Le donne di Grigory Gluckmann in mostra al Museo Archeologico di Aosta

Fino al 2 giugno 2026 il Museo Archeologico Regionale di Aosta (che sta indagando artisti protagonisti dell’arte a cavallo tra Ottocento e Novecent) dedica un percorso all’artista americano di origine bielorussa Grigory Gluckmann

È un personaggio tutto da scoprire quello proposto dal Museo Archeologico Regionale di Aosta, Grigory Gluckmann (Polotsk, 1898 – Los Angeles, 1973) per la prima volta in Italia. Daria Jorioz, con questa rassegna propone un ulteriore protagonista di quel mondo dell’arte a cavallo fra Ottocento e Novecento, su cui il museo aostano nel corso degli anni sta indagando in maniera tutt’altro che prevedibile.

Nu assis, 1929, The Morus Art Foundation
Nu assis, 1929, The Morus Art Foundation

Chi è Grigory Gluckmann

La mostra curata insieme a Valeria Gorbova è un passo coraggioso che va ad indagare il pittore americano di origine bielorussa, segnato profondamente dallo studio del Rinascimento italiano e dal mondo francese della seconda metà dell’Ottocento.

Nato nell’Impero Russo, nel 1917 si trova all’Accademia di Mosca in piena Rivoluzione d’ottobre. Ma già nel 1920 scappa a Berlino e nel 1924 arriva in Italia, meta agognata dagli artisti che volevano studiare la storia dell’arte. Arriva a Firenze e si appassiona alla pittura su tavola degli antichi maestri, a cui si applica con impegno.

Si reca quindi a Parigi cuore dell’arte di quel periodo. Con la Seconda guerra mondiale giunge finalmente negli Stati Uniti.

La pittura di Gluckmann

La sua è una pittura particolare, molto personale, coraggiosamente lontana dalle mode. Jorioz scrive nel suo saggio in catalogo, pubblicato da Mandragora: “Le donne che abitano le sue tavole sono al contempo eteree creature del passato e figure contemporanee di raffinata complessità psicologica, per un verso archetipi di un tempo sospeso ma anche persone che percepiamo come reali, inserite in interni riconoscibili per quanto solo suggeriti”.

Difficile inserirlo in un contesto, appiccicargli un’etichetta. Gluckmann è un libero battitore, innamorato della figura femminile che costruisce la sua pittura attraverso la metabolizzazione di quanto apprende nel suo personalissimo grand tour novecentesco.

Corpo, mente, spirito si fondono in un unicum lirico, talvolta incorporeo.

La mostra ad Aosta

Gorbova scrive: “La sua vita si svolse attraverso i paesaggi culturali dell’Impero Russo, della Mosca rivoluzionaria, della Berlino di Weimar, di Firenze, di Parigi e degli Stati Uniti. Ciascuno di questi contesti contribuì a plasmare il suo linguaggio artistico, nel quale profondità psicologica, le tecniche degli antichi maestri e una moderna sensibilità atmosferica confluiscono in una sintesi distintiva”.

Questa prima mostra italiana ci permette di iniziare a indagare una ricerca per nulla prevedibile, figlia di un mondo e di un tempo che meritano di essere guardati con la giusta attenzione.

Angela Madesani

Aosta // fino al 2 giugno 2026
Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia
MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI AOSTA – Piazza Roncas, 12
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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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