Salvator Mundi: nessuno sa dove sia finito il dipinto di Leonardo da 450 milioni di dollari

Non se ne sa più nulla dallo scorso settembre: il personale del Louvre di Abu Dhabi evita qualsiasi dichiarazione. E il mistero si infittisce.

Robert Simon e il Salvator Mundi
Robert Simon e il Salvator Mundi

È trascorso quasi un anno e mezzo da quella fatidica asta di Christie’s che lasciò il mercato dell’arte (oltre a tutto il resto del mondo) a bocca aperta di fronte all’aggiudicazione più esagerata della storia: 450 milioni di dollari per portarsi a casa il Salvator Mundi, l’opera considerata “la più grande scoperta artistica del XXI secolo”. Un dipinto misterioso a partire dalla sua attribuzione, conferita formalmente a Leonardo nonostante tutt’oggi non convinca ancora l’unanimità dei suoi esperti. L’opera, come si è scoperto di lì a poco, era stata acquistata da un facoltoso emiro per essere esposta al nuovo Louvre di Abu Dhabi: un evento molto atteso; la data poi era stata procrastinata, fino ad essere cancellata del tutto. E a distanza di mesi il motivo non è stato chiarito. Quello che è certo, però, è che il dipinto più quotato della storia è al momento sparito da qualsiasi tracciabilità.

SALVATOR MUNDI: IL DIPINTO SCOMPARSO

Avrebbe dovuto mostrarsi al mondo nel nuovo museo degli Emirati Arabi già a partire da settembre 2018, ma la data dell’inaugurazione era stata cancellata senza la minima spiegazione, mandando, ancora una volta, il mondo dell’arte in subbuglio. Dopo diversi mesi di silenzio, è stato il New York Times a lanciare l’allarme: nessuno è in grado di dire quando il dipinto verrà finalmente mostrato al pubblico, né tantomeno dove si trovi. Il dipartimento culturale del Louvre di Abu Dhabi si rifiuta di rispondere alle domande, mentre da qualche voce di corridoio è trapelato che nessuno sa dove si trovi il dipinto.

SALVATOR MUNDI: NESSUNA DICHIARAZIONE

Nessuna notizia neanche dal principe Bader bin Abdullah bin Mohammed bin Farhan al-Saud, membro di un lontano ramo della famiglia reale saudita – senza precedenti di collezionismo d’arte – che era stato identificato come il probabile acquirente anonimo dell’opera ed era diventato, poco dopo questo avvenimento, ministro della cultura del paese. Secondo la testata americana, un altro valido portavoce sarebbe potuto essere il presidente del dipartimento di cultura e turismo di Abu Dhabi, Mohamed Khalifa al-Mubarak: anche quest’ultimo si è rifiutato di commentare. Per quanto riguarda Manuel Rabaté, direttore del Louvre di Abu Dhabi, la sua ultima dichiarazione è stata rilasciata recentemente durante un’intervista al Corriere della Sera: il Salvator Mundi? Non è nostro, la decisione di esporlo non spetta a noi, ma al Dipartimento della Cultura e del turismo di Abu Dhabi”.

SALVATOR MUNDI: LE IPOTESI DELLA SPARIZIONE

Un dettaglio non trascurabile è che nel 2019 ricorrono le celebrazioni leonardiane, legate ai 500 anni dalla morte del maestro rinascimentale. Secondo accordi internazionali, il Salvator Mundi dovrebbe essere la superstar di una mostra del Louvre di Parigi, prevista dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020. Ça va sans dire, i recenti fatti che attestano la sua sparizione preoccupano non poco il dipartimento culturale francese. Alcune ipotesi in merito sono state avanzate: l’acquirente (non ancora ben identificato) potrebbe aver deciso di tenere per sé il capolavoro, in un luogo privato; oppure potrebbe aver ceduto alle voci che affermano che l’attribuzione leonardiana non sia vera, decidendo di sottoporre il quadro a ulteriori controlli (eventualità, quest’ultima, avanzata ancora dal New York Times, ma rimasta senza conferma). “Sarà un pesce d’aprile?” è quello che si sono chiesti in tanti, leggendo la notizia diffusasi il primo di questo mese. Ma pare che non sia una bufala. Potrebbe diventare, tuttavia, la trama del prossimo romanzo di Dan Brown. Il giallo c’è ed è sempre più fitto.

-Giulia Ronchi

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AutoreLeonardo da Vinci
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.