Parigi art week. Le mostre da vedere in città

Settimana impegnativa, quella in corso a Parigi. Soprattutto se avete già timbrato la presenza a Londra durante Frieze e vi apprestate a quella di Torino con Artissima and Co. Intanto però concentriamoci sulla capitale francese: ieri vi abbiamo descritto le sette fiere (FIAC e sei “collaterali”) in corso, ora vi segnaliamo almeno sei mostre da non mancare.

1. ANDRÉ DERAIN AL POMPIDOU

Il primo dei nostri consigli ha una funzione disintossicante: avete esagerato con l’arte contemporanea? Allora dedicate un paio d’ore a un maestro dell’arte moderna, quell’André Derain che magari è meno noto di altri suoi compagni di strada, ma che per almeno un decennio ha contribuito in maniera importante a rivoluzionare l’idea di arte. La monografica al Pompidou racconta proprio quegli anni, dal 1904 al 1914.
Già che ci siete – ma le mostre al Beaubourg sono tantissime – sono gli ultimi giorni per vedere la retrospettiva di David Hockney e il nuovo progetto di Elina Brotherus, mentre ha appena aperto un ampio focus sull’opera di Nalini Malani e, come ogni anno, ci sono anche i finalisti del Prix Marcel Duchamp.

Parigi // fino al 29 gennaio 2018
André Derain 1904-1914. La décennie radicale
CENTRE POMPIDOU
Place Georges-Pompidou
www.centrepompidou.fr

2. CAMILLE HENROT AL PALAIS DE TOKYO

Camille Henrot, Grosse Fatigue, 2013, still da video

L’anno scorso, durante la FIAC, la carte blanche ce l’aveva in mano Tino Sehgal. Quest’anno tocca a Camille Henrot, già Leone d’argento alla Biennale di Venezia. Sotto il titolo Days are Dogs, l’artista parigina ha suddiviso la mostra in sette parti, tanti sono i giorni della settimana; a costituire l’ossatura del progetto, i rapporti di potere e autorità che incardinano le relazioni umane.
Se avete il tempo, consigliamo anche una gita Versailles: la Reggia è alla sua decima mostra d’arte contemporanea e a curarla è stato invitato proprio il Palais de Tokyo insieme ad Alfred Pacquement. La rassegna si intitola Voyage d’hiver ed è allestita nei boschetti che circondano il castello.

Parigi // fino al 7 gennaio 2018
Carte blanche à Camille Henrot
PALAIS DE TOKYO
13 avenue du Président Wilson
www.palaisdetokyo.com

3. ALI KAZMA AL JEU DE PAUME

Still da un video di Ali Kazma prodotto per la mostra al Jeu de Paume di Parigi

È uno degli artisti turchi più interessanti sulla piazza. Classe 1971, Ali Kazma approda al Jeu de Paume con una mostra che ne ripercorre il lavoro degli ultimi dieci anni. Venti video, di cui due realizzati per l’occasione, si affiancano a un libro fotografico d’artista. Una rassegna che necessita di un poco d’impegno da parte del visitatore, in termini di tempo e di attenzione. Ma ne vale la pena.

Parigi // fino al 21 gennaio 2018
Ali Kazma – Souterrain
JEU DE PAUME
25 avenue André Malraux
www.jeudepaume.org

4. WOMEN HOUSE ALLA MONNAIE

Birgit Jurgenssen, Hausfrauen – Küchenschürze, 1975

Si completa questa settimana la ridefinizione totale di un luogo storico per la Francia come la Monnaie de Paris, riportata a nuova vita da Chiara Parisi. Ora il testimone alla direzione è passato a Camille Morineau e la mostra che apre durante la FIAC è Women House. Una collettiva composta da trentanove artiste donne, per una rassegna che ragiona sulla questione di genere e su quella domestica, per così dire. Con nomi che vanno da Claude Cahun a Mona Hatoum, da Joana Vasconcelos a Louise Bourgeois, da Martha Rosler a Cindy Sherman.

Parigi // fino al 28 gennaio 2018
Women House
MONNAIE DE PARIS
11 quai de Conti
www.monnaiedeparis.fr

5. MALICK SIDIBÉ ALLA FONDATION CARTIER

Malick Sidibé, Regardez moi !, 1962. Collection Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi

A distanza di ventidue anni dalla mostra che vide protagonista il fotografo Malick Sidibé negli spazi della Fondation Cartier, l’istituzione torna a omaggiare l’artista maliano scomparso nel 2016. E lo fa con la prima, grande retrospettiva dedicata a Sidibé oltre i confini del territorio africano. In mostra gli scatti più noti, cui si aggiunge una serie di fotografie vintage e di ritratti mai esposti prima e custoditi dall’archivio dell’artista. Soprannominato “l’occhio di Bamako”, Sidibé fu in grado di declinare il linguaggio del bianco e nero in una scrittura per immagini puntuale e di impatto, attraverso cui raccontare i volti della propria epoca e della propria terra d’origine.

Parigi // fino al 28 febbraio 2018
Malick Sidibé. Mali Twist
FONDATION CARTIER POUR L’ART CONTEMPORAIN
261 bvd Raspail
www.fondationcartier.com

6. IL MOMA ALLA FONDATION VUITTON

Paul Signac, Portrait of M. Felix Feneon

Per qualche mese la Fondation Vuitton parlerà inglese. La ragione è molto semplice e va ricercata nella mostra che da una manciata di giorni anima la sede parigina. Being Modern. MoMA in Paris sancisce il debutto nella Ville Lumière di una parte della raccolta conservata presso il museo newyorkese. La rassegna evoca la storia del Museum of Modern Art, fondato nel 1929 e annoverato fra le prime istituzioni museali dedicate alla contemporaneità in senso stretto. Tanti gli artisti in mostra ‒ si va da Paul Cézanne a Pablo Picasso, da Alexander Calder a Frank Stella ‒ e altrettanto numerose le epoche e i movimenti presi in esame ‒ dall’Espressionismo Astratto all’arte digitale ‒, con un occhio di riguardo alle acquisizioni più recenti, come la serie di 176 simboli disegnati da Shigetaka Kurita.

Parigi // fino al 5 marzo 2018
Being Modern. MoMA in Paris
FONDATION VUITTON
8 avenue du Mahatma Gandhi
www.fondationlouisvuitton.fr

Marco Enrico Giacomelli e Arianna Testino

CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.