Il nuovo spazio di ultrablu, l’atelier a Roma che unisce artisti con neurodivergenze e neurotipici

Ultrablu si espande e si trasferisce in Piazza Amerigo Capponi, zona Ottaviano, a Roma. È un atelier dove artisti con neurodivergenze, ai quali sono state diagnosticate problematiche come l’autismo, e artisti neurotipici, persone che non presentano tali disturbi, lavorano a braccetto

ULTRABLU, crediti Giorgia Basili
ULTRABLU, crediti Giorgia Basili

Ultrablu, l’atelier a Roma dove artisti che presentano neurodivergenze – ai quali sono stati diagnosticati disturbi quali l’autismo – lavorano a fianco ad artisti neurotipici – che non presentano tali problematiche – ha cambiato sede. ULTRABLU si è infatti spostato in un luogo più ampio,  in Piazza Amerigo Capponi, sempre in zona Ottaviano (vicino a San Pietro), dove poter sperimentare nello spirito della contaminazione pura e della sinergia creativa. Questo momento storico, infatti, è essenziale se pensiamo alla rigenerata attenzione verso le neuroscienze – insieme delle discipline che studiano i vari aspetti – legate all’arte e all’espressioni creative. Solo a Roma si possono citare lo spazio indipendente Numero Cromatico, a San Lorenzo, con la pubblicazione a sua cura – Nodes – e l’iniziativa di Fondazione Volume Percezioni un ciclo dedicato alla ricerca e all’analisi della relazione tra arte e neuroscienza. La nuova sede ULTRABLU si dota inoltre di libreria e caffè e non manca ovviamente la programmazione espositiva. La prima mostra della libreria è legata infatti al libro d’illustrazione di Emanuele Cantoro, edito da Sigaretten. In questa occasione, l’artista eseguirà un live painting alle 22 di sabato 26 febbraio, accompagnato dalla musica dal vivo di Quomo. L’inaugurazione vera e propria del nuovo spazio avverrà ad aprile, con una mostra retrospettiva collettiva corredata da catalogo, a cura di Arianna Desideri.

 

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COS’È ULTRABLU E COME NASCE

Ultrablu nasce a Via Germanico ed è stato fondato da Virgilio Mollicone e Monica Nicoletti, soci dell’International Association for art and Psycology (IAAP), con una specifica mission: far sì che la neuro-diversità venga riconosciuta come ricchezza e venga superata la ghettizzazione che separa ragazzi con neurodivergenze o neuroatipici del disturbo dello spettro autistico (artisti diagnosticati con DPS disturbo pervasivo dello sviluppo) – come Andrea Calcagno creatore del libro La parata –  da ragazzi neurotipici. Ad Ultrablu si lavora fianco a fianco, in maniera paritetica. Non c’è alla base nessun intento di tutoraggio o di arte terapia. I linguaggi e le espressività più disparate sono liberi di intersecarsi. Dopo il primo nucleo costituito dall’atelier, è nata la casa editrice di ultrablu che lavora valorizzando le peculiarità degli artisti e le loro plurime inclinazioni: il fumetto, la grafica, la pittura. I progetti editoriali nascono dalla collaborazione tra artisti interni ed esterni a questa realtà, in uno spirito d’ibridazione. La proposta di ultrablu includerà presentazioni di libri, esposizioni, musica dal vivo, live painting, laboratori. Oltre all’atelier, alla libreria e al caffè, lo spazio comprende un’area digitale per l’ideazione di progetti di video-animazione come Neo Genesi, la distopia sulla Roma post pandemica immaginata da Giacomo Calderoni.

AD APRILE, COLLETTIVA CHE INAUGURERÀ UFFICIALMENTE LO SPAZIO

Sarà una retrospettiva che presenterà le ricerche degli artisti di Ultrablu e sarà allestita in maniera diffusa utilizzando tutti i suoi ambienti, dall’ingresso allo spazio digitale.

Lontano vicinissimo ultrablu a cura di Arianna Desideri costruirà un percorso organizzato secondo accostamenti per affinità visive e tematiche, raccolti sotto grandi cappelli denominati dalla curatrice ‘dimensioni’. “Si sposa sempre l’idea dell’orizzontalità, in una tessitura formale che si differenzia dall’approccio monografico, portando a bruciare le distanze tra artisti neurotipici e con neurodivergenze” spiega Arianna Desideri e continua: “Il nome ultrablu si scrive o tutto minuscolo o tutto maiuscolo affinché non ci sia differenziazione a livello grafico tra i singoli caratteri. Ogni lettera ha la sua importanza al pari delle altre, come sosteneva anche Boetti. In ULTRABLU poi le prime due lettere e le ultime due sono disposte in maniera speculare: ul e lu”. L’occhio, logo dell’associazione, è significativo: una membrana che assorbe e riflette. L’essere umano vede-percepisce la realtà esterna e restituisce le sensazioni interne al suo corpo, questo è fondamentale per la poetica, la filosofia e la metodologia che sono alla radice di questo atelier. È la relazione che permette l’ibridazione delle idee. Secondo tale spirito è organizzata anche la libreria, che segue il principio del Diversalismo di Édouard Glissant e la contaminazione da ambiti disciplinari eterogenei. L’opacità delle culture e della comunicazione rispetto ai contesti in cui si innestano, la creolizzazione e la complessità del mondo informeranno la selezione dei volumi in vendita. I libri verranno disposti sulle scaffalature non seguendo etichette rigide-standard ma secondo categorie più ampie e fantasiose, le parole chiave saranno accompagnate dai disegni degli artisti di ultrablu. Si va dall’arte contemporanea all’illustrazione, dalla narrativa alla saggistica, dalla filosofia e alla critica letteraria. Saranno presenti libri su studi di genere LGBTQAI+ – come anche la recente pubblicazione Fuori!!! -, sulle neuroscienze – sarà presente la rivista Nodes, il numero 13 in particolare contiene un articolo sull’autismo – e si giocherà sull’intersezione di branche tematiche attinenti ma anche lontane.

-Giorgia Basili

Piazza Amerigo Capponi, 7, Roma
Inaugurazione della libreria e del Caffè: dalle ore 17
Per info: [email protected]

Instagram:

@ultrablupublishing

@libreria_ultrablu

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.