Correva l’anno 1989: IED di Torino, Piramide del Louvre di I.M.Pei, Rivoluzione di Velluto a Praga

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato senza pretese di esaustività storica. Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1989

Nel 2019 ricorre il trentennale di presenza a Torino dell’Istituto Europeo di Design, l’ente che da più di 50 anni forma i designer e non solo coniugando teoria e pragmatismo. Un arco di tempo in cui l’istituto, dalla prima sede di Milano, ne ha aperte altre 10 in Italia (tra cui appunto quella torinese) e nel mondo, esportando anche all’estero la vision del suo fondatore Francesco Morelli scomparso due anni fa. Per l’occasione, una mostra al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino dal 29 maggio al 22 settembre, Over the future – 30 anni di IED a Torino, ne racconta la cultura del progetto. Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte in quello scorcio di fine anni ’80 del secolo scorso. Dall’inaugurazione della Pyramide du Louvre, progettata dall’architetto cinese-americano Ieoh Ming Pei recentemente scomparso, ai Velvet Underground, insospettabili ispiratori della Rivoluzione di Velluto a Praga, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

– Claudia Giraud

1. LA SEDE DELLO IED A TORINO

30 anni di IED a Torino

Era l’estate del 1989 quando lo IED, Scuola di Alta Formazione in ambito creativo nata da una straordinaria visione del suo fondatore Francesco Morelli, apriva la sua sede di Torino. L’Istituto ha conosciuto fin da subito una rapida crescita con diversi cambi di sede fino al 2004, anno del trasferimento nell’attuale via San Quintino 39. Dal 2018 è poi stato aperto un nuovo spazio in corso Matteotti finalizzato alla crescita della Scuola di Moda. Oggi IED Torino si inserisce all’interno di un Gruppo che vanta oltre 50 anni di esperienza e che si sviluppa in 11 sedi nel mondo tra Italia, Spagna e Brasile, con 10.000 studenti di 100 nazionalità diverse. Un network internazionale, rimasto di matrice interamente italiana, che ogni anno avvia progetti di innovazione in ambito formativo nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione, sviluppando forme di apprendimento e nuovi modelli per interpretare il futuro. In 30 anni di presenza nella città di Torino, culla del settore automotive, IED ha saputo mantenere una propria identità forte e collegata al territorio in cui è nata, facendo del Transportation Design un suo grande punto di forza.

2. LA PYRAMIDE DU LOUVRE A PARIGI DI IEOH MING PEI

PiramideLouvre, ph Mies me, fonte Wikipedia

A Parigi viene inaugurata la Pyramide du Louvre, struttura in vetro che ospita il nuovo ingresso al Musée du Louvre, progettata da Ieoh Ming Pei, l’architetto cinese-americano scomparso giovedì 16 maggio a New York all’età di 102 anni. Terminata nel 1993, la “Pyramide” – che affiora come la punta di un iceberg al centro del cortile formato dai tre corpi – rappresenta la propaggine in superficie di un vasto insieme di spazi sotterranei. La struttura è frutto dell’ambizioso progetto di ampliamento e riadattamento del Louvre, cominciato alla fine degli anni ’80, e che ha consentito la realizzazione del cosiddetto Grand Louvre. Negli spazi sottostanti alla piramide sono stati concentrati svariati tipi di servizi al pubblico. Contemporaneamente è stato avviato un vasto programma di riorganizzazione e riallestimento delle collezioni.

3. LA RIVOLUZIONE DI VELLUTO A PRAGA E I VELVET UNDERGROUND

Velvet Underground fonte SkyArte

Nel novembre 1989 una serie di proteste a Praga definite Rivoluzione di Velluto conduce alla dissoluzione del regime comunista cecoslovacco. Il nome è un allusivo omaggio ai Velvet Underground, complesso molto seguito negli anni della contestazione al regime sovietico ed esempio di emancipazione artistica grazie ai Plastic People of the Universe, formazione musicale al centro del percorso che porterà alla cosiddetta “rivoluzione di velluto” ed alla nascita di una forte amicizia tra Lou Reed ed il primo presidente della Cecoslovacchia libera, Vaclav Havel.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).