La Tate Britain celebra con una mostra gli anni trascorsi da Vincent van Gogh a Londra

La Tate Britain di Londra ospiterà nel 2019 una grande mostra focalizzata sugli anni che Vincent van Gogh ha trascorso in Inghilterra, tra il 1873 e il 1876. E non mancano certo le sorprese…

Vincent van Gogh, Self portrait with Felt Hat, 1887. Van Gogh Museum, Amsterdam Vincent van Gogh Foundation

Se di un artista leggendario, studiato e amato come Vincent van Gogh (Zundert, 1853 – Auvers-sur-Oise, 1890) si pensa di conoscere già tutto – decenni di ricerche, mostre e saggi critici su di lui senza dubbio portano a pensarlo –, il nuovo progetto espositivo annunciato dalla Tate Britain di Londra punta i riflettori su un aspetto particolare della vita e della carriera del pittore olandese: il suo rapporto con la Gran Bretagna. van Gogh and Britain è il titolo della mostra che inaugurerà il 27 marzo 2019 e che esplorerà come van Gogh nel corso della sua carriera sia stato ispirato dall’arte, dalla letteratura e dalla cultura britanniche e il modo in cui ha ispirato a sua volta artisti britannici come Walter Sickert e Francis Bacon.

Vincent van Gogh, L'Arlésienne, 1890. Collection MASP Sao Paulo Museum of Art. Photo credit Joao Musa
Vincent van Gogh, L’Arlésienne, 1890. Collection MASP Sao Paulo Museum of Art. Photo credit Joao Musa

VAN GOGH E LONDRA

Arrivato a Londra come commerciante d’arte tirocinante, Vincent van Gogh visse in Inghilterra tra il 1873 e il 1876, anni in cui l’artista, stimolato dal fascino moderno della città, ebbe modo di esplorare nuove strade di vita, arte e amore. La mostra rivelerà l’entusiasmo di van Gogh per la cultura britannica, nato durante il suo soggiorno a Londra e proseguito anche nelle fasi successive della sua carriera artistica. L’esposizione mostrerà in che modo il pittore olandese reagì all’arte vista a Londra – come le opere di John Constable e John Everett Millais – e il suo amore per gli scrittori britannici, da William Shakespeare a Christina Rossetti. Charles Dickens, in particolare, ha influenzato più di altri lo stile di van Gogh: un esempio su tutti è l’Arlésienne (1890), un ritratto che il pittore ha realizzato nell’ultimo anno della sua vita nel sud della Francia, che ritrae in primo piano un libro di Dickens. Durante gli anni londinesi, van Gogh coltivò un’altra sua grande passione: le stampe inglesi. Nonostante la sua povertà, il pittore si dedicò alla ricerca e alla raccolta di circa 2mila incisioni, la maggior parte provenienti da riviste come l’Illustrated London News. “Tutta la mia vita è finalizzata a creare le cose della vita di tutti i giorni che Dickens descrive e che questi artisti disegnano”, scrisse van Gogh in quegli anni. Ritornò a queste stampe solo nei suoi ultimi mesi di vita, dipingendo la sua unica opera dedicata a Londra, Prisoners Exercising, ispirandosi alla stampa di Gustave Doré con soggetto la prigione di Newgate.

Francis Bacon (1909 – 1992) Study for Portrait of Van Gogh IV 1957 Oil paint on canvas 1524 x 1168 mm Tate © The Estate of Francis Bacon. All rights reserved. DACS, London
Francis Bacon (1909 – 1992) Study for Portrait of Van Gogh IV 1957 Oil paint on canvas 1524 x 1168 mm Tate © The Estate of Francis Bacon. All rights reserved. DACS, London

L’INFLUENZA DI VAN GOGH SUGLI ARTISTI BRITANNICI

“Vincent van Gogh è senza dubbio uno dei più grandi e influenti artisti di tutti i tempi”, ha dichiarato Alex Farquharson, direttore della Tate Britain. “La sua permanenza in Gran Bretagna ha cambiato la sua visione del mondo e anche se stesso, incoraggiandolo a diventare un artista. Questa è un’entusiasmante opportunità per noi di rivelare l’impatto che la Gran Bretagna ha avuto su van Gogh e l’enorme influenza che egli ha avuto sugli artisti britannici. L’ultima mostra di van Gogh alla Tate risale al 1947, e introdusse il suo lavoro a un’intera generazione di artisti che lavoravano in Gran Bretagna. Siamo entusiasti di dare il benvenuto in galleria a tanti dipinti importanti e all’avanguardia”. Oltre a svelare i retroscena del soggiorno londinese di van Gogh, la mostra metterà in luce come l’arte e la vita del pittore olandese abbiano influenzato artisti britannici di generazioni successive, come Matthew Smith, Christopher Wood, David Bomberg e soprattutto Francis Bacon: di quest’ultimo saranno esposti una serie di ritratti ispirati a un autoritratto di van Gogh.

– Desirée Maida

Londra // dal 27 marzo all’11 agosto 2019
van Gogh and Britain
Tate Britain
www.tate.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.