Conclusa l’art week parigina capeggiata da FIAC, nella Ville Lumière è di nuovo tempo di fiere. Stavolta tocca a Paris Photo, la kermesse dedicata all’arte dell’obiettivo, ospite del Grand Palais.

Il calendario fieristico internazionale procede a ritmi serrati. Dopo la lunga settimana all’insegna di FIAC e delle fiere satellite, il 9 novembre apre al pubblico la 21esima edizione di Paris Photo, atteso appuntamento con il meglio della fotografia internazionale. Guidata da Florence Bourgeois, con la direzione artistica di Christoph Wiesner, la kermesse torna nei centralissimi ambienti del Grand Palais, che accolgono 190 gallerie e book dealer provenienti da 20 Paesi, selezionati in base alla qualità e pertinenza del loro operato.
Sono quattro le sezioni attorno a cui prende forma la rassegna: il main sector ‒ composto da 151 gallerie e destinato a offrire uno spaccato dei più riusciti esiti fotografici dall’Ottocento a oggi ‒, Prismes, che per il terzo anno consecutivo dà risalto a opere in grande formato, serie e installazioni promosse da una quindicina di gallerie consolidate e allestite al piano superiore del Grand Palais, nel Salon d’Honneur, la sezione dedicata ai libri, che vede protagonisti 32 case editrici e book dealer in arrivo da 8 Paesi, e il nuovissimo focus incentrato sui film e i video, nell’ottica di esplorare le sempre mutevoli potenzialità dell’immagine.
L’Italia fa sentire la sua presenza: tra le gallerie della sezione principale trovano posto Lia Rumma, Continua, Louise Alexander di Porto Cervo, la bresciana Paci e la torinese Photo&Contemporary, mentre Contrasto e Damiani portano una ventata di Belpaese sul fronte dell’editoria. Lia Rumma, insieme alla parigina Caroline Smulder, presenta, nell’inedita sezione Film/Video, il lavoro di Vanessa Beecroft. La performance VB62, andata in scena nella Chiesa di Santa Maria dello Spasimo a Palermo nel 2008, sarà proiettata venerdì 10 novembre nell’ambito dei video e film selezionati dal guest curator Matthieu Orléan.

Paris Photo. Le Prix du livre. Aperture Foundation
Paris Photo. Le Prix du livre. Aperture Foundation

TALK E PREMI

L’ospite d’onore di questa edizione è una personalità che, attraverso il proprio operato, testimonia le infinite variabili dell’immagine. Stilista, editore, direttore creativo di colossi come Chanel, Fendi e la sua stessa maison, Karl Lagerfeld propone al pubblico un percorso di visita alternativo, organizzato attorno alle sue opere favorite tra quelle proposte dalle gallerie ospiti. Un’altra chicca da non perdere è The Tears of Things, la mostra curata da Marta Gili, direttrice del Jeu de Paume, attingendo dalla raccolta privata della collezionista spagnola Helga de Alvear. Thomas Demand, Edward Ruscha, Gordon Matta-Clark e Thomas Ruff sono solo alcuni degli artisti selezionati per l’occasione.
Anche stavolta non mancano i talk: il forum sperimentale Platform accoglie dibattiti e approfondimenti legati ai molti aspetti della fotografia ‒ dal colore agli strumenti digitali, tema, quest’ultimo, analizzato da Cristiano Raimondi, del Nouveau Musée National de Monaco e, fra gli altri, da Francesco Zanot, Marcella Lista, Linda Fregni Nagler, Celia Bernasconi. Sul fronte dei premi, si rinnova l’appuntamento con i Photobook Award, mentre la giovane arte è al centro di Carte Blanche ‒ Students 2017, il progetto che coinvolge le nuove leve della fotografia, in mostra alla stazione ferroviaria della Gare du Nord e protagonisti di una rassegna fra le “mura” della fiera.

Guido Guidi, Ravenna 1972
Guido Guidi, Ravenna 1972

NON SOLO PARIS PHOTO

La fiera al Grand Palais non è l’unica attrazione della settimana parigina. Anche quest’anno Fotofever promette scintille, portando al Carrousel du Louvre 150 artisti emergenti e 80 gallerie francesi e internazionali. In particolare la sezione Young dà risalto a otto giovani gallerie che hanno saputo distinguersi, mentre la sezione Focus guarda all’Asia orientale. Tre le presenze nostrane: Archivio Fotografico Italiano, Die Mauer e Galleria Spazio Farini6. Roche Bobois e la scenografa Elizabeth Lericheiche firmano la “stanza del collezionista” che, ampliata rispetto al 2016, accoglie opere al di sotto dei 5mila euro, per invogliare all’acquisto i giovani collezionisti.
Fino al 19 novembre, il festival Photo Saint-Germain punta ancora una volta lo sguardo sulle istituzioni e le sedi che promuovono l’arte dello scatto ‒ una su tutte l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Fabio Gambaro, che ospita le personali di Guido Guidi e Monica Biancardi.
Oltre alle mostre segnalate durante la settimana di FIAC, il Centre Pompidou apre i battenti su Photographisme. Klein, Ifert, Zamecznik, dedicata al legame tra grafica, fotografia, cinema e scenografia, mentre la MEP – Maison Européenne de la Photographie inaugura la stagione con nomi del calibro di Piero Livio, Zhong Weixing e la collezione fotografica di Pierre Passebon votata a Marlene Dietrich.

Arianna Testino

Parigi // dal 9 al 12 novembre 2017
Paris Photo
GRAND PALAIS
Avenue Winston Churchill
www.parisphoto.com

Parigi // dal 10 al 12 novembre 2017
Fotofever
CARROUSEL DU LOUVRE
99 rue de Rivoli
www.fotofever.com

Parigi // fino al 19 novembre 2017
Photo Saint-Germain
SEDI VARIE
www.photosaintgermain.com

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).