Al Mudec di Milano oltre sessanta opere tracciano il percorso di Piet Mondrian dal figurativo all’astratto. Mettendo in luce il carattere innovativo della sua pratica

È Mondrian prima di Mondrian, ma anche la cronistoria di come il maestro olandese sia approdato all’Astrattismo, il suo nirvana artistico. È anche la prima retrospettiva milanese, un’occasione rara dato che sono solo cinque le sue opere conservate in Italia.
La mostra al Mudec segue un filo logico che l’artista avrebbe apprezzato: considerava infatti il suo lavoro come un’unità con una sua evoluzione. Il fil rouge è la ricerca che lo porterà a sintetizzare sempre di più la forma, mentre il paesaggio ‒ l’altro leitmotiv ‒ è la cartina di tornasole per confrontare lo stile figurativo con quello astratto, come dimostrano Alberi in fiore vs Tableau n 4.

Piet Mondrian Alberi in fiore, 1902-05 o 1916-18, olio su tela su cartoncino. Kunstmuseum Den Haag
Piet Mondrian Alberi in fiore, 1902-05 o 1916-18, olio su tela su cartoncino. Kunstmuseum Den Haag

MONDRIAN E LA TRADIZIONE

L’Astrattismo di Piet Mondrian (Amersfoort, 1872 – New York, 1944) è radicato nella tradizione e il suo punto di partenza è proprio la pittura di genere.
La prima sala ospita diverse sperimentazioni, come Devozione, che con i suoi colori “barbari e invertiti” gli valse una diagnosi non richiesta per cui fu dichiarato mentalmente instabile.
Non solo figure e fiori ma anche mulini, canali e fabbriche. Sono le opere delle sale centrali che sottolineano ‒ grazie anche ai contributi di suoi coevi, fra cui Mauve e Israëls ‒ come la realtà visibile dominasse la pittura dei Paesi Bassi. Mondrian, però, si distinse anche in ambito paesaggistico: per oltre tre secoli i pittori erano soliti optare per un terzo di terra e due di cielo, ma il giovane Piet nelle tele en plein air infranse questa regola non scritta ponendo l’orizzonte in alto.

Piet Mondrian, Composizione II, 1929, olio su tela. The National Museum in Belgrade
Piet Mondrian, Composizione II, 1929, olio su tela. The National Museum in Belgrade

MONDRIAN VERSO L’ASTRATTISMO

A differenza dei colleghi Kandinskij e Malevič, abituati dalle icone russe all’astrazione del significato, Mondrian partiva dalla tradizione paesaggistica, per questo il passaggio dal realismo all’Astrattismo denota un salto artistico notevole.
Solo nella fase matura aderirà ai canoni astratti di De Stijl, le iconiche geometrie di colore sigillate da righe nere, uno stile che passerà alla storia come Neoplasticismo. Un movimento nato in Olanda per volere dello stesso Mondrian e di Theo van Doesburg e che innovò anche l’architettura, la moda e il design, come suggeriscono i contributi in mostra di Yves Saint Laurent e Cappellini.

LO STILE DI MONDRIAN

Mondrian trascorse gli ultimi anni a New York, confrontandosi con l’Espressionismo made in USA. Le luci e il ritmo della Grande Mela entrarono così nella composizione, coniugati da ritmi ripetitivi e l’influenza del jazz, che vedeva come un corrispettivo del Neoplasticismo.
Mondrian fu un realista naturalistico e poi un realista astratto ma, proprio come in un’improvvisazione jazz, il suo stile è la summa di elementi differenti che si armonizzano creando qualcosa di unico e sorprendente.

Lucia Antista

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Nome eventoPiet Mondrian - Dalla figurazione all’astrazione
Vernissage24/11/2021 su invito
Duratadal 24/11/2021 al 27/03/2022
AutorePiet Mondrian
Generipersonale, arte moderna
Spazio espositivoMUDEC - MUSEO DELLE CULTURE
IndirizzoVia Tortona 56 20144 - Milano - Lombardia
Editore24 ORE CULTURA
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Lucia Antista
Laureata in Filologia moderna, vive a Milano, occupandosi di arte, fotografia e teatro per Libreriamo. Giornalista pubblicista, al limite della grafomania, collabora con varie testate e quando può scrive sul suo blog Luce fu.