Gli Anni ’80 a Firenze come non li avete mai visti. Musica, letteratura, teatro e moda in mostra
Il merito di Florence Calling, visitabile fino al 20 settembre al MAD Murate Art District, è di non indulgere troppo nella nostalgia e nella confezione ad hoc per cultori dei bei-tempi-andati, ma di operare su cruciali connessioni
A Firenze c’è una mostra, a cura di Bruno Casini e Valentina Gensini, che fa il punto su un periodo come quello compreso tra fine Anni Settanta e Anni Ottanta che ha visto nel capoluogo toscano un’effervescenza artistica e culturale senza precedenti, tra musica, teatro, letteratura, architettura, design, moda e arte visiva.
La mostra Florence Calling
Il merito di Florence Calling è di non indulgere troppo nella nostalgia e nella confezione ad hoc per cultori dei bei-tempi-andati, ma di dedicarsi con passione e conoscenza ad una prima ricostruzione degli eventi, dei luoghi, dei protagonisti ma anche delle importanti e cruciali connessioni tra tutti questi snodi, che hanno reso la Firenze di quegli anni la capitale irripetibile e unica di una new wave tutta italiana e aperta all’internazionalità.
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La letteratura di Pier Vittorio Tondelli
E anche il legame profondo che questa scena culturale urbana intrattenne con la città stessa, con la sua identità e con la sua struttura peculiare. Del resto a tal proposito Pier Vittorio Tondelli, che a Firenze visse per cinque formidabili anni, raccontandone da par suo le emergenti avanguardie, in Un weekend postmoderno scrive per esempio: “Cogliere allora in un’unica, sintetica, immagine, in un fotogramma, in una descrizione, il “senso” di questa città è impresa impossibile. Firenze è una grande capitale culturale ma, a differenza di altre città, in essa è ancora possibile rintracciare e vivere qualcosa che le altre città, o metropoli, hanno perduto, o forse, nemmeno lontanamente, hanno mai avuto: il centro. Perché Firenze conserva, fra due piazze, un ponte e qualche via, un centro vitale e fervido in cui batte il cuore della città.”
La musica a Firenze negli Anni Ottanta
A partire dunque dai seminali concerti di Patti Smith (1979), di Lou Reed e dei Clash (1981), che fungono da vero e proprio innesco per il Rinascimento Rock fiorentino, la mostra testimonia le band importanti che esordiscono a partire dall’inizio del decennio, tra cui Diaframma, Litfiba, Neon, Soul Hunters, Moda, Pankow, Esprit Nouveau; i luoghi, fondamentali in cui questi gruppi si esibiscono, come la Rokkoteca Brighton, Banana Moon, Manila, Casablanca e Tenax, luoghi che definiscono tendenze e che propongono nuove soluzioni architettoniche e di design, eredi diretti di una tradizione recente e prestigiosa come quella dell’architettura radicale.
E poi il teatro sperimentale e radicale di Magazzini Criminali (poi semplicemente Magazzini) di Sandro Lombardi, Marion D’Amburgo e Federico Tiezzi, con il bellissimo Crollo nervoso (1980) di cui viene qui riproposto un estratto, e poi Sulla strada (1982) da Jack Kerouac, Genet a Tangeri (1984), Ritratto dell’artista da giovane (1985) e Vita immaginaria di Paolo Uccello (1985), i Krypton con l’Eneide del 1983 (musicata dai Litfiba), Orient Express, Il Marchingegno: il teatro è in particolare il terreno privilegiato di sperimentazione, e di incrocio/intersezione tra le varie discipline (moda, musica, video, design, arte, musica).
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I fumetti e Frigidaire
Fino ai Giovanotti Mondani Meccanici, gruppo fondato da Antonio Glessi e Andrea Zingone, a cui si aggiungeranno come terzo membro e autore delle colonne sonore Maurizio Dami (Alexander Robotnik), e Roberto Davini, Giancarlo Torri, Loretta Mugnai, che tra 1984 e il 1987 realizzano con un Apple II i loro computer comics a 8-bit – i primi della storia. Nei fumetti, pubblicati su “Frigidaire”, gli alter ego degli artisti si aggirano in una Firenze metafisica, fantascientifica e schizofrenica. A partire già dalla prima scena, quella dell’incontro nel bar, che restituisce il senso dell’accumulo e del pastiche già pienamente integrati nel mondo digitale, “attraverso l’immagine fissa di infinite quantità di ruote, perni dentati, cravatte di plastica nera, narici d’argento, bottoni, relais… pistoni e tubi di tutte le dimensioni, scarpe di pitoni, pedali, floppy, campanellini, giacche di metallo, filamenti di tungsteno, bobine rotanti…”.
I Giovanotti Mondani Meccanici a Firenze
I GMM sono stati in effetti una delle realtà più interessanti dell’arte visiva nel panorama nazionale dell’epoca, una realtà che meriterebbe di essere realmente riscoperta perché in grado allora di proporre un’idea di postmoderno originale e di declinarla – ancora una volta – tra installazione, grafica, fumetto, video, musica, teatro, performance. Scrive su di loro sempre Tondelli nel 1986: “Nel seguire la loro produzione, sorge spontaneo l’imbarazzo delle definizioni. I loro prodotti saranno più arte visiva, più fumetto, più cinema, più televisione, più fashion, più poesia visiva, più grafica, o quale altra diavoleria ancora? In effetti, il dato più importante del lavoro dei GMM è proprio la commistione dei linguaggi, il loro intersecarsi e interagire. In altre parole, quel concetto, quella musa, che sta alla base di tutta la produzione dei giovani degli anni Ottanta, e quel concetto, quella musa, ha un nome: “multimedialità”. (…) Quello che colpisce nei GMM non è tanto, allora, l’uso intelligente e sentimentale dell’elettronica (…), quanto piuttosto lo spostamento continuo su scenari di comunicazione differenti: dalla discoteca alla sfilata di moda, dalla rivista alla galleria d’arte”.
Florence Calling, mostra capace di restituire l’atmosfera elettrica e vibrante di quegli anni, è arricchita da un public program denso di appuntamenti e incontri, per approfondire singole figure e fenomeni.
Christian Caliandro
Firenze // Fino al 20 settembre 2026
Florence Calling. Anni Ottanta
MAD – Murate Art District, Piazza delle Murate
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