È l’artista Umberto Santoro a vincere il Premio Mila per la Fotografia Contemporanea 2026
Il riconoscimento promosso dal Fondo Malerba continua a sostenere la fotografia contemporanea attraverso la produzione e l'acquisizione di opere di giovani talenti. Ad arricchire la collezione è il fotografo siciliano con un progetto che rielabora il concetto di archivio come dispositivo di costruzione della memoria pubblica
Dedicato alla valorizzazione e alla diffusione della fotografia, il Fondo Malerba per la Fotografia prende forma nel 2004 con l’obiettivo di sostenere le nuove generazioni e favorire lo sviluppo di nuovi progetti. Un impegno che trova concretezza in mostre, workshop, grant e premi, come il Premio Mila, nato nel 2014 in memoria di Mila Malerba, cofondatrice del Fondo.
Ad aggiudicarsi la quinta edizione del riconoscimento dedicato alla fotografia contemporanea è l’artista Umberto Santoro (Palermo, 1995) con L’Ora o della Verità, opera selezionata dalla giuria composta da Caterina Angelucci, Matteo Balduzzi, Marta Cereda, Bernardo Follini, Francesca Lazzarini e Andrea Elia Zanini. Oltre a entrare a far parte della Collezione Malerba, il progetto vincitore è protagonista della mostra Premio Mila per la Fotografia Contemporanea 2026 insieme ai lavori finalisti di Edoardo Bonacina, Virginia Morini, Eva Rivas Bao e Leonardo Taddei, ospitata negli spazi di Careof, in Via Giulio Cesare Procaccini 4 a Milano e visitabile fino al 27 giugno.
Umberto Santoro vince il Premio Mila per la Fotografia Contemporanea 2026
Con L’Ora o della Verità, Umberto Santoro sviluppa una ricerca fotografica ed editoriale a partire dall’archivio dello storico quotidiano palermitano L’Ora, ponendolo come strumento di memoria collettiva. Attraverso sequenze, montaggi e regole editoriali, il progetto esplora il concetto di verità come processo politico e narrativo, mettendo in luce il ruolo di omissioni, scelte e gerarchie redazionali dello sguardo nella produzione del racconto storico. Radicata nel contesto siciliano e nelle tensioni del Novecento italiano, la ricerca pone il focus sul confine tra testimonianza e costruzione della realtà, rileggendo in chiave contemporanea l’archivio.
Umberto Santoro e l’archivio fotografico come strumento critico di produzione della memoria
“Per la capacità di interrogare l’archivio fotografico come organismo vivo e campo di forze, sottraendolo alla logica del deposito neutro per farne uno strumento critico di produzione della memoria”, spiegano ad Artribune i membri della giuria del Premio Mila.
Una scelta maturata anche per il modo in cui il progetto affronta “il tema della verità non come contenuto da ritrovare, ma come gesto politico e sociale, restituendo, a partire dall’archivio de ‘L’Ora’ di Palermo, la complessità di un Novecento italiano segnato da mafia, violenza, opacità istituzionale e narrazioni contese, e riaprendo nel presente le condizioni di ciò che può essere detto e visto”.
Tutti i finalisti del Premio Mila per la Fotografia Contemporanea 2026
Ciò che accomuna i finalisti dell’edizione 2026 del Premio Mila è la capacità di mostrare come la ricerca artistica contemporanea possa fungere da dispositivo critico per far emergere ciò che tende a rimanere nascosto, tanto sul piano mediatico e socio-politico quanto su quello privato. Un fil rouge che attraversa Cianfrusaglie di Edoardo Bonacina, progetto che esplora la vita materiale degli oggetti di consumo seguendone il percorso dalla produzione allo scarto e rivelando le logiche e i desideri, spesso indotti, che governano la quotidianità.
Si passa poi a Virginia Morini e al suoCan you keep a secret, che affronta il tema dell’incesto e dell’abuso sessuale sui minori attraverso una pratica che intreccia autobiografia, testimonianza e ricostruzione visiva. Eva Rivas Bao, invece, con Una storia italiana rilegge la vicenda di Imane Fadil e il processo Ruby come punto di osservazione privilegiato sulle relazioni tra immagine, potere e memoria pubblica. Infine, con Lekhallen, Leonardo Taddei indaga il gioco come pratica sociale e strumento di ridefinizione dello spazio, trasformando una sala comune in un laboratorio performativo aperto alla partecipazione della comunità.
Valentina Muzi
Premio Mila per la Fotografia Contemporanea
Careof – Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano
Dall’11 al 27 giugno 2026
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