Casa come isola: l’edizione 2021 del Festival del Paesaggio rivede il rapporto con l’abitare

La rassegna diretta da Arianna Rosica e Gianluca Riccio, giunta al suo quinto anno, chiede a quattro grandi artisti di ridiscutere la coesistenza tra umanità, ambiente domestico e ambiente naturale, in un costruttivo dialogo tra contemporaneità e storia

Casa come isola. Con questo grande tema va in scena la quinta edizione del Festival del Paesaggio. La kermesse, che ogni anno porta a Capri un gruppo di artisti perché dialoghino con l’isola e le sue istanze, festeggia l’importante anniversario con una nuova riflessione sull’abitare, che faccia tesoro delle lezioni imparate durante la pandemia. Con la direzione di Arianna Rosica e Gianluca Riccio quattro artisti daranno forma al profondo legame tra casa e ambiente naturale, di cruciale importanza per rendere l’abitazione un luogo di benessere psicologico e fisico, che è anche dialogo tra contemporaneità e passato storico e archeologico. La V edizione, promossa dall’Associazione per l’Arte e la Cultura Contemporanea Il Rosaio e realizzata in collaborazione con il comune di Anacapri, sarà ampia e diffusa sia a livello temporale, dato che si svolgerà in più tappe tra il mese di settembre e quello di novembre, sia a livello geografico, portando l’arte in una pura dimensione pubblica e partecipata – questo anche grazie al fatto che quasi tutte le opere saranno site-specific e realizzate per l’occasione. Gli appuntamenti si snoderanno tra Anacapri, sulla sommità dell’isola, e Pompei, anche in virtù di una nuova, prestigiosa collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei nell’ambito delle iniziative Pompeii Commitment – Archeological Matters dedicate all’arte contemporanea.

UN’EDIZIONE CHE RIPORTA AL CENTRO L’IMPORTANZA DELL’ABITARE

Si percepisce forte, nelle parole dei direttori, la necessità di ridiscutere un modello abitativo ormai vecchio e aprire il concetto di casa a una dimensione più partecipata, umana e naturale: “Durante la pandemia abbiamo realizzato una versione online su Instagram del nostro festival, chiedendo ai diversi artisti di condividere con il pubblico i loro spazi domestici e di lavoro”, racconta Rosica. “Abbiamo rivisto come centrali le tematiche affrontate due anni fa con le mostre Casa come me allestite a Vila Lysis e alla Casa Rossa di Anacapri, e abbiamo deciso di riprendere quel fil rouge”, spiega Riccio, ricordando l’edizione 2019 che deve il suo nome alla villa caprese di Malaparte, fulgido esempio di architettura razionalista compenetrata nel paesaggio, nonché specchio del suo proprietario. “Recuperando la centralità della casa, abbiamo approfondito la necessaria messa in discussione della separazione tra ambiente domestico e ambiente naturale, inserendola in una più ampia riflessione sul concetto di isola come luogo separato dalla terraferma e allo stesso tempo come luogo di accoglienza e approdo”, argomenta Riccio. L’isola di Capri, magnetica, è sempre al centro di questa prospettiva, e da luogo fisico e definito si fa immaginario mentale, ricettacolo di utopie e nuove modalità di esistenza.

I QUATTRO ARTISTI DELLA QUINTA EDIZIONE

I quattro artisti coinvolti, di generazioni e prospettive diverse, sono Andrea Branzi (Firenze, 1938), Cherubino Gambardella (Napoli, 1962), Patrick Tuttofuoco (Milano, 1974) e Francesco Arena (Torre Santa Susanna, 1978): tutti sono entrati in un intimo dialogo con l’isola, creando opere che ci avvicinano a tempi e luoghi altri da quelli attuali con fecondi collegamenti. Ad aprire le danze, lo scorso 2 settembre, è stato il celebre architetto e designer Andrea Branzi – da anni studioso della domus latina e fervente sostenitore della sua viva eredità attuale – che ha presentato al pubblico la serie di disegni e collage Frammenti, ispirata alle forme dell’abitare nell’antica Roma ed esposta nelle vetrine del Capri Palace Hotel (sostenitore della prima ora della rassegna artistica insieme a Seda). La seconda tappa del programma, il 25 settembre, vedrà l’inaugurazione dell’installazione pubblica site-specific alta oltre cinque metri di Cherubino Gambardella intitolata Casa Senza Casa e Mito Mediterraneo. Questa, destinata allo spazio di via Trieste e Trento, mostra il volto generoso dell’accoglienza in dialogo con l’architettura della chiesa di Santa Sofia e quella delle case sulle coste del Mediterraneo. A stretto giro, il 29 settembre, seguirà la presentazione dell’opera dell’artista milanese Patrick Tuttofuoco – artist in residence al Capri Palace con il progetto Travelogue, fondato proprio da Arianna Rosica e parte integrante del festival: i suoi Close encounters verranno diffusi per il centro di Anacapri nella forma di un grande billboard pubblicitario. L’ultimo intervento anacaprese, doppio, cadrà il 2 ottobre e sarà ospitato nei meravigliosi spazi del giardino di Villa San Michele: saranno presentate qui sia otto Erme in terracotta realizzate da Branzi per l’occasione, sia l’opera del 2020 di Francesco Arena Stone, un blocco marmoreo fresco di cava con inciso dei versi di Shakespeare – un nuovo richiamo alla dimensione storica e storicizzata della rassegna. A chiudere l’esperienza sarà nuovamente Branzi, protagonista di questa speciale edizione, che realizzerà un progetto speciale per gli spazi della Casa del Triclinio del Parco Archeologico di Pompei a metà ottobre: primo intervento fisico del Pompeii Commitment, l’opera riporterà in vita i versi del poeta Catullo, che saranno letti dall’attore Alessandro Preziosi nel loro latino originale.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.