Morto l’architetto Ieoh Ming Pei. Ripercorriamo i suoi progetti più importanti

Ripercorriamo la carriera dell’architetto Ieoh Ming Pei, scomparso a New York 102 anni, con una selezione dei suoi progetti, caratterizzati dal ricorso a geometrie pure e dall’impronta monumentale. Insignito del Pritzker Architecture Prize nel 1983, nel 2010 ha ricevuto la Royal Gold Medal del Royal Institute of British Architects.

Era stato da poco selezionato per la progettazione della sede della Bank of China a Hong Kong quando, nel 1983, la giuria di esperti del settore – composta quell’anno anche da Arata Isozaki, Philip Johnson e Kevin Roche – decise di conferirgli il Pritzker Architecture Prize. L’architetto Ieoh Ming Pei, scomparso giovedì 16 maggio a New York all’età di 102 anni, era nato a Guangzou, in Cina, nel 1917. Statunitense di adozione, dopo una formazione tra l’University of Pennsylvania, il Massachusetts Institute of Technology e l’Harvard Graduate School of Design, iniziò la carriera professionale nella società di sviluppo immobiliare Webb & Knapp, Inc., nel 1948. Sette anni dopo nacque lo studio I.M. Pei & Associates; divenuto nel decennio successivo I.M. Pei & Partners, nel 1989 ha assunto l’attuale denominazione: Pei Cobb Freed & Partners. Conosciuto in tutto il mondo per la (discussa) piramide di vetro che ormai da tre decenni definisce l’ingresso del Louvre di Parigi, Pei ha operato su scala globale, misurandosi con un’estesa gamma di edifici, tra cui complessi per la cultura e per la formazione. “La sua abilità ha elevato l’uso dei materiali a un’arte”, sottolinearono i giurati nella motivazione del Pritzker Architecture Prize, riconoscendolo, già all’inizio degli anni Ottanta, come l’artefice di alcuni “dei più bei spazi interni ed esterni di questo secolo”.

-Valentina Silvestrini

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LE GRAND LOUVRE – PARIGI – 1989

Correva l’anno 1981 quando il Presidente francese François Mitterrand lanciava la campagna finalizzata al rinnovamento delle istituzioni culturali in tutto il Paese. Un ambizioso piano che includeva il Musée du Louvre. Tra il 1983 e il 1989 I.M. Pei sviluppò un intervento finalizzato a superare le difficoltà di gestione del notevole afflusso giornaliero. La realizzazione dell’iconica grande piramide in vetro e acciaio è stata affiancata dalla nascita del nuovo atrio sotterraneo, inondato di luce naturale. “È un’opera del nostro tempo”, affermò Pei, quasi in risposta alle polemiche che segnarono il cantiere. Tra i riconoscimenti ottenuti in terra francese, spicca la Grande Médaille d’Or dell’Académie d’Architecture de France.

 BANK OF CHINA TOWER – HONG KONG, 1990

Nel novero degli edifici realizzati nel continente asiatico da Pei – tra questi il Miho Museum di Shiga, in Giappone, inaugurato nel 1997 – notevole è ancora oggi il rilievo della Bank of China Tower di Hong Kong, situata a due passi dall’altrettanto celebre HSBC Building dell’architetto britannico Norman Foster. Procedendo nel suo sviluppo verticale, il grattacielo “perde” progressivamente porzioni triangolari della sua struttura, che risulta costantemente evidenziata nei diversi quadranti costituitivi. Simbolo indiscusso dello skyline di Hong Hong, la torre si ispira alla pianta del bambù.

MUSEUM OF ISLAMIC ART – DOHA, 2008

Il Qatar aveva puntato sulla cultura ancor prima dell’apertura del National Museum of Qatar di Atelier Jean Nouvel o della costruzione della National Library, opera di OMA. Da oltre dieci anni il Museum of Islamic Art è il fulcro – non solo visivo – dell’isola artificiale accessibile da Al Corniche; al suo interno è esposta una delle più prestigiose raccolte d’arte dell’intera regione. Dichiaratamente evocativo dell’antica architettura islamica, con particolare riguardo per la moschea Ibn Tulun, in Egitto, l’edificio museale è sormontato da una torre centrale. La mole apparentemente introversa della struttura rivela all’interno un superbo gioco di luci, oltre a una sorprendente combinazione di spazi espositivi e percorsi avvolgenti. Magnifico l’affaccio sulla baia di Doha possibile grazie alla monumentale vetrata.

NATIONAL GALLERY OF ART EAST BUILDING – WASHINGTON DC, USA, 1978

Ristrutturato nel 2016, in occasione del 75esimo anniversario della National Gallery of Art di Washington DC, l’East Building di Pei costituisce l’estensione del nucleo originario dell’istituzione culturale statunitense – il cosiddetto West Building -, a sua volta progettato da John Russell Pope. Dividendo il sito a disposizione in due triangoli, Pei ha posizionato gli spazi espositivi e le funzioni pubbliche all’interno di una struttura a triangolo isoscele, collocando le attività amministrative in un triangolo rettangolo più piccolo. Le forme triangolari sono più volte ripetute negli elementi architettonici dell’edificio.

PALAZZO LOMBARDIA – MILANO, 2010

Sede degli uffici della Regione Lombardia, l’opera appartiene alla fase conclusiva della carriera di Pei, che ufficialmente si è ritirato dall’attività all’inizio degli anni Novanta (pur continuando a seguire alcuni interventi in prima persona). Affidata agli studi Pei Cobb Freed & Partners di New York, Caputo Partnership e Sistema Duemila di Milano la costruzione del complesso in calcestruzzo armato, vetro e acciaio ha previsto la realizzazione di una torre di oltre 160 metri e di un sistema di edifici dall’andamento sinusoidale. In questo caso, i progettisti hanno tratto ispirazione “dall’armonia dei crinali dei monti lombardi”, adottando una pluralità di soluzioni tecnologiche.

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Render". Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito…

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