Travelogue torna a Capri. I workshop di Flavio Favelli e Maurizio Nannucci con gli studenti

È in corso, fino al 20 ottobre, Travelogue, il progetto di residenze d’artista a Capri nato nel 2008 per avvicinare gli studenti locali all’arte contemporanea.

Maurizio Nannucci

Travelogue è un’iniziativa nata nel 2008, e ideata da Arianna Rosica, che ha come obiettivo centrale la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani studenti del territorio caprese in un’esperienza unica: per due volte all’anno, a maggio e a ottobre, i ragazzi hanno l’opportunità di incontrare e conoscere il lavoro di una coppia di artisti (diversa a ogni stagione), e di avvicinarsi così ai molteplici linguaggi del fare arte. Gli artisti — che quest’anno sono Flavio Favelli e Maurizio Nannucci —  sono chiamati a realizzare laboratori dedicati insieme agli studenti dell’Istituto Axel Munthe, da cui nasceranno opere ispirate al paesaggio caprese. Ad ospitare il progetto è il Capri Palace Hotel guidato dal GM Ermanno Zanini, collezionista di arte contemporanea, che ci racconta: “Insieme all’ex proprietario Tonino Cacace, abbiamo iniziato a collezionare opere d’arte senza mai fini puramente decorativi, perché immaginiamo l’arte nell’hotel come una opportunità per i viaggiatori di fare un’esperienza di soggiorno sofisticata, imparando a conoscere l’arte. L’hotel è quasi un museo, e molte delle opere si trovano nelle aree comuni e nelle camere: opere solo in apparenza incoerenti tra loro, proprio perché collezionate per passione, e non per decorare”. Dal 2016 inoltre, le opere degli artisti di Travelogue vengono esposte nell’ambito delle mostre organizzate dal Festival del Paesaggio, iniziativa ideata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio, critico e curatore, giunta alla sua terza edizione e che si concluderà, insieme a Travelogue, il 20 ottobre.  Nel decimo anniversario di Travelogue abbiamo chiesto ai curatori Arianna Rosica e Gianluca Riccio di raccontarci la storia dell’iniziativa, dalla sua nascita all’edizione in corso, con un occhio proiettato sul futuro.

Flavio Favelli, Zara, 2018
Flavio Favelli, Zara, 2018

Arianna, ci racconti come è nata l’idea di Travelogue?
Nel 2007 mi trovavo a Capri e mentre parlavo con il proprietario del Capri Palace Hotel, che all’epoca era Tonino Cacace, questi mi espresse il desiderio di creare un progetto per l’isola. L’hotel, che possiede una vasta collezione di opere d’arte moderna e contemporanea, aveva già avuto alcuni artisti in residenza. Pensai che le residenze avrebbero potuto spingersi oltre, fino al coinvolgimento del territorio e delle persone che lo abitano, e che un modo per farlo poteva essere quello di invitare gli artisti a tenere dei veri e propri laboratori dedicati ai giovani studenti. Abbiamo iniziato con i ragazzi delle scuole medie, passando poi a quelli del liceo.

Quali ritieni siano state le maggiori difficoltà nel mettere in piedi un progetto fondato sull’arte e sui giovani?
Complice il fatto che a Capri c’è una propensione al sentirsi isolani, i ragazzi non hanno mai avuto un approccio immediato all’arte contemporanea, disciplina che spesso associano a qualcosa di buffo, o di noioso. Ma non si tratta solo di un problema scolastico. I ragazzi non erano mai stati fisicamente in un museo di arte contemporanea, pensavano all’arte intesa ad esempio come disegno, una materia da libri di scuola.

Chi partecipa a Travelogue?
La partecipazione è facoltativa all’interno del programma dell’anno scolastico. Nell’attuale edizione hanno aderito 28 ragazzi tra liceo classico e scientifico.

Cosa succede alle opere prodotte durante il workshop?
Molte opere site-specific restano sul territorio dell’isola, mentre ci piacerebbe donare le altre al museo di arte contemporanea di Anacapri, che sorgerà a Villa Rosa, accanto a Villa S. Michele.

Persia capta, Flavio Favelli
Persia capta, Flavio Favelli

Dal 2016, oltre a Travelogue c’è anche Festival del Paesaggio di Anacapri. Gianluca, come ha avuto inizio il tuo coinvolgimento con il Festival e di conseguenza con Travelogue?
Il Festival del Paesaggio di Anacapri è nato dall’idea che molti degli artisti di Travelogue potessero essere coinvolti in un’iniziativa ricorrente, dedicata all’isola e al suo paesaggio. E così siamo partiti nel 2016, con una prima edizione che ruotava attorno a una grande mostra sulla Capri immortalata da Luigi Ghirri, accompagnata da altre esposizioni, e opere site-specific di artisti coinvolti in Travelogue, come Stefano Arienti e Liliana Moro. Negli anni successivi il festival è poi proseguito con un tema: nel 2017 “la piscina”, nel 2018 “la cartolina”. Quello che ci interessa è ristabilire l’arte sull’isola, svincolandola dal suo stereotipo legato alla mondanità.

Come?
Creando un rapporto intenso con gli artisti, facendo si che la residenza possa diventare un momento produttivo, proprio grazie alla presenza degli studenti. Ne è stato un esempio un’aiuola che Liliana Moro ha realizzato con loro nel 2016.

Per questa edizione di Travelogue avete invitato un artista del ’67 (Favelli) e uno del ’39 (Nannucci). Come sono stati selezionati?
Si tratta di due generazioni diverse, e personalmente amo molto la ricerca di entrambi questi artisti. La scelta si muove generalmente su rotte e gusti personali; bisogna poi cercare il momento “giusto” per coinvolgere determinati artisti in quel momento.

Umberta Genta

Travelogue
Capri// fino al 20 ottobre 2018
Capri Palace Hotel
via Capodimonte 14, Anacapri (Isola di Capri, Napoli)
http://www.festivaldelpaesaggio.com/travelogue-2018/

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Umberta Genta
Nata a Torino, a 19 anni si trasferisce a Londra dove si laurea in Fine and Decorative Arts. La sua formazione prosegue con un postgraduate in fotografia al Central Saint Martins. Inizia quindi un percorso di apprendistato nella sede londinese di Christie's, nel dipartimento Costume and Textiles. I suoi interessi professionali sono per la fotografia, per il design d'interni e per l’arte contemporanea. Nel 2011 viene assunta nella rivista Flash Art International, di cui, a partire dal 2012, diventa Managing Editor. Da fine 2014 è redattrice esterna ad AD per cui cura regolarmente rubriche sul collezionismo, in particolare legato al design. Oggi vive e lavora a Milano.