In Francia la mostra su Marthe Solange, la musa di Pierre Bonnard

Non solo moglie e musa del pittore protagonista del gruppo dei Nabis, Marthe Solange fu a sua volta una pittrice di talento. A ricordarla è la mostra al Musée Bonnard a Le Cannet, sulle alture di Cannes

A quasi cento anni dalla sua prima e unica mostra personale, Marthe Solange (1869-1942) ritorna protagonista in uno spazio pubblico in Francia per merito del Musée Bonnard di Le Cannet (sulle alture di Cannes), che espone una quarantina di opere visibili fino all’11 giugno 2023.
Dal 1893, anno in cui incontrò in una strada di Parigi Pierre Bonnard, fino al 1942, anno della morte, Marthe fu la modella, compagna e poi moglie del pittore, famoso per essere stato uno dei componenti del movimento Nabis. Per molto tempo Marthe, che era nata con il nome di Maria Boursin nel 1869 a Saint-Amand-Montrond nel Berry da una umile famiglia di falegnami, si fece chiamare Marthe de Méligny. Forse un modo ‒ per lei che lavorava da Trousselier, all’epoca un celebre atelier di fiori artificiali ‒ di attribuirsi dei quarti di nobiltà e rendersi interessante agli occhi di Bonnard, che scoprì la sua vera identità solo trent’anni più tardi, al momento delle formalità per il loro matrimonio.

Il Musée Bonnard a Le Cannet © Musée Bonnard, Le Cannet

Il Musée Bonnard a Le Cannet © Musée Bonnard, Le Cannet

LA MOSTRA SU MARTHE SOLANGE A LE CANNET

La quarantina di opere esposte ‒ quasi esclusivamente dei pastelli, la tecnica prediletta dalla pittrice ‒ copre gli anni dal 1921 al 1926. Prima e dopo questo breve periodo di attività artistica, Marthe si accontentò di essere la musa e modella di Bonnard, tanto da comparire in circa 400 dipinti e più di mille disegni. Studiando il materiale documentario conservato presso il museo e altre fonti d’archivio, si è scoperto che la pratica artistica fu quasi una necessità esistenziale per una donna dal carattere schivo e solitario. Una personalità per molti versi enigmatica che fu una presenza fondamentale nella vita dell’artista. La pittura divenne una specie di art therapy, si direbbe oggi, per colei che da anni era il principale riferimento per Bonnard. Un ruolo che in quegli anni era messo in discussione da altre frequentazioni femminili del pittore. Marthe volle essere anche lei artista ‒ incoraggiata e aiutata peraltro da Bonnard che la invitò a prendere lezioni dall’amica Louise Hervieu, a sua volta pittrice di talento.
Per firmare le sue opere sceglie il nome di Marthe Solange, in omaggio alla nonna a cui era affezionata. Un’altra identità, forse un modo per sottolineare la propria individualità ed esprimere i propri sentimenti, guidata da Louise, convinta che il disegnare avesse anche un effetto terapeutico. Ma i risultati vanno al di là delle aspettative e, dopo qualche anno di lezioni, Marthe è pronta a presentarsi al pubblico e alla critica. Nel giugno del 1924 espone, insieme a Henri Lebasque, alla galleria Druet di Parigi. La mostra, che raccoglie 70 pastelli e 34 disegni, è un successo tanto che già il giorno dell’inaugurazione Marthe riesce a vendere 25 opere. Escono recensioni sui giornali, alcuni critici vogliono conoscere meglio l’artista. “Voi avete ora un nome e una fama”, le scrive affettuosamente Louise Hervieu. L’anno seguente, il 13 agosto 1925, Marthe e Pierre Bonnard si sposano nel municipio del XVII Arrondissement di Parigi. Da testimonianze del pittore si sa che dopo il 1926 Marthe, ormai Marthe Bonnard, continuò sporadicamente a dipingere, frenata forse dalle sue condizioni di salute, ma nulla ci è pervenuto di quel periodo.

Marthe Solange, Paysage à la balustrade, s.d. Collection particulière © Musée Bonnard, Yves Inchiermann

Marthe Solange, Paysage à la balustrade, s.d. Collection particulière © Musée Bonnard, Yves Inchiermann

MARTHE SOLANGE E BONNARD

La quarantina di opere esposte a Le Cannet rappresentano circa un terzo della produzione di Marthe Solange e sono state messe a disposizione dagli eredi della pittrice. Nel catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, Véronique Serrano, Conservatrice del Musée Bonnard, raccoglie e sistematizza la documentazione recentemente acquisita che ha permesso di conoscere meglio il personaggio e l’artista. Finora l’unico testo a cui far riferimento era l’opera del 2003 su Pierre Bonnard scritta dal critico Gilles Genty e dalla pronipote di Marthe, Pierrette Vernon (Bonnard, inédits, Paris, Éditions Cercle d’art, 2003).
I pastelli di Mme Marthe Solange uniscono lo charme … e il candore di un bambino ad una immaginazione audace. […] Donano gioia a chi li osserva“, così annotava su Comœdia del 22 giugno 1924 il critico Francis Jourdain. Le opere esposte raccontano della naïveté della pittrice formatasi al di fuori di qualsiasi percorso accademico, ma anche della sua sensibilità alle vibrazioni del colore, accentuata dall’uso del pastello solo a volte rafforzato dalla gouache. Un delicato universo intimista che ruota attorno allo studio della natura o degli animali, gli ambienti a lei familiari nei diversi luoghi dove la coppia visse, ai quattro angoli della Francia, da Parigi alla Normandia, da Arcachon alla Costa Azzurra. Bonnard e la sua compagna scoprono Le Cannet solo nel 1922, quando il pittore aveva già 55 anni e Marthe due di meno. Ma è nel 1926 che si stabiliscono definitivamente sulle alture di Cannes acquistando una villa che viene battezzata Le Bosquets. Pierre e Martha vi rimarranno fino alla fine della loro vita e per Bonnard, che in questa ventina d’anni dipingerà più di trecento opere, sarà uno dei periodi di maggiore ispirazione. Per completare la conoscenza di Marthe Solange, gli altri piani del museo permettono di scoprire diversi quadri in cui è ritratta da Bonnard. In queste opere, Marthe ritorna a essere la musa silenziosa, un po’ defilata ma comunque costantemente presente nella vita e nelle opere del pittore.

Musée Bonnard, Marthe Solange Pastels 1921-1926 © Musée Bonnard, Le Cannet

Musée Bonnard, Marthe Solange Pastels 1921-1926 © Musée Bonnard, Le Cannet

LA STORIA DEL MUSÉE BONNARD

Il Musée Bonnard, inaugurato nel 2011, ruota le sue esposizioni 2/3 volte l’anno su temi specifici per far meglio conoscere le opere dipinte a Le Cannet (ma non solo). Nel corso del decennio successivo all’inaugurazione, i fondi si sono arricchiti con acquisti, doni, prestiti, depositi da istituzioni pubbliche e da privati. Particolarmente importante è la collaborazione con il Musée d’Orsay, che consente di avere in deposito o in prestito temporaneo opere di grande valore che vanno ad arricchire le varie mostre temporanee. Ne è un esempio una tela appartenente all’ultimo decennio di attività del pittore, La Fenêtre ouvert (1941-44), in deposito dal museo parigino. O, ancora, Nu orange (1943), una delle ultime acquisizioni, che è un compendio di quella ricerca verso l’essenzialità del dipingere sperimentata negli ultimi anni. Proprio nel 1943, Bonnard confidava a André Giverny che “a 75 anni… ho l’impressione di cominciare, alla fine, a comprendere che cos’è la pittura… ci vorrebbero due vite per fare un pittore, una in cui impara, un’altra in cui dipinge”.

Dario Bragaglia

Le Cannet // fino all’11 giugno 2023
Marthe Solange. Pastels 1921-1926
MUSÉE BONNARD
16 boulevard Sadi Carnot
https://www.museebonnard.fr/index.php/fr/

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Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

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