Il nuovo Spazio co_atto a Milano. Nasce project space nel Passante Ferroviario di Porta Garibaldi

Nato da un collettivo di giovani artisti e professionisti della cultura, co_atto si presenta come realtà interdisciplinare e eterogenea che svilupperà i propri progetti nelle 18 vetrine dello spazio suburbano.

co_atto, Crates
co_atto, Crates

In un momento buio per l’arte in Italia, in cui la quasi totalità delle regioni è ripiombata in zona rossa e arancione, con la conseguente chiusura di gallerie e musei, a Milano un progetto di giovani artisti annuncia l’apertura di un nuovo spazio, concepito come un “atto di resistenza culturale”. Si tratta di co_atto, “un hub di ricerche, ibridazioni, scambi, in cui si interfacciano esperienze, competenze e persone”, come viene definito; una nuova realtà dedicata a diverse discipline creative che sarà attiva a partire dal 19 marzo 2021 negli spazi della galleria della stazione del Passante ferroviario di Porta Garibaldi.

co_atto, Lorenzo D'Alba
co_atto, Lorenzo D’Alba

CO_ATTO, NUOVO PROJECT SPACE DI MILANO

Il punto di partenza, secondo lo statement di co_atto, è l’arte come relazione, luogo di incontro, di coinvolgimento e azione dall’identità transdisciplinare. Le attività si svilupperanno in progetti site-specific e collaborazioni off-site e si concretizzeranno in un palinsesto di eventi collaterali, allo scopo di cercare rapporti e contaminazioni con la città e con il territorio circostante. Lo spazio si articola in 18 vetrine della galleria della stazione del Passante ferroviario di Porta Garibaldi e contiene anche un archivioin divenire che tiene traccia, grazie a donazioni e contributi, delle iniziative e delle ricerche del panorama in cui si inserisce, mettendole a disposizione del pubblico. co_atto si serve anche di un blog attraverso il quale pubblicherà ogni settimana interventi di approfondimento, coinvolgendo esperti e contributors e raccogliendo tutti gli articoli in una fanzine al termine di ogni stagione espositiva. co_atto è inoltre parte di Underpass, progetto di riqualificazione degli spazi all’interno delle stazioni del Passante ferroviario di Milano dedicati alla promozione di artisti emergenti. Il suo team, come l’identità del progetto, è eterogeneo e nasce da un gruppo di giovani professionisti della cultura provenienti del mondo delle arti visive, del design, della musica e degli studi archivistici.

co_atto, Francesco Viscuso
co_atto, Francesco Viscuso

LA PRIMA MOSTRA DI CO_ATTO MILANO

La prima mostra di co_atto si terrà dal 19 marzo al 7 maggio 2021 e si intitolerà in_festagiocando così sull’ambiguità tra il significato di “festeggiare” oppure “infestare” un luogo. All’evento prenderanno parte artiste e artisti, product designers, fashion designers, web designers, una sound designer, un filosofo, un fumettista, project spaces indipendenti, collettivi e progetti culturali diversi e diversificati; tutti sono chiamati a mettere in campo il proprio concetto di “resistenza culturale”. I partecipanti sono Cecilia Mentasti, Superfluo, Francesco Pacelli, Omuamua legacy, Espi, Alessandro Montefameglio, Elia Novecento, Giuseppe Buccinnà, Vincenzo Ferrara, Dario Venuti, Davide Viggiano, Hund Studio, Noemi Mirata, Nubifilm Studio, Piskv, Camilla Pisani, Francesco Viscuso, Giacomo Alberico, SerT, Crates e Giulia Fumagalli. Sarà presente anche Antonio Silvestri, che realizzerà un’interpretazione fotografica di tutte le vetrine e Libri Finti Clandestini assieme a 5X Letterpress, primi ospiti della vetrina-archivio, dedicata all’editoria indipendente e alle pubblicazioni d’autore.

in_festa identità creative co_atto
in_festa identità creative co_atto

CO_ATTO MILANO, STRATEGIA DI RESISTENZA CULTURALE

co_atto ha affidato le proprie vetrine a 24 identità creative, invitandole a realizzare una propria strategia di resistenza culturale che sappia rispondere alla precarietà del momento storico”, spiegano gli organizzatori. “Immaginando le vetrine come spazi di dibattito e ricerca ci si vuole riappropriare, tramite progetti site specific, di tutte quelle possibilità mancate a causa della situazione di chiusura. Come alcuni organismi sopravvivono in condizioni di vita precarie, sviluppando la capacità di proliferare dove altre esistenze al contrario periscono, l’intento è quello di essere infestanti e ricordare che la cultura resiste e continua a produrre senso per la collettività”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.