Apertura straordinaria al Louvre per la mostra di Leonardo da Vinci: tre notti a entrata gratuita

La mostra sul genio leonardesco, che si è rivelata un successo planetario, sta per volgere al termine. Negli ultimi tre giorni, il museo parigino terrà aperto tutta la notte e il biglietto è gratuito. Previsti 30mila visitatori.

Louvre at night via Wikipedia
Louvre at night via Wikipedia

In occasione delle celebrazioni dal 500esimo anno dalla morte di Leonardo da Vinci del 2019, il Louvre di Parigi è riuscito a mettere in piedi la mostra più completa mai realizzata sul genio del Rinascimento. Con una raccolta di 162 opere tra dipinti e disegni, arrivati dai musei più importanti del mondo, Léonard de Vinci si è rivelato fin da subito l’evento del secolo, con un’affluenza tra i 5mila e i 7mila visitatori giornalieri. Aperta alla fine di ottobre 2019, la grande esposizione sta volgendo al termine, previsto per il 24 febbraio 2020. Così, per dare l’occasione ad altri 30mila visitatori di trovarsi a faccia a faccia con i capolavori di Leonardo, il Louvre ha optato per un’iniziativa straordinaria: tenere aperti i battenti per 24 ore al giorno durante gli ultimi tre giorni. Dal 21 al 24 febbraio, quindi, la mostra sarà visitabile anche di notte, e gratuitamente nelle fasce orarie comprese tra le 21 e le 8.30 del mattino seguente. “Queste tre notti sono un modo per ringraziare il pubblico per la sua fedeltà, offrendo a coloro che non hanno visitato la mostra i mezzi per vederla e a coloro che l’hanno amata la possibilità di tornare”, spiega lo staff del museo parigino. La prenotazione è obbligatoria sul sito ticketlouvre.fr.

Leonardo da Vinci, Ritratto di dama (La Belle Ferronnière o “Presunto ritratto di Lucrezia Crivelli”) (1493-1495 circa) - Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures, Collezione dell’Imperatore Francesco I
Leonardo da Vinci, Ritratto di dama (La Belle Ferronnière o “Presunto ritratto di Lucrezia Crivelli”) (1493-1495 circa) – Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures, Collezione dell’Imperatore Francesco I

LA MOSTRA LÉONARD DE VINCI AL LOUVRE

L’attesissima mostra su Leonardo Da Vinci al Louvre (qui la recensione di Artribune), frutto di una ricerca scientifica durata oltre dieci anni e coordinata da Vincent Delieuvin e Louis Frank, ha dovuto tuttavia subire un percorso fatto anche di imprevisti e vicende turbolente di cui vi avevamo raccontato nei mesi scorsi. A partire dalla scelta di tradurre il nome dell’artista in francese, che ha acceso numerose polemiche e ha in qualche modo rimarcato un desiderio di appropriazione da parte della Francia e diatribe mai sopite. Poco prima dell’apertura della mostra, invece, era scoppiato il caso dell’Uomo Vitruviano, la cui dipartita dall’Italia era stata contrastata fino all’ultimo da una rappresentanza del partito di Fratelli di Italia (a favore del prestito si era invece espresso Vittorio Sgarbi, oltre ad altri). Ancora più eclatante era stata, tempo prima, la sparizione del Salvator Mundi (della cui paternità ancora si discute), di proprietà un misterioso emiro, facendo saltare la mostra al Louvre di Abu Dhabi. Il quadro, la cui sorte non è ancora stata ben chiarita, è stato sostituito nella mostra parigina da un’opera analoga, attribuita alla bottega di Leonardo.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.