Scrittore e artista visivo, Carlo Levi è al centro della rassegna torinese che coinvolge il Circolo dei Lettori, la GAM, CAMERA e il Museo Nazionale del Cinema

Intellettuale a tutto tondo, testimone d’eccellenza del Novecento italiano – non solo del Sud, se si pensa alla descrizione accurata ed evocativa della Torino di Piero Gobetti –, Carlo Levi (Torino, 1902 – Roma, 1975) viene celebrato in occasione dei 120 anni dalla sua nascita grazie a una serie di eventi che percorrono la penisola: in particolare, la poliedricità artistica e analitica di Carlo Levi riemerge attraverso pittura, letteratura, fotografia e cinema con la rassegna torinese Tutta la vita è lontano, a cura della Fondazione Circolo dei Lettori in collaborazione con GAM, CAMERA e con il Museo Nazionale del Cinema.

Carlo Levi. Viaggio in Italia. Luoghi e volti. Exhibition view at GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2022. Photo Giorgio Perottino
Carlo Levi. Viaggio in Italia. Luoghi e volti. Exhibition view at GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino 2022. Photo Giorgio Perottino

LA MOSTRA SU CARLO LEVI ALLA GAM DI TORINO

Riunendo trenta dipinti realizzati da Carlo Levi tra il 1923 e il 1973 (provenienti dalla Fondazione Carlo Levi di Roma, dal patrimonio della GAM, dalla Pinacoteca Carlo Levi di Aliano e da collezioni private), la mostra allestita negli spazi della Wunderkammer della GAM (a cura di Elena Lowenthal e Luca Beatrice) si focalizza sulla geografia complessiva dell’esistenza dell’artista, tra Nord e Sud dell’Italia. Un “nuovo vedere” in pittura, tra espressionismo e realismo, che si riversa in un “nuovo parlare” con i “ritratti a penna” nella scrittura – tale complementarietà ha ispirato la collaborazione con il Circolo dei Lettori – e che traspare nelle linee e nei colori simile a un’“aureola materiale”, ovvero a un’“incorruttibile sostanza” istantanea di un’epoca malinconica e superba.
Non si creda che la distanza d’origine sia un mancato coinvolgimento, né che si riverberi sulla precisione sentimentale: didascalici e al contempo “intimi” sono i ritratti in mostra, grazie al congenito prevalere degli aspetti umani universali sui ricordi privati, indecifrabili immagini di un mistero soggettivo. Scriveva Levi a proposito di Carlo Rosselli: “Ma come si sente l’insufficienza del ricordo, anche se appaia preciso e vivo! Si è delusi dalla memoria, quando essa si rivolge a chi ci fu caro, parte di noi. Quella che fu vera amicizia e vita, è rimasta intera nelle nostre persone, del tutto assimilata e non distinguibile: e il resto è vaga immagine, ombra senza corpo che si abbraccia con amarezza. È più nitida la figura delle cose indifferenti che il viso del padre o dell’amico, che è stato tolto e che (nero è il colore del lutto) un geloso dolore ha ricoperto”.

LEVI E LA VITA CONTADINA

Tra tutti i dipinti, un piccolo ricordo personale e collettivo. In occasione dei tour organizzati per ExhibiTO di settembre 2021, il gallerista Stefano Testa (Galleria del Ponte) presentò in anteprima ai visitatori una delle opere oggi in mostra presso la GAM – forse la più emblematica, manifesto dello stile di Levi: si tratta di Qui nascono (1954), ritratto di una numerosa famiglia delle campagne lucane. Il dipinto, esposto anche durante una Biennale di Venezia, simboleggia la condizione di vita tormentata dei contadini e insieme la loro primitiva austerità; la donna centrale e quasi tutti i personaggi accerchiano e fissano l’osservatore con fierezza, a emblema di una progressiva autoaffermazione, di una presa di coscienza e parola e quindi di un’apertura al mondo “altro da loro”. Si legge a tal proposito ne L’invenzione della verità: “La loro umanità non era ancora nata […] erano muti e ciechi come bambini infanti, e perciò una gran parte del mondo era invisibile e ineffabile e inesistente. Ora dappertutto […] vanno aprendo gli occhi sulle cose, e le loro lingue si sciolgono a nuovi e antichissimi linguaggi, e la realtà del mondo cresce con il loro nuovo vedere e il nuovo parlare”.

Carlo Levi, Autoritratto con figure del ricordo, 1954, olio su tela, cm 96 x 83. Comune di Aliano
Carlo Levi, Autoritratto con figure del ricordo, 1954, olio su tela, cm 96 x 83. Comune di Aliano

LEVI E LA RESISTENZA

La generosità del gesto di condividere in anteprima l’importante acquisizione della Galleria del Ponte è ricordata qui nel segno di quella stessa partecipazione di Levi, che, comprendendo i meccanismi che regolano la Storia, ha dato parola a un momento (la Resistenza) considerato dall’artista di profonda creatività e massima unione tra gli uomini. Ancora il quadro lascia aperta la riflessione; e quel bambino dai capelli rossi – come spiegato da Testa, l’autoritratto di Levi da bambino – continua a interrogarci con fervida curiosità.

Federica Maria Giallombardo

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Evento correlato
Nome eventoCarlo Levi. Viaggio in Italia: luoghi e volti
Vernissage09/02/2022 ore 11 su invito
Duratadal 09/02/2022 al 08/05/2022
CuratoriLuca Beatrice, Elena Loewenthal
Generearte moderna
Spazio espositivoGAM - GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
IndirizzoVia Magenta 31 - Torino - Piemonte
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Federica Maria Giallombardo
Federica Maria Giallombardo nasce nel 1993. Consegue il diploma presso il Liceo Scientifico Tradizionale “A. Avogadro” (2012) e partecipa agli stage presso l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Biella (2009-2012). Frequenta la Facoltà di Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Torino, laureandosi nel 2016 con una tesi di ricerca di Filologia Italiana sull’epistolario di Vittorio Alfieri. Partecipa come relatrice alla X edizione della Scuola di Alta Formazione “Cattedra Vittorio Alfieri” nel settembre 2016. Collabora con la Fondazione Centro Studi Alfieriani e con Palazzo Alfieri. È associata alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Scrive recensioni per la webzine «OUTsiders». In occasione di Artissima 2016, partecipa al progetto “Ekphrasis 21”. Collabora con diversi artisti, tra cui Giuseppe Palmisano, Massimo Brunello e Stefania Fersini, dei quali cura il portfolio e i comunicati stampa.