L’UCCA Center for Contemporary Art apre il suo quarto museo in Cina

Dopo Pechino, Aranya e Shanghai, la principale istituzione indipendente di arte contemporanea del Paese aprirà nel 2024 una nuova sede a Chengdu, megalopoli in forte ascesa dal punto di vista della ricerca, dell’arte e della cultura

L'ingresso della sede centrale di UCCA, a Pechino. Courtesy, UCCA Center
L'ingresso della sede centrale di UCCA, a Pechino. Courtesy, UCCA Center

Aprirà nel 2024 a Chengdu, capoluogo della provincia del Sichuan, la quarta sede di UCCA Center for Contemporary Art, la principale istituzione indipendente cinese di arte contemporanea con sede a Pechino che conta inoltre altre due sedi distaccate ad Aranya (località turistica vicina alla capitale cinese) chiamata DUNE e a Shanghai, quest’ultima chiamata EDGE. Nella sede madre di UCCA, a Pechino, proprio in questi giorni è in corso The Last Judgment, grande retrospettiva di Maurizio Cattelan a cura di Francesco Bonami che è già un record in termini di numero di visitatori e consensi.

LA STORIA DELL’UCCA CENTER IN CINA

Fondato nel 2007 con lo scopo di creare un dialogo tra l’arte locale con quella mondiale, UCCA è diventato fin dalla sua nascita un punto di riferimento culturale per la capitale cinese, un canale per lo scambio internazionale e un incubatore di nuovi talenti situato nel cuore del 798 Art District. Dopo l’apertura di UCCA Dune, la seconda sede dell’istituzione presso Aranya, nel distretto di Beidaihe, l’UCCA di Pechino nei primi mesi del 2019 ha svelato il progetto del restyling dell’edificio firmato da OMA, lo studio di architettura fondato da Rem Koolhaas. A riprogettare la facciata, la hall, le gallerie, gli spazi educativi, la caffetteria e il bookshop di UCCA sono stati Chris van Duijn e Inge Goudsmit, rispettivamente partner e associato di OMA. UCCA Dune ad Aranya è stato progettato da Li Hu e Huang Wenjing di OPEN Architecture. Il museo si estende su una superficie totale di 930 mq, che include sette gallerie interne e tre esterne, una caffetteria e una sala lettura. L’edificio sorge proprio di fronte al mare, ed è in gran parte coperto dalle dune di sabbia circostanti. L’avamposto di UCCA a Shanghai invece sorge al secondo, terzo e quarto piano di un edificio nel distretto Jing della città e progettato da SO – IL, studio di architettura di New York fondato nel 2008 da Florian Idenburg e Jing Liu che ha progettato inoltre l’iconico padiglione di Frieze a Randall’s Island nella Grande Mela e il CTF Museum di Hong Kong.

LA NUOVA SEDE DI UCCA A CHENGDU

Il museo di Chengdu farà parte di un nuovo centro culturale sviluppato dal Sunwah Group, con sede a Hong Kong, e chiamato International Art Island: dell’hub faranno parte, oltre al museo UCCA, anche una sala concerto che ospiterà la China Philharmonic Orchestra e un museo dedicato allo scultore Ye Yushan. Oltre a essere una megalopoli in cui vivono oltre 16 milioni di persone e una città che in passato si è contraddistinta per la produzione di tessuti pregiati, negli ultimi anni Chengdu si sta distinguendo a livello internazionale per la ricerca scientifica e adesso anche per la promozione della cultura, oltre a essere la città in Cina a ospitare il maggior numero di università. “Chengdu è una delle città più entusiasmanti e in rapida crescita in Cina, e negli ultimi anni ne abbiamo seguito da vicino lo sviluppo e i risultati nel campo delle arti”, dichiara Philip Tinari, CEO e direttore di UCCA e consulente artistico del progetto International Art Island, come riportato da Artforum.

– Desirée Maida

www.ucc.org.cn

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.