono anche Papa Bergoglio e Ratzinger in sella a una vespa come due ragazzacci, Maria Elena Boschi tra le braccia di Renzi mentre la vecchia sinistra trama alle loro spalle e Obama e Putin che se la intendono nell’intimità di un divano. Una visione un po’ critica e un po’ trash. Perché no?

3. GALLERIA CARTE SCOPERTE

Carte Scoperte, stand. Affordable Art Fair 2019

Una collettiva di interesse, che potrebbe costituire una mostra a sé stante, è possibile visitarla presso lo stand di Carte Scoperte di Milano, galleria deputata a lavori su carta. Per questa edizione di Affordable Art Fair, porta tre artisti giapponesi, Tomimori Hitoshi, Nishimura Daiki, e l’anonimo Thirty Four, mettendo a confronto il loro approccio con la pittura. Il primo, ad esempio, amante dell’anatomia, lancia sul supporto alcune quantità di inchiostro, per poi sviluppare da queste chiazze le forme che ritiene più consone. Così nascono struzzi e animali in movimento, che mantengono il tratto dinamico di quell’inchiostro gettato sulla carta. L’approccio di Nishimura Daiki nasce invece dall’intervento su fotografie, alle quali vengono aggiunti nitrati e agenti chimici che ossidano a poco a poco l’immagine, consumandola e immergendola però in un’affascinante atmosfera sospesa e metallizzata. La causalità fa parte anche del lavoro di Thirty Four che, utilizzando quasi una sorta di pozzanghera-readymade, gira per la città appoggiando il foglio su quelle acque stagnanti che colorano così il supporto e ispirano il titolo dell’opera.

 

Dati correlati
Generefiera
Spazio espositivoCARTE SCOPERTE
IndirizzoVia Pietro Maroncelli 14 - Milano - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.